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Fronte comune di solidarietà al coordinamento Montespertoli con la Palestina

18-06-2026 16:26 - Circondiario
Sono diverse le voci che si sono levate in solidarietà al membro del coordinamento Montespertoli con la Palestina che ha ricevuto una sanzione amministrativa dopo un flash mob

Jacopo Madau
Segretario provinciale Sinistra Italiana Firenze

Come segreteria provinciale di Sinistra Italiana esprimiamo la nostra piena solidarietà al componente del Coordinamento Montespertoli con la Palestina destinatario di una sanzione amministrativa in seguito al flash mob pacifico dello scorso 22 maggio. Riteniamo profondamente preoccupante che un'iniziativa nonviolenta di sensibilizzazione sui drammatici eventi che continuano a colpire il popolo palestinese possa essere oggetto di provvedimenti sanzionatori così pesanti, mentre continuano a susseguirsi, nel sostanziale silenzio della comunità internazionale, gravissime violazioni dei diritti umani a Gaza e nei Territori palestinesi occupati.

Le prime applicazioni del cosiddetto Decreto Sicurezza mostrano con chiarezza il rischio che avevamo denunciato fin dalla sua approvazione: l'utilizzo di strumenti repressivi e di sanzioni economiche particolarmente onerose nei confronti di chi esercita il proprio diritto democratico a manifestare e a dissentire ha senza dubbio un effetto intimidatorio verso cittadini, associazioni e movimenti.

La libertà di riunione, di manifestazione e di espressione rappresenta uno dei pilastri fondamentali della nostra democrazia. Colpire chi manifesta pacificamente per richiamare l'attenzione su una tragedia umanitaria significa inviare un messaggio sbagliato e pericoloso, soprattutto in territori come Montespertoli e la Toscana, che affondano le proprie radici nei valori dell'antifascismo, della partecipazione democratica e della solidarietà internazionale. Sinistra Italiana - AVS continuerà a sostenere tutte le iniziative pacifiche di solidarietà con il popolo palestinese e tutte le battaglie in difesa delle libertà democratiche sancite dalla nostra Costituzione.

Partito democratico Montespertoli

Il Partito Democratico di Montespertoli esprime solidarietà alla persona sanzionata a seguito del flash mob del 22 maggio, promosso dal Coordinamento Montespertoli con la Palestina. «Quanto accaduto- dichiara Ottavia Viti, segretaria del pd cittadino- rappresenta una conferma concreta dei timori che avevamo espresso nei mesi scorsi sul cosiddetto Decreto Sicurezza voluto dal Governo. Già nell'ottobre 2024 il Consiglio Comunale di Montespertoli aveva approvato un ordine del giorno, presentato dal gruppo consiliare Vivo Montespertoli e sostenuto dal Partito Democratico, con cui si chiedeva lo stralcio del Disegno di Legge Sicurezza, denunciandone il carattere illiberale e repressivo. In quel documento si evidenziava come il provvedimento fosse concepito per criminalizzare il dissenso, estendendo l'intervento del diritto penale a forme di protesta pacifica e non violenta.



Oggi, con il Decreto Sicurezza (DL 23/2026), convertito in legge il 24 aprile scorso, quelle preoccupazioni trovano una concreta conferma anche nel nostro territorio, un semplice flash mob viene infatti colpito da una sanzione che può arrivare fino a 10.000 euro. La trasformazione dell'articolo 18 del TULPS da lieve reato penale a grave illecito amministrativo, applicabile attraverso procedure rapide e con limitate garanzie difensive, rappresenta esattamente quella deriva che avevamo denunciato.



Il diritto di riunione e di manifestazione, garantito dagli articoli 17 e 21 della Costituzione- prosegue Viti-non può essere svuotato di significato attraverso sanzioni economiche tanto elevate da assumere un evidente carattere intimidatorio. Colpire chi manifesta pacificamente significa colpire uno dei pilastri fondamentali della nostra democrazia. Quanto accaduto dimostra gli effetti concreti di una legge che riteniamo ingiusta. La nostra contestazione non riguarda le forze dell'ordine, che applicano le norme approvate dal Parlamento, ma le scelte del Governo e della maggioranza che hanno voluto e sostenuto un impianto legislativo che rischia di colpire il diritto al dissenso e alla libera manifestazione del pensiero.



Il Partito Democratico di Montespertoli ribadisce la propria netta contrarietà al Decreto Sicurezza e chiede che le istituzioni locali continuino a farsi portavoce, nelle sedi opportune, della necessità di modificare o abrogare le disposizioni che comprimono le libertà civili e i diritti costituzionali. Un territorio come il nostro non può assistere in silenzio all'utilizzo di strumenti repressivi nei confronti di chi esercita il diritto al dissenso. Al di là delle appartenenze politiche e delle organizzazioni coinvolte, ciò che è in gioco riguarda la qualità della nostra democrazia. Una società nella quale manifestare pacificamente comporta il rischio di sanzioni economiche così pesanti è una società meno libera per tutti, indipendentemente da chi governa e da chi si oppone. È una questione che dovrebbe interrogare chiunque abbia a cuore i valori fondamentali su cui si fonda la Repubblica italiana».

Comitato Empoli per la pace

Empoli per la Pace esprime piena solidarietà al Coordinamento Montespertoli con la Palestina e alla Rete Antifascista di Montespertoli per quanto accaduto: una persona del gruppo ha ricevuto una sanzione amministrativa (che va da 1000 fino a 10.000 euro, in applicazione del nuovo Decreto Sicurezza DL 23/2026), per aver partecipato a un flash-mob pacifico. Siamo profondamente allarmati. Quello che sta accadendo nel territorio di Montespertoli non è un caso isolato: è la dimostrazione concreta di come questo decreto stia restringendo gli spazi democratici di espressione e trasformando il dissenso pacifico in un illecito punibile con sanzioni pesantissime.



C'è poi una contraddizione che non possiamo tacere: viene multato chi scende in piazza per chiedere giustizia, mentre chi è stato condannato per crimini di guerra e accusato di genocidio resta impunito e continua ad essere ricevuto nelle sedi istituzionali. Questo rovesciamento della giustizia è intollerabile. Vogliamo anche rivolgerci alle istituzioni locali, a partire dai sindaci del nostro territorio. Non basta esprimere preoccupazione quando i provvedimenti liberticidi vengono presentati in Parlamento, se poi si tace quando vengono applicati in modo pretestuoso contro i cittadini. I sindaci hanno strumenti e responsabilità: chiediamo che vengano convocate le riunioni del Comitato per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica per affermare con chiarezza che l'agibilità democratica senza intimidazioni è il primo requisito di una comunità davvero “ordinata”. L'ordine pubblico non può essere un'arma contro chi manifesta pacificamente: deve essere la condizione che garantisce a ogni persona di partecipare liberamente alla vita democratica del paese. I sindaci devono farsi garanti di questo principio.

Empoli per la Pace continuerà a difendere il diritto di manifestare, di dissentire e di chiedere giustizia. Lo faremo insieme a tutti coloro che credono che la democrazia si misuri dalla libertà dei cittadini, non dalla loro obbedienza.

Movimento Cinque Stelle Empoli

Il Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle Empolese Valdelsa esprime la propria totale e incondizionata solidarietà al Coordinamento Montespertoli con la Palestina, recentemente colpito da un provvedimento sanzionatorio sproporzionato e dal chiaro intento intimidatorio. A una persona del gruppo è stato infatti notificato un verbale per violazione dell’articolo 18 del TULPS, con una sanzione dai 1.000 ai 10.000 euro, per aver promosso e partecipato ad un flash mob, organizzato senza il preavviso previsto, per protestare contro gli arresti dei volontari della Flottilla da parte di Israele.

Questo episodio rappresenta la prima, gravissima, applicazione sul nostro territorio degli effetti nefasti del nuovo Decreto Sicurezza (DL 23/2026) voluto dal Governo Meloni. Un decreto che, come il Movimento 5 Stelle denuncia da tempo a livello nazionale, non porta maggiore sicurezza ai cittadini, ma si configura come un mero strumento di repressione del dissenso politico e sociale. Trasformando l'art. 18 del TULPS da reato penale di lieve entità a pesante illecito amministrativo, il Governo ha di fatto introdotto multe salatissime per colpire chi manifesta pacificamente, privando i cittadini di adeguate garanzie difensive e limitando drasticamente il diritto costituzionale di riunione.

È inaccettabile che si utilizzi la scure di sanzioni amministrative fino a 10.000 euro per punire un gruppo di pochissime persone, assolutamente pacifiche, che non intralciavano in alcun modo il traffico né causavano problemi all'ordine pubblico. Il loro unico "crimine" è stato quello di manifestare a sostegno della Global Sumud Flotilla e di chiedere giustizia per la popolazione di Gaza, stremata da mesi di bombardamenti e carestia.

Fonte: Ufficio stampa