Foibe e Srebrenica, Centrodestra per Empoli accusa il Pd: «Due pesi e due misure. La memoria non può essere selettiva»
01-09-2026 10:43 - Politica
«La memoria non può essere selettiva». È questo il messaggio lanciato da Andrea Poggianti e Gabriele Chiavacci, rispettivamente capogruppo e vice capogruppo di Centrodestra per Empoli, intervenuti sulla comunicazione pubblica dell’assessore Matteo Bensi e sul tema della memoria delle vittime delle persecuzioni e dei massacri che hanno segnato la storia europea.
Al centro della presa di posizione c’è il confronto tra il genocidio di Srebrenica, avvenuto nel 1995 durante la guerra in Bosnia, e la tragedia delle foibe, delle persecuzioni e dell’esodo giuliano-dalmata.
«Condanniamo senza esitazioni il genocidio di Srebrenica, i crimini commessi durante le guerre nella ex Jugoslavia e ogni tentativo di minimizzare, giustificare o riabilitare le responsabilità di chi si è reso protagonista di quelle atrocità», dichiarano Poggianti e Chiavacci. Proprio da questo principio, secondo i due esponenti del centrodestra empolese, dovrebbe però derivare un analogo riconoscimento per le vittime italiane delle foibe e per le persone coinvolte nelle persecuzioni e nell’esodo dalle terre dell’Adriatico orientale.
«Non mettiamo in discussione il dovere di ricordare Srebrenica. Al contrario – proseguono – riteniamo che il ricordo delle vittime di ogni massacro debba essere difeso e coltivato. Ma proprio perché la memoria deve avere un valore universale, non può fermarsi davanti alle vittime che appartengono a una determinata nazionalità o che sono state perseguitate da un determinato regime».
Da qui l’accusa politica nei confronti del Partito Democratico, sintetizzata nel titolo della presa di posizione: secondo Centrodestra per Empoli ci sarebbero «due pesi e due misure» nel modo in cui vengono affrontate alcune vicende storiche.
«Non esistono vittime di serie A e vittime di serie B – sostengono Poggianti e Chiavacci –. Il riconoscimento delle atrocità commesse nei Balcani negli anni Novanta non può essere utilizzato come motivo per trascurare o relegare in secondo piano la tragedia degli italiani delle terre dell’Adriatico orientale, vittime delle violenze e delle persecuzioni legate al regime jugoslavo e protagonisti di un drammatico esodo dalle proprie terre».
Per i due consiglieri, la questione riguarda soprattutto la coerenza della memoria pubblica e il suo rapporto con la politica. «La memoria non dovrebbe essere uno strumento di appartenenza politica. Non può essere celebrata quando riguarda vittime che rientrano nella narrazione che ci è più congeniale e, al contrario, essere affrontata con imbarazzo o reticenza quando riguarda vicende storiche più scomode», affermano.
Il tema, dunque, potrebbe presto arrivare in Consiglio comunale. Centrodestra per Empoli annuncia infatti la presentazione di una mozione con l’obiettivo di promuovere una presa di posizione istituzionale sul valore della memoria di tutte le vittime delle persecuzioni e delle pulizie etniche.
La richiesta è quella di un riconoscimento che, secondo il gruppo consiliare, non stabilisca gerarchie ideologiche o politiche tra le diverse tragedie storiche. «A Empoli chiediamo quindi una posizione chiara, coerente e priva di ambiguità: condannare ogni persecuzione, ogni pulizia etnica, ogni deportazione e ogni massacro, indipendentemente da chi ne siano le vittime e da chi ne siano i responsabili. Questo deve essere il principio alla base di una memoria realmente condivisa».
La mozione dovrebbe quindi mettere sullo stesso piano, nell’ambito del dovere istituzionale della memoria, il genocidio di Srebrenica, le persecuzioni nei Balcani e le vicende legate alle foibe e all’esodo giuliano-dalmata.
Al centro della presa di posizione c’è il confronto tra il genocidio di Srebrenica, avvenuto nel 1995 durante la guerra in Bosnia, e la tragedia delle foibe, delle persecuzioni e dell’esodo giuliano-dalmata.
«Condanniamo senza esitazioni il genocidio di Srebrenica, i crimini commessi durante le guerre nella ex Jugoslavia e ogni tentativo di minimizzare, giustificare o riabilitare le responsabilità di chi si è reso protagonista di quelle atrocità», dichiarano Poggianti e Chiavacci. Proprio da questo principio, secondo i due esponenti del centrodestra empolese, dovrebbe però derivare un analogo riconoscimento per le vittime italiane delle foibe e per le persone coinvolte nelle persecuzioni e nell’esodo dalle terre dell’Adriatico orientale.
«Non mettiamo in discussione il dovere di ricordare Srebrenica. Al contrario – proseguono – riteniamo che il ricordo delle vittime di ogni massacro debba essere difeso e coltivato. Ma proprio perché la memoria deve avere un valore universale, non può fermarsi davanti alle vittime che appartengono a una determinata nazionalità o che sono state perseguitate da un determinato regime».
Da qui l’accusa politica nei confronti del Partito Democratico, sintetizzata nel titolo della presa di posizione: secondo Centrodestra per Empoli ci sarebbero «due pesi e due misure» nel modo in cui vengono affrontate alcune vicende storiche.
«Non esistono vittime di serie A e vittime di serie B – sostengono Poggianti e Chiavacci –. Il riconoscimento delle atrocità commesse nei Balcani negli anni Novanta non può essere utilizzato come motivo per trascurare o relegare in secondo piano la tragedia degli italiani delle terre dell’Adriatico orientale, vittime delle violenze e delle persecuzioni legate al regime jugoslavo e protagonisti di un drammatico esodo dalle proprie terre».
Per i due consiglieri, la questione riguarda soprattutto la coerenza della memoria pubblica e il suo rapporto con la politica. «La memoria non dovrebbe essere uno strumento di appartenenza politica. Non può essere celebrata quando riguarda vittime che rientrano nella narrazione che ci è più congeniale e, al contrario, essere affrontata con imbarazzo o reticenza quando riguarda vicende storiche più scomode», affermano.
Il tema, dunque, potrebbe presto arrivare in Consiglio comunale. Centrodestra per Empoli annuncia infatti la presentazione di una mozione con l’obiettivo di promuovere una presa di posizione istituzionale sul valore della memoria di tutte le vittime delle persecuzioni e delle pulizie etniche.
La richiesta è quella di un riconoscimento che, secondo il gruppo consiliare, non stabilisca gerarchie ideologiche o politiche tra le diverse tragedie storiche. «A Empoli chiediamo quindi una posizione chiara, coerente e priva di ambiguità: condannare ogni persecuzione, ogni pulizia etnica, ogni deportazione e ogni massacro, indipendentemente da chi ne siano le vittime e da chi ne siano i responsabili. Questo deve essere il principio alla base di una memoria realmente condivisa».
La mozione dovrebbe quindi mettere sullo stesso piano, nell’ambito del dovere istituzionale della memoria, il genocidio di Srebrenica, le persecuzioni nei Balcani e le vicende legate alle foibe e all’esodo giuliano-dalmata.






