I comitati scrivono a Giani: "Preoccupati per il futuro dell'Arpat"
07-10-2026 18:47 - Politica
Con una lunga lettera indirizzata al presidente della Regione, Eugenio Giani, all'assessore all'ambiente Davide Barontini, al consiglio regionale toscano, all'Arpat ed alla sua Rsu, i comitati esprimono la loro preoccupazione per il futuro dell'agenzia.
"Sette enti regionali commissariati, tra cui ARPAT il 7 luglio 2026. Ci chiediamo se si tratti esclusivamente di una scelta di razionalizzazione degli enti regionali o se, almeno in alcuni casi, si stia assistendo a un vero e voluto depotenziamento delle loro funzioni ed in altri di un gioco di nomine.
Le associazioni firmatarie esprimono piena solidarietà e adesione al documento della RSU ARPAT del 25 settembre 2026, “ARPAT 2026 – La fine di un’agenzia?”, a firma della portavoce Silvia Cerofolini.
Da tempo denunciamo la progressiva riduzione delle risorse destinate a uno dei principali presìdi pubblici di controllo ambientale del territorio. E il controllo ambientale non riguarda soltanto la tutela dell’ambiente: significa anche tutela della salute e sicurezza delle persone. Non si tratta di un’affermazione generica. La stessa legge regionale che disciplina ARPAT, la L.R. 30/2009, attribuisce all’Agenzia specifiche «attività istituzionali connesse alla tutela della salute», attraverso il controllo ambientale e il supporto tecnico-scientifico alla Regione e alle strutture del Servizio sanitario regionale, con particolare riferimento alla prevenzione collettiva.
Il documento della RSU segnala un contributo regionale sostanzialmente fermo ai livelli di dieci anni fa, nonostante un’inflazione cresciuta nel frattempo di circa il 25%, difficoltà nelle assunzioni e nel ricambio del personale, carenze nella strumentazione e un conseguente calo delle attività e delle capacità operative. La stessa RSU afferma che questa situazione rende difficile «mantenere il numero dei controlli di iniziativa adeguato alle pressioni del territorio» e che i laboratori, senza strumentazioni e risorse adeguate, non riescono più a garantire pienamente completezza delle analisi e requisiti di qualità.
È questo il punto che riteniamo più grave: se l’ente pubblico incaricato dei controlli ambientali dichiara di non avere risorse sufficienti per garantire controlli adeguati, il problema non riguarda soltanto ARPAT e i suoi lavoratori, riguarda direttamente la capacità del sistema pubblico di prevenire e individuare tempestivamente situazioni potenzialmente pericolose per l’ambiente e per la salute dei cittadini. Per i cittadini non è una questione astratta. ARPAT controlla, tra le altre cose, emissioni industriali, impianti di gestione dei rifiuti e inceneritori, scarichi e matrici ambientali e svolge attività di monitoraggio e supporto tecnico-scientifico. Se diminuiscono personale, laboratori, strumentazione e controlli, diminuisce inevitabilmente anche la capacità pubblica di conoscere ciò che accade nell’ambiente in cui viviamo e di intervenire tempestivamente quando emerge un rischio.
Senza ARPAT con laboratori adeguati, chi controlla cosa avviene vicino a casa nostra? Tutto questo avviene, paradossalmente, proprio mentre la normativa europea sta imponendo standard ambientali più stringenti e sistemi di monitoraggio sempre più avanzati.
A titolo di esempio:
1) L’Italia ha recepito la direttiva europea sulle acque destinate al consumo umano (Direttiva UE 2020/2184) con il D.Lgs. 18/2023, successivamente modificato e integrato (in cui vengono introdotti parametri più rigidi e l'obbligo di monitoraggio per sostanze emergenti, tra cui i PFAS, il bisfenolo-A, il clorato e i microinquinanti). Il 29 aprile 2026 la Commissione europea ha inoltre aperto nei confronti dell’Italia la procedura d’infrazione INFR(2026)2038 per il non corretto recepimento della direttiva, ricordando che la piena applicazione dei requisiti europei sulla qualità dell’acqua è fondamentale per la protezione della salute umana e dell’ambiente.
2) È in corso il recepimento della Direttiva (UE) 2024/2881 sulla qualità dell’aria, che introduce valori limite più stringenti per i principali inquinanti, rafforza il monitoraggio e la qualità dei dati e pone particolare attenzione alla riduzione dell’esposizione della popolazione e alla protezione dei gruppi più vulnerabili (con obiettivi al 2030 e 2050 di introduzione di limiti più severi per i principali inquinanti tra cui PM2,5, PM10, NO2 e ozono in vista del traguardo di inquinamento zero entro il 2050, pianificazione locale e monitoraggio avanzato con rafforzamento della rete di rilevamento). Lo schema di decreto legislativo è stato approvato in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri il 4 agosto 2026 e successivamente trasmesso alle Camere.
3) La nuova Direttiva (UE) 2024/3019 sul trattamento delle acque reflue urbane aggiorna profondamente la precedente disciplina europea, introducendo nuovi requisiti di trattamento e monitoraggio, anche relativamente a microinquinanti, PFAS e microplastiche e residui farmaceutici, nonché nuovi strumenti fondati sul principio “chi inquina paga”. Promuove inoltre il riutilizzo delle acque reflue e la neutralità energetica degli impianti) aggiorna la storica direttiva 91/271/CEE e deve essere recepita dall'Italia entro il 31 luglio 2027. Di fronte a nuovi e maggiori obblighi di controllo ambientale, la risposta non può essere quella di ridurre la capacità operativa dell’ente pubblico chiamato a svolgere proprio quei controlli.
Pertanto chiediamo alla Regione Toscana di chiarire quali misure intenda adottare per garantire ad ARPAT risorse economiche, personale, strumentazione e capacità laboratoristiche adeguate allo svolgimento pieno delle proprie funzioni istituzionali e, in particolare, di assicurare che i livelli
dei controlli ambientali sul territorio siano effettivamente adeguati alla tutela dell’ambiente e della salute della popolazione.
Chiediamo inoltre che venga fornito un quadro trasparente sull’evoluzione negli ultimi anni del personale, delle risorse economiche, delle dotazioni strumentali e del numero dei controlli effettuati da ARPAT, così da consentire ai cittadini di verificare concretamente se e in quale misura la capacità di controllo dell’Agenzia sia diminuita.
"Sette enti regionali commissariati, tra cui ARPAT il 7 luglio 2026. Ci chiediamo se si tratti esclusivamente di una scelta di razionalizzazione degli enti regionali o se, almeno in alcuni casi, si stia assistendo a un vero e voluto depotenziamento delle loro funzioni ed in altri di un gioco di nomine.
Le associazioni firmatarie esprimono piena solidarietà e adesione al documento della RSU ARPAT del 25 settembre 2026, “ARPAT 2026 – La fine di un’agenzia?”, a firma della portavoce Silvia Cerofolini.
Da tempo denunciamo la progressiva riduzione delle risorse destinate a uno dei principali presìdi pubblici di controllo ambientale del territorio. E il controllo ambientale non riguarda soltanto la tutela dell’ambiente: significa anche tutela della salute e sicurezza delle persone. Non si tratta di un’affermazione generica. La stessa legge regionale che disciplina ARPAT, la L.R. 30/2009, attribuisce all’Agenzia specifiche «attività istituzionali connesse alla tutela della salute», attraverso il controllo ambientale e il supporto tecnico-scientifico alla Regione e alle strutture del Servizio sanitario regionale, con particolare riferimento alla prevenzione collettiva.
Il documento della RSU segnala un contributo regionale sostanzialmente fermo ai livelli di dieci anni fa, nonostante un’inflazione cresciuta nel frattempo di circa il 25%, difficoltà nelle assunzioni e nel ricambio del personale, carenze nella strumentazione e un conseguente calo delle attività e delle capacità operative. La stessa RSU afferma che questa situazione rende difficile «mantenere il numero dei controlli di iniziativa adeguato alle pressioni del territorio» e che i laboratori, senza strumentazioni e risorse adeguate, non riescono più a garantire pienamente completezza delle analisi e requisiti di qualità.
È questo il punto che riteniamo più grave: se l’ente pubblico incaricato dei controlli ambientali dichiara di non avere risorse sufficienti per garantire controlli adeguati, il problema non riguarda soltanto ARPAT e i suoi lavoratori, riguarda direttamente la capacità del sistema pubblico di prevenire e individuare tempestivamente situazioni potenzialmente pericolose per l’ambiente e per la salute dei cittadini. Per i cittadini non è una questione astratta. ARPAT controlla, tra le altre cose, emissioni industriali, impianti di gestione dei rifiuti e inceneritori, scarichi e matrici ambientali e svolge attività di monitoraggio e supporto tecnico-scientifico. Se diminuiscono personale, laboratori, strumentazione e controlli, diminuisce inevitabilmente anche la capacità pubblica di conoscere ciò che accade nell’ambiente in cui viviamo e di intervenire tempestivamente quando emerge un rischio.
Senza ARPAT con laboratori adeguati, chi controlla cosa avviene vicino a casa nostra? Tutto questo avviene, paradossalmente, proprio mentre la normativa europea sta imponendo standard ambientali più stringenti e sistemi di monitoraggio sempre più avanzati.
A titolo di esempio:
1) L’Italia ha recepito la direttiva europea sulle acque destinate al consumo umano (Direttiva UE 2020/2184) con il D.Lgs. 18/2023, successivamente modificato e integrato (in cui vengono introdotti parametri più rigidi e l'obbligo di monitoraggio per sostanze emergenti, tra cui i PFAS, il bisfenolo-A, il clorato e i microinquinanti). Il 29 aprile 2026 la Commissione europea ha inoltre aperto nei confronti dell’Italia la procedura d’infrazione INFR(2026)2038 per il non corretto recepimento della direttiva, ricordando che la piena applicazione dei requisiti europei sulla qualità dell’acqua è fondamentale per la protezione della salute umana e dell’ambiente.
2) È in corso il recepimento della Direttiva (UE) 2024/2881 sulla qualità dell’aria, che introduce valori limite più stringenti per i principali inquinanti, rafforza il monitoraggio e la qualità dei dati e pone particolare attenzione alla riduzione dell’esposizione della popolazione e alla protezione dei gruppi più vulnerabili (con obiettivi al 2030 e 2050 di introduzione di limiti più severi per i principali inquinanti tra cui PM2,5, PM10, NO2 e ozono in vista del traguardo di inquinamento zero entro il 2050, pianificazione locale e monitoraggio avanzato con rafforzamento della rete di rilevamento). Lo schema di decreto legislativo è stato approvato in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri il 4 agosto 2026 e successivamente trasmesso alle Camere.
3) La nuova Direttiva (UE) 2024/3019 sul trattamento delle acque reflue urbane aggiorna profondamente la precedente disciplina europea, introducendo nuovi requisiti di trattamento e monitoraggio, anche relativamente a microinquinanti, PFAS e microplastiche e residui farmaceutici, nonché nuovi strumenti fondati sul principio “chi inquina paga”. Promuove inoltre il riutilizzo delle acque reflue e la neutralità energetica degli impianti) aggiorna la storica direttiva 91/271/CEE e deve essere recepita dall'Italia entro il 31 luglio 2027. Di fronte a nuovi e maggiori obblighi di controllo ambientale, la risposta non può essere quella di ridurre la capacità operativa dell’ente pubblico chiamato a svolgere proprio quei controlli.
Pertanto chiediamo alla Regione Toscana di chiarire quali misure intenda adottare per garantire ad ARPAT risorse economiche, personale, strumentazione e capacità laboratoristiche adeguate allo svolgimento pieno delle proprie funzioni istituzionali e, in particolare, di assicurare che i livelli
dei controlli ambientali sul territorio siano effettivamente adeguati alla tutela dell’ambiente e della salute della popolazione.
Chiediamo inoltre che venga fornito un quadro trasparente sull’evoluzione negli ultimi anni del personale, delle risorse economiche, delle dotazioni strumentali e del numero dei controlli effettuati da ARPAT, così da consentire ai cittadini di verificare concretamente se e in quale misura la capacità di controllo dell’Agenzia sia diminuita.
Le seguenti associazioni, comitati, gruppi, circoli, coordinamenti e reti:
- Rete Toscana per la Tutela dei Beni Comuni, composta da:
Forum Toscano Movimenti per l'Acqua
Acqua Bene Comune Pistoia
Acqua Bene Comune Valdarno
Comitato Acqua Pubblica Arezzo
Atto Primo salute ambiente e cultura
AdiC Associazione per i Diritti dei Cittadini
Trasparenza per Empoli
La Libellula – Gruppo per l’Ambiente Valle del Serchio
AlterPiana Firenze Prato Pistoia
Arci Comitato territoriale Arezzo APS
Arci Empolese Valdelsa
Alleanza Beni Comuni ODV
Associazione dei Fenicotteri Piana di Lecore APS
Associazione Il Paese che vogliamo di Montespertoli
Associazione Vivere in Valdisieve
Centro Studi per la Nuova Agricoltura Contadina e Artigiana
Circolo di Legambiente di Lastra a Signa - Di la d’Arno
Circolo Laudato Si’ Vicopisano “Monte Pisano” (PI)
Comitato dalla parte del cittadino-Forte dei Marmi
Comitato dei cittadini per la chiusura della discarica di Cava Fornace
Comitato stop5g Empoli-Valdelsa
Comitato Trasparenza Rosignano
Comitato Viale IV Novembre EMPOLI
G.A.S. di Montagnana Val di Pesa
Grasp the future
I’ Bercio Associazione Culturale - Loro Ciuffena
Laboratorio per Unaltracittà - Firenze
Liberamente le Signe
Mamme di News a tutto Gas
Movimento CLARA
Movimento municipalista Arezzo
Rete Toscana inmovimento
Valdelsa Attiva
-Rete dei Comitati per la difesa del territorio
-Associazione Movimento Consumatori APS (Nazionale)
-GrIG Gruppo di Intervento Giuridico (Nazionale)
-Onda Organismo Nazionale Difesa Alberi (Nazionale)
-Zero Waste Italy - Rifiuti Zero Italia APS (Nazionale)
-Coalizione TESS – Transizione Energetica Senza Speculazione (Nazionale)
-Coordinamento Nazionale TERRE NOSTRE (Nazionale)
-Rete Nazionale NOGESI-NO Geotermia Elettrica Speculativa e Inquinante (Nazionale)
-Rete Nazionale No Rigass No Gnl (Nazionale)
-Associazione per i Diritti dei Cittadini ADiC Toscana APS
-Forum Toscano Movimenti per l'Acqua ODV
-Italia Nostra Toscana
-Movimento Consumatori Toscana APS
-Tutela Fauna Toscana
-WWF Toscana
-Rete Zero Pfas Toscana composta da:
Associazione per i Diritti dei Cittadini (ADiC Toscana a APS)
Forum Toscano dei Movimenti per l'acqua ODV
Alleanza Beni Comuni ODV
Movimento Consumatori APS
Atto Primo Salute Ambiente e Cultura ODV
Coalizione TESS Transizione Energetica Senza Speculazione
Trasparenza per Empoli
Comitato Acqua Pubblica Arezzo
Comitato Vittime Podere Rota
Forum Ambientalista Toscana ODV
Città Futura ODV
Unione Inquilini Pisa Valdarno Inferiore
Comitato No Keu
Movimento Consumatori Toscana APS
- Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni per la Depurazione, le Bonifiche e la Ripubblicizzazione del Servizio Idrico, composto da:
Associazione Movimento Consumatori APS (Nazionale)
Associazione per i Diritti dei Cittadini ADiC Toscana APS
Forum Toscano dei movimenti per l'acqua APS
Associazione Acqua alla gola Massa
Comitato Apuano salute e ambiente della provincia di Massa Carrara
Magliette Bianche di Massa Carrara
- Coordinamento Ambientalista Apuoversiliese, composto da:
Amici della Terra-Versilia
Associazione tutela ambientale Versilia
ATHAMANTA
CAI Massa
CAI Viareggio
Comitato dei cittadini per la chiusura della discarica di Cava Fornace
CITIP Comitato Indipendente per la Trasparenza l'informazione e la Partecipazione
Comitato Monte Costa
Comitato per la salvaguardia delle pioppete e delle aree limitrofe
Comitato UGO PISA
Custodi della Ceragiola
Extinction rebellion - Ultima generazione
FFF Fridays For Future Massa
Gas Vezza
In 500 sulla battigia
Italia Nostra Versilia
Le voci degli alberi
Movimento blu
NPU Nuovi Paesaggi Urbani
Parco della Rinchiostra
WWF Alta Toscana
-Italia Nostra - Sezione di Firenze
-Italia Nostra - Sezione di Massa e Montignoso
-Italia Nostra - Sezione Versilia
-Arci Comitato Provinciale Massa Carrara
-Condotta Slow Food Empolese Valdelsa
-Circolo Legambiente Pistoia
-Unione Inquilini Pisa-Sezione Valdarno inferiore
-Associazione AttivaPrato
-Associazione Mobilità Equa a tutela di cittadini e ambiente ODV
-Associazione per la Valdambra
-Associazione RifO'-Londa
-Associazione V.A.S. Vita Ambiente Salute Prato
-Circolo Laudato Si’ di San Giovanni Valdarno
-Circolo Laudato Si’ di Pontedera Valdera
-Città futura ODV (Prato)
-Comitato Ambiente Siena
-Comitato Crinali Liberi Londa
-Comitato Insieme per la Libellula
-Comitato nonCIStiamo Montale/Agliana (PT)
-Comitato Piano Mommio (Massarosa - LU)
-Comitato Salvaguardia Ambiente del M. Amiata
-Comitato salviamo la collina dal cemento
-Comitato Tutela Crinale Mugellano
-Comitato Vittime Podere Rota
-Crisoperla Associazione biologica per l'Economia Solidale
-IBS Associazione "Inter-Rete Beni Comuni e Sostenibilità"
-Orto per Orto APS, Orti Sociali di San Giovanni Valdarno
-Terra Liberi Tutti
- Rete Toscana per la Tutela dei Beni Comuni, composta da:
Forum Toscano Movimenti per l'Acqua
Acqua Bene Comune Pistoia
Acqua Bene Comune Valdarno
Comitato Acqua Pubblica Arezzo
Atto Primo salute ambiente e cultura
AdiC Associazione per i Diritti dei Cittadini
Trasparenza per Empoli
La Libellula – Gruppo per l’Ambiente Valle del Serchio
AlterPiana Firenze Prato Pistoia
Arci Comitato territoriale Arezzo APS
Arci Empolese Valdelsa
Alleanza Beni Comuni ODV
Associazione dei Fenicotteri Piana di Lecore APS
Associazione Il Paese che vogliamo di Montespertoli
Associazione Vivere in Valdisieve
Centro Studi per la Nuova Agricoltura Contadina e Artigiana
Circolo di Legambiente di Lastra a Signa - Di la d’Arno
Circolo Laudato Si’ Vicopisano “Monte Pisano” (PI)
Comitato dalla parte del cittadino-Forte dei Marmi
Comitato dei cittadini per la chiusura della discarica di Cava Fornace
Comitato stop5g Empoli-Valdelsa
Comitato Trasparenza Rosignano
Comitato Viale IV Novembre EMPOLI
G.A.S. di Montagnana Val di Pesa
Grasp the future
I’ Bercio Associazione Culturale - Loro Ciuffena
Laboratorio per Unaltracittà - Firenze
Liberamente le Signe
Mamme di News a tutto Gas
Movimento CLARA
Movimento municipalista Arezzo
Rete Toscana inmovimento
Valdelsa Attiva
-Rete dei Comitati per la difesa del territorio
-Associazione Movimento Consumatori APS (Nazionale)
-GrIG Gruppo di Intervento Giuridico (Nazionale)
-Onda Organismo Nazionale Difesa Alberi (Nazionale)
-Zero Waste Italy - Rifiuti Zero Italia APS (Nazionale)
-Coalizione TESS – Transizione Energetica Senza Speculazione (Nazionale)
-Coordinamento Nazionale TERRE NOSTRE (Nazionale)
-Rete Nazionale NOGESI-NO Geotermia Elettrica Speculativa e Inquinante (Nazionale)
-Rete Nazionale No Rigass No Gnl (Nazionale)
-Associazione per i Diritti dei Cittadini ADiC Toscana APS
-Forum Toscano Movimenti per l'Acqua ODV
-Italia Nostra Toscana
-Movimento Consumatori Toscana APS
-Tutela Fauna Toscana
-WWF Toscana
-Rete Zero Pfas Toscana composta da:
Associazione per i Diritti dei Cittadini (ADiC Toscana a APS)
Forum Toscano dei Movimenti per l'acqua ODV
Alleanza Beni Comuni ODV
Movimento Consumatori APS
Atto Primo Salute Ambiente e Cultura ODV
Coalizione TESS Transizione Energetica Senza Speculazione
Trasparenza per Empoli
Comitato Acqua Pubblica Arezzo
Comitato Vittime Podere Rota
Forum Ambientalista Toscana ODV
Città Futura ODV
Unione Inquilini Pisa Valdarno Inferiore
Comitato No Keu
Movimento Consumatori Toscana APS
- Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni per la Depurazione, le Bonifiche e la Ripubblicizzazione del Servizio Idrico, composto da:
Associazione Movimento Consumatori APS (Nazionale)
Associazione per i Diritti dei Cittadini ADiC Toscana APS
Forum Toscano dei movimenti per l'acqua APS
Associazione Acqua alla gola Massa
Comitato Apuano salute e ambiente della provincia di Massa Carrara
Magliette Bianche di Massa Carrara
- Coordinamento Ambientalista Apuoversiliese, composto da:
Amici della Terra-Versilia
Associazione tutela ambientale Versilia
ATHAMANTA
CAI Massa
CAI Viareggio
Comitato dei cittadini per la chiusura della discarica di Cava Fornace
CITIP Comitato Indipendente per la Trasparenza l'informazione e la Partecipazione
Comitato Monte Costa
Comitato per la salvaguardia delle pioppete e delle aree limitrofe
Comitato UGO PISA
Custodi della Ceragiola
Extinction rebellion - Ultima generazione
FFF Fridays For Future Massa
Gas Vezza
In 500 sulla battigia
Italia Nostra Versilia
Le voci degli alberi
Movimento blu
NPU Nuovi Paesaggi Urbani
Parco della Rinchiostra
WWF Alta Toscana
-Italia Nostra - Sezione di Firenze
-Italia Nostra - Sezione di Massa e Montignoso
-Italia Nostra - Sezione Versilia
-Arci Comitato Provinciale Massa Carrara
-Condotta Slow Food Empolese Valdelsa
-Circolo Legambiente Pistoia
-Unione Inquilini Pisa-Sezione Valdarno inferiore
-Associazione AttivaPrato
-Associazione Mobilità Equa a tutela di cittadini e ambiente ODV
-Associazione per la Valdambra
-Associazione RifO'-Londa
-Associazione V.A.S. Vita Ambiente Salute Prato
-Circolo Laudato Si’ di San Giovanni Valdarno
-Circolo Laudato Si’ di Pontedera Valdera
-Città futura ODV (Prato)
-Comitato Ambiente Siena
-Comitato Crinali Liberi Londa
-Comitato Insieme per la Libellula
-Comitato nonCIStiamo Montale/Agliana (PT)
-Comitato Piano Mommio (Massarosa - LU)
-Comitato Salvaguardia Ambiente del M. Amiata
-Comitato salviamo la collina dal cemento
-Comitato Tutela Crinale Mugellano
-Comitato Vittime Podere Rota
-Crisoperla Associazione biologica per l'Economia Solidale
-IBS Associazione "Inter-Rete Beni Comuni e Sostenibilità"
-Orto per Orto APS, Orti Sociali di San Giovanni Valdarno
-Terra Liberi Tutti






