Fermi di Empoli, Nascosti (Forza Italia): «Chi ha devastato la scuola deve pagare. Gli studenti che non le condividono, prendano le distanze»
30-10-2026 18:04 - Politica
Due domande e una considerazione per riflettere su quanto accaduto all'istituto tecnico Fermi di Empoli, al termine della settimana di occupazione, segnata da gravi danneggiamenti e atti vandalici. A porle è Nicola Nascosti, portavoce regionale di Forza Italia, che interviene sulla vicenda chiedendo una netta distinzione tra le ragioni della protesta e le responsabilità di chi ha devastato gli spazi scolastici.
«Perché durante l'occupazione devastare l'istituto scolastico per il quale si manifesta per migliorarne le condizioni?», si domanda Nascosti, mettendo in evidenza quella che considera una contraddizione profonda tra gli obiettivi dichiarati della mobilitazione e quanto accaduto all'interno della scuola.
Il secondo interrogativo riguarda invece le conseguenze degli atti vandalici sulle motivazioni della protesta: «Perché compromettere irrimediabilmente le motivazioni legittime di una protesta con atti vandalici di una gravità assoluta che nulla hanno a che vedere con le ragioni della protesta?».
Per il portavoce regionale di Forza Italia è importante che non si faccia confusione tra chi ha partecipato all'occupazione e chi si è reso responsabile dei danneggiamenti. Da qui l'appello rivolto agli studenti occupanti che, secondo Nascosti, rappresentano la maggioranza e non condividono quanto accaduto.
«Gli studenti occupanti, che sono convinto siano la maggioranza, che non condividono queste devastazioni condannino questa minoranza violenta e ne prendano le distanze», afferma.
La richiesta è anche quella di individuare con precisione i responsabili, evitando che le conseguenze ricadano indistintamente su tutti gli studenti o sull'intera comunità scolastica.
«È giusto che solo chi ha devastato paghi economicamente e penalmente i danni procurati», conclude Nascosti.
Un intervento che riporta al centro del dibattito quanto accaduto al Fermi: la necessità di accertare le responsabilità individuali e distinguere il diritto di protesta dagli atti di vandalismo che hanno danneggiato un patrimonio pubblico destinato alla formazione.
«Perché durante l'occupazione devastare l'istituto scolastico per il quale si manifesta per migliorarne le condizioni?», si domanda Nascosti, mettendo in evidenza quella che considera una contraddizione profonda tra gli obiettivi dichiarati della mobilitazione e quanto accaduto all'interno della scuola.
Il secondo interrogativo riguarda invece le conseguenze degli atti vandalici sulle motivazioni della protesta: «Perché compromettere irrimediabilmente le motivazioni legittime di una protesta con atti vandalici di una gravità assoluta che nulla hanno a che vedere con le ragioni della protesta?».
Per il portavoce regionale di Forza Italia è importante che non si faccia confusione tra chi ha partecipato all'occupazione e chi si è reso responsabile dei danneggiamenti. Da qui l'appello rivolto agli studenti occupanti che, secondo Nascosti, rappresentano la maggioranza e non condividono quanto accaduto.
«Gli studenti occupanti, che sono convinto siano la maggioranza, che non condividono queste devastazioni condannino questa minoranza violenta e ne prendano le distanze», afferma.
La richiesta è anche quella di individuare con precisione i responsabili, evitando che le conseguenze ricadano indistintamente su tutti gli studenti o sull'intera comunità scolastica.
«È giusto che solo chi ha devastato paghi economicamente e penalmente i danni procurati», conclude Nascosti.
Un intervento che riporta al centro del dibattito quanto accaduto al Fermi: la necessità di accertare le responsabilità individuali e distinguere il diritto di protesta dagli atti di vandalismo che hanno danneggiato un patrimonio pubblico destinato alla formazione.






