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Fulvio Giannini, “ascoltare ciò che gli occhi dicono”: a Palazzo Leggenda la mostra tra pittura, fotografia e conchiglie

14-10-2026 15:00 - Lifestyle
Ci sono immagini che non hanno bisogno di fare rumore per farsi ascoltare. Raccontano attraverso le forme, i colori, la luce e i dettagli, lasciando a chi guarda il tempo di fermarsi e scoprire ciò che si nasconde oltre la superficie. È questo lo spirito che accompagna la mostra di Fulvio Giannini, dal titolo Ascoltare ciò che gli occhi dicono..., in programma dal 17 al 31 ottobre alla Galleria Palazzo Leggenda, in piazza del Popolo 17, a Empoli.

Pittore, fotografo e conchiliologo, Giannini porta in esposizione tre espressioni della propria sensibilità, accomunate dalla curiosità per il mondo e dalla capacità di osservare ciò che spesso sfugge a uno sguardo frettoloso. La mostra sarà inaugurata sabato 17 ottobre alle 17.30. L'ingresso è libero.

Dietro la realizzazione dell'iniziativa c'è l'impegno di Silvano Salvadori, anima del Circolo Arti Figurative di Empoli, da tempo punto di riferimento per la promozione delle arti visive e per la valorizzazione degli artisti del territorio. È grazie al suo lavoro e alla sua capacità di costruire occasioni di incontro e di condivisione che questa esposizione trova spazio in città, offrendo al pubblico la possibilità di conoscere da vicino un percorso artistico personale e originale.

Un contributo prezioso, quello di Salvadori, che testimonia quanto siano importanti la passione, la continuità e il lavoro associativo per mantenere viva la proposta culturale empolese, creando opportunità anche per chi torna a esporre dopo molti anni.

Il titolo della mostra suggerisce già una chiave di lettura: ascoltare con gli occhi, lasciarsi raggiungere dalle immagini e provare a decifrarne il linguaggio.

Nelle opere pittoriche presentate nella locandina emergono nature morte, composizioni floreali e oggetti quotidiani restituiti attraverso accostamenti cromatici e giochi di luce. Un vaso di fiori, un frutto appoggiato su un piatto, una superficie attraversata da ombre diventano soggetti capaci di suggerire atmosfere e sensazioni.

Non è necessario che accada qualcosa di straordinario perché un'immagine abbia una storia da raccontare. A volte è proprio nella semplicità degli oggetti, nella loro disposizione e nel rapporto tra pieni e vuoti che si nasconde la possibilità di guardare la realtà in modo diverso.

La pittura di Giannini invita così a rallentare, a osservare con attenzione e a concedere spazio a quei particolari che, nella quotidianità, rischiano di passare inosservati. Le immagini si trasformano in un racconto silenzioso, aperto all'interpretazione di chi le incontra.

L'esposizione rappresenta anche un momento significativo nel percorso personale dell'artista. Come si legge nella presentazione, si tratta della sua seconda mostra dopo ben cinquantacinque anni.

Un intervallo lunghissimo, che rende questa nuova occasione espositiva qualcosa di più di una semplice presentazione di opere. È il ritorno a uno spazio pubblico di confronto, la possibilità di condividere con gli altri una passione coltivata nel tempo senza necessariamente trasformarla in un'attività commerciale.

Giannini lo chiarisce con parole nette: «Ma io non ho intenzione di vendere nulla!».

E aggiunge: «Nel tempo libero, sono sempre occupato. Non mi riesce proprio stare in ozio e con la passione non si sente il sacrificio!».

In queste frasi c'è il ritratto di una passione vissuta come parte integrante della propria quotidianità. Creare, osservare, raccogliere e fotografare non sono soltanto attività da dedicare al tempo libero, ma modi per continuare a esplorare il mondo e a trovare nuovi stimoli.

La mostra diventa dunque un'occasione per incontrare un artista che torna a esporre senza inseguire necessariamente il mercato, mosso soprattutto dal desiderio di condividere ciò che ha realizzato e ciò che continua ad appassionarlo.

Accanto alla pittura, un posto importante è riservato alla conchiliologia, la disciplina che studia le conchiglie dei molluschi e le loro caratteristiche.
Le immagini della locandina mostrano una collezione ricca di esemplari dalle forme e dalle colorazioni differenti: spirali, disegni geometrici, sfumature rosate, brune e avorio, superfici levigate o decorate da motivi naturali. Un insieme che restituisce la varietà di un mondo nel quale ogni esemplare possiede caratteristiche proprie.
Le conchiglie sono piccole architetture naturali, risultato di processi biologici che producono strutture di grande complessità. Osservarle significa entrare in contatto con una varietà di forme che unisce interesse scientifico, curiosità e meraviglia estetica.
In questa passione si ritrova lo stesso atteggiamento che caratterizza la pittura: il desiderio di soffermarsi sui particolari, riconoscere le differenze, cogliere l'armonia delle forme e scoprire la bellezza in ciò che ci circonda.

Pittura, fotografia e conchiliologia appaiono così come tre strade diverse attraverso cui Giannini esprime la propria curiosità. Cambiano gli strumenti e gli oggetti dell'osservazione, ma rimane centrale la capacità di dedicare tempo alle immagini e alle forme del mondo.

La mostra si inserisce nel lavoro di promozione culturale portato avanti dal Circolo Arti Figurative di Empoli, realtà che contribuisce a mantenere aperti spazi di partecipazione e a dare visibilità a esperienze artistiche differenti.
In questo percorso è centrale la figura di Silvano Salvadori, anima del Circolo e promotore di iniziative che permettono agli artisti di incontrare il pubblico, presentare le proprie opere e trovare occasioni per condividere il proprio lavoro.
La realizzazione dell'esposizione di Giannini è un esempio concreto di questo impegno: creare le condizioni perché una passione personale possa diventare un'esperienza collettiva, accessibile alla città.
Non tutte le mostre nascono infatti con l'obiettivo di lanciare un nuovo nome o di promuovere una carriera professionale. Alcune hanno il valore di aprire una finestra su un mondo personale, fatto di studio, curiosità, ricerca e dedizione. Dare loro spazio significa riconoscere che la cultura vive anche attraverso percorsi individuali, associazioni e persone capaci di trasformare un'idea in un'occasione pubblica.
È anche grazie a questo lavoro spesso silenzioso che il tessuto culturale locale può continuare a rinnovarsi e a offrire proposte capaci di parlare a pubblici diversi.

La mostra Ascoltare ciò che gli occhi dicono... sarà visitabile dal 17 al 31 ottobre alla Galleria Palazzo Leggenda, in piazza del Popolo 17, a Empoli, con inaugurazione sabato 17 ottobre alle 17.30.

L'iniziativa si svolge con il patrocinio del Comune di Empoli ed è promossa dal Circolo Arti Figurative di Empoli. Per informazioni è possibile contattare il numero 349 2264537 oppure scrivere a info@circoloartifigurative.it.

L'ingresso è libero.

Un invito a entrare, guardare e lasciarsi incuriosire. Perché, come suggerisce il titolo scelto per l'esposizione, a volte basta fermarsi davanti a un quadro, a una fotografia o a una conchiglia per scoprire che anche le immagini più silenziose hanno molto da raccontare.