Grande partecipazione alla giornata di studio dedicata a Bruno Trentin: lavoro, diritti e democrazia al centro del dibattito
27-05-2026 18:04 - Cronaca
Una sala gremita, interventi di alto profilo e un confronto intenso sui temi del lavoro, della dignità e della libertà. Si è svolta con grande partecipazione, martedì 26 maggio alla Casa del Popolo di Ponte a Elsa, la giornata di studio “Lavoro e libertà”, promossa dallo Spi Cgil Empolese “Bruno Trentin” insieme allo Spi Cgil Firenze nel centenario della nascita di Bruno Trentin.
L’iniziativa ha richiamato sindacalisti, amministratori, associazioni e cittadini, confermando quanto il pensiero dell’ex segretario generale della CGIL continui a rappresentare un punto di riferimento per comprendere le trasformazioni del lavoro e le sfide sociali contemporanee. Una partecipazione attenta e partecipe che ha accompagnato per tutta la mattinata gli interventi dei relatori, in un clima di forte coinvolgimento culturale e civile.
Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali di Silvano Pini, del sindaco di Empoli Alessio Mantellassi, di Santi Bartuccio e di Mario Batistini. Tutti hanno sottolineato l’attualità del pensiero di Trentin e il valore di una riflessione collettiva sui diritti del lavoro in un’epoca di profondi cambiamenti economici e sociali.
L’introduzione di Stefano Bartolini ha ripercorso il contributo teorico e politico di Bruno Trentin, evidenziandone la capacità di coniugare emancipazione del lavoro, libertà individuale e partecipazione democratica.
Particolarmente apprezzata la tavola rotonda moderata da Alessio Gramolati, che ha visto confrontarsi Bernardo Marasco, Sergio Cofferati e Tania Scacchetti. Interventi di grande spessore che hanno affrontato temi centrali come la precarizzazione del lavoro, il ruolo del sindacato nella società contemporanea, la tutela dei diritti e la necessità di ricostruire spazi di partecipazione democratica.
Molto seguito l’intervento di Sergio Cofferati, che ha ricordato il lascito umano e politico di Trentin, mentre Tania Scacchetti ha richiamato l’urgenza di rimettere al centro la qualità del lavoro e la dignità delle persone. Bernardo Marasco ha invece sottolineato il valore della contrattazione e della rappresentanza in una fase storica segnata da nuove fragilità sociali.
L’iniziativa si è così trasformata non soltanto in un momento commemorativo, ma in una vera occasione di approfondimento e confronto collettivo, capace di unire memoria e attualità. Un successo organizzativo e culturale che ha confermato il forte legame tra il territorio empolese e la figura di Bruno Trentin, il cui pensiero continua ancora oggi a parlare al presente.
L’iniziativa ha richiamato sindacalisti, amministratori, associazioni e cittadini, confermando quanto il pensiero dell’ex segretario generale della CGIL continui a rappresentare un punto di riferimento per comprendere le trasformazioni del lavoro e le sfide sociali contemporanee. Una partecipazione attenta e partecipe che ha accompagnato per tutta la mattinata gli interventi dei relatori, in un clima di forte coinvolgimento culturale e civile.
Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali di Silvano Pini, del sindaco di Empoli Alessio Mantellassi, di Santi Bartuccio e di Mario Batistini. Tutti hanno sottolineato l’attualità del pensiero di Trentin e il valore di una riflessione collettiva sui diritti del lavoro in un’epoca di profondi cambiamenti economici e sociali.
L’introduzione di Stefano Bartolini ha ripercorso il contributo teorico e politico di Bruno Trentin, evidenziandone la capacità di coniugare emancipazione del lavoro, libertà individuale e partecipazione democratica.
Particolarmente apprezzata la tavola rotonda moderata da Alessio Gramolati, che ha visto confrontarsi Bernardo Marasco, Sergio Cofferati e Tania Scacchetti. Interventi di grande spessore che hanno affrontato temi centrali come la precarizzazione del lavoro, il ruolo del sindacato nella società contemporanea, la tutela dei diritti e la necessità di ricostruire spazi di partecipazione democratica.
Molto seguito l’intervento di Sergio Cofferati, che ha ricordato il lascito umano e politico di Trentin, mentre Tania Scacchetti ha richiamato l’urgenza di rimettere al centro la qualità del lavoro e la dignità delle persone. Bernardo Marasco ha invece sottolineato il valore della contrattazione e della rappresentanza in una fase storica segnata da nuove fragilità sociali.
L’iniziativa si è così trasformata non soltanto in un momento commemorativo, ma in una vera occasione di approfondimento e confronto collettivo, capace di unire memoria e attualità. Un successo organizzativo e culturale che ha confermato il forte legame tra il territorio empolese e la figura di Bruno Trentin, il cui pensiero continua ancora oggi a parlare al presente.






