Empoli, successo per “Civico 0”: cento iniziative nelle biblioteche comunali con il mondo del Terzo Settore
04-06-2026 17:37 - Cronaca
Un bilancio più che positivo per “Civico 0 – la biblioteca è casa”, il progetto che da ottobre 2025 a maggio 2026 ha trasformato le biblioteche comunali di Empoli in veri e propri spazi di comunità attiva, con oltre cento iniziative aperte a cittadine e cittadini.
Il percorso si chiude simbolicamente domani, venerdì 5 giugno 2026, con un momento di festa all’Ecopark di Ponte a Elsa (via Dino Caponi), al termine dell’ultimo appuntamento della rassegna “Il Pozzale diffuso” nelle frazioni. L’incontro, che vedrà la presentazione del libro L’estate che ho ucciso mio nonno di Giulia Lombezzi, sarà seguito da un aperitivo di ringraziamento dedicato alle associazioni coinvolte.
Un progetto di biblioteca come spazio sociale Il progetto “Civico 0” nasce nell’ambito del bando di biblioteca sociale promosso dal Comune e ha coinvolto dieci realtà associative ed enti del Terzo Settore del territorio. L’obiettivo è stato quello di rafforzare la funzione della biblioteca non solo come luogo di studio e consultazione, ma come spazio vivo di incontro, relazione e partecipazione.
«Al suo primo anno l’iniziativa ha dimostrato la voglia del tessuto associativo della città di mettere a disposizione competenze e attività negli spazi delle biblioteche. È proprio vero che la biblioteca è casa», ha commentato l’assessore alla Cultura del Comune di Empoli Matteo Bensi.
I numeri del progetto Il dato più significativo è quello delle 100 iniziative realizzate in otto mesi, da ottobre a maggio, tra biblioteca comunale Renato Fucini, Palazzo Leggenda e Archivio storico.
Il programma ha spaziato tra divulgazione scientifica, laboratori per bambini, incontri in lingua, gruppi di lettura, attività sulla genitorialità e appuntamenti culturali, coinvolgendo pubblici diversi e rafforzando il ruolo delle biblioteche come luoghi di aggregazione.
Le associazioni coinvolte Il progetto ha visto la partecipazione di numerose realtà del territorio, ciascuna con proposte specifiche:
La Leche League, con incontri dedicati alla genitorialità e all’allattamento Il Ponte APS, con incontri formativi, laboratori e divulgazione Cora Impresa Sociale, con attività per bambini FilRouge Docenti Francese, con laboratori in lingua francese per i più piccoli Co.Me.Te. APS Amici della Biblioteca Comunale Renato Fucini, con gruppi di lettura e attività creative Amici dell’Archivio Storico di Empoli, con laboratori e incontri Archeosofica Empoli, con cicli di incontri tematici AIMA Empolese Valdelsa Valdarno Inferiore, con gruppi di lettura della memoria Società Storica Empolese, con presentazioni e approfondimenti La biblioteca come “civico 0” Alla base del progetto c’è una visione chiara: la biblioteca come punto zero della vita comunitaria, uno spazio che non si limita alla consultazione ma diventa luogo di socialità, creatività e benessere.
L’idea è quella di una “casa aperta”, in cui la permanenza non è solo funzionale allo studio, ma anche al piacere di stare insieme, incontrarsi e condividere esperienze culturali e sociali.
Una festa per chiudere il primo anno La chiusura del progetto sarà dunque anche un momento di ringraziamento collettivo per le associazioni che hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa e per il pubblico che ha partecipato numeroso agli eventi.
Un primo anno che, nelle intenzioni dell’amministrazione, rappresenta solo l’inizio di un percorso destinato a consolidare sempre di più il ruolo delle biblioteche empolesi come centri civici diffusi, aperti e partecipati.
Il percorso si chiude simbolicamente domani, venerdì 5 giugno 2026, con un momento di festa all’Ecopark di Ponte a Elsa (via Dino Caponi), al termine dell’ultimo appuntamento della rassegna “Il Pozzale diffuso” nelle frazioni. L’incontro, che vedrà la presentazione del libro L’estate che ho ucciso mio nonno di Giulia Lombezzi, sarà seguito da un aperitivo di ringraziamento dedicato alle associazioni coinvolte.
Un progetto di biblioteca come spazio sociale Il progetto “Civico 0” nasce nell’ambito del bando di biblioteca sociale promosso dal Comune e ha coinvolto dieci realtà associative ed enti del Terzo Settore del territorio. L’obiettivo è stato quello di rafforzare la funzione della biblioteca non solo come luogo di studio e consultazione, ma come spazio vivo di incontro, relazione e partecipazione.
«Al suo primo anno l’iniziativa ha dimostrato la voglia del tessuto associativo della città di mettere a disposizione competenze e attività negli spazi delle biblioteche. È proprio vero che la biblioteca è casa», ha commentato l’assessore alla Cultura del Comune di Empoli Matteo Bensi.
I numeri del progetto Il dato più significativo è quello delle 100 iniziative realizzate in otto mesi, da ottobre a maggio, tra biblioteca comunale Renato Fucini, Palazzo Leggenda e Archivio storico.
Il programma ha spaziato tra divulgazione scientifica, laboratori per bambini, incontri in lingua, gruppi di lettura, attività sulla genitorialità e appuntamenti culturali, coinvolgendo pubblici diversi e rafforzando il ruolo delle biblioteche come luoghi di aggregazione.
Le associazioni coinvolte Il progetto ha visto la partecipazione di numerose realtà del territorio, ciascuna con proposte specifiche:
La Leche League, con incontri dedicati alla genitorialità e all’allattamento Il Ponte APS, con incontri formativi, laboratori e divulgazione Cora Impresa Sociale, con attività per bambini FilRouge Docenti Francese, con laboratori in lingua francese per i più piccoli Co.Me.Te. APS Amici della Biblioteca Comunale Renato Fucini, con gruppi di lettura e attività creative Amici dell’Archivio Storico di Empoli, con laboratori e incontri Archeosofica Empoli, con cicli di incontri tematici AIMA Empolese Valdelsa Valdarno Inferiore, con gruppi di lettura della memoria Società Storica Empolese, con presentazioni e approfondimenti La biblioteca come “civico 0” Alla base del progetto c’è una visione chiara: la biblioteca come punto zero della vita comunitaria, uno spazio che non si limita alla consultazione ma diventa luogo di socialità, creatività e benessere.
L’idea è quella di una “casa aperta”, in cui la permanenza non è solo funzionale allo studio, ma anche al piacere di stare insieme, incontrarsi e condividere esperienze culturali e sociali.
Una festa per chiudere il primo anno La chiusura del progetto sarà dunque anche un momento di ringraziamento collettivo per le associazioni che hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa e per il pubblico che ha partecipato numeroso agli eventi.
Un primo anno che, nelle intenzioni dell’amministrazione, rappresenta solo l’inizio di un percorso destinato a consolidare sempre di più il ruolo delle biblioteche empolesi come centri civici diffusi, aperti e partecipati.






