I Giovani Democratici di Empoli aderiscono alla raccolta firme contro la riforma Valditara
14-05-2026 11:05 - Politica
I Giovani Democratici di Empoli annunciano la loro adesione alla raccolta firme promossa in questi giorni contro la riforma dei programmi scolastici proposta dal Ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara e dal Governo Meloni.
La presa di posizione arriva attraverso una nota del segretario Amedeo Cantini, che sottolinea come, pur riconoscendo la necessità di interventi strutturali nel sistema scolastico italiano, la riforma in discussione non risponderebbe alle criticità più urgenti. Tra queste vengono citati gli investimenti, la sicurezza degli edifici, la salute mentale degli studenti, il contrasto alla dispersione scolastica e il miglioramento delle condizioni economiche dei docenti.
Secondo i Giovani Democratici, il provvedimento si configurerebbe invece come «un tentativo di riscrittura ideologica della scuola», con particolare riferimento alle modifiche nei programmi di filosofia. Nel mirino, il ridimensionamento dello studio di alcuni pensatori ritenuti fondamentali, tra cui Spinoza e Marx, oltre alla marginalizzazione di autori come Hobbes, Locke e Rousseau.
«La filosofia — si legge nella nota — è la disciplina che più di ogni altra insegna a sviluppare spirito critico e autonomia di pensiero. Colpirla significa limitare la libertà intellettuale delle nuove generazioni».
Nel comunicato si esprime inoltre una critica più ampia all'impostazione culturale della riforma, ritenuta orientata a ridurre gli spazi di pensiero critico all'interno della scuola. Da qui l'adesione alla mobilitazione nazionale e la richiesta di ritiro del provvedimento.
«La scuola pubblica — conclude Cantini — non può essere uno strumento di propaganda politica, ma deve restare un luogo aperto, pluralista e capace di formare cittadini consapevoli».
Il tema si inserisce nel più ampio dibattito nazionale sulla riforma dell'istruzione, che nelle ultime settimane ha suscitato reazioni e prese di posizione da parte di associazioni, studenti e forze politiche.
La presa di posizione arriva attraverso una nota del segretario Amedeo Cantini, che sottolinea come, pur riconoscendo la necessità di interventi strutturali nel sistema scolastico italiano, la riforma in discussione non risponderebbe alle criticità più urgenti. Tra queste vengono citati gli investimenti, la sicurezza degli edifici, la salute mentale degli studenti, il contrasto alla dispersione scolastica e il miglioramento delle condizioni economiche dei docenti.
Secondo i Giovani Democratici, il provvedimento si configurerebbe invece come «un tentativo di riscrittura ideologica della scuola», con particolare riferimento alle modifiche nei programmi di filosofia. Nel mirino, il ridimensionamento dello studio di alcuni pensatori ritenuti fondamentali, tra cui Spinoza e Marx, oltre alla marginalizzazione di autori come Hobbes, Locke e Rousseau.
«La filosofia — si legge nella nota — è la disciplina che più di ogni altra insegna a sviluppare spirito critico e autonomia di pensiero. Colpirla significa limitare la libertà intellettuale delle nuove generazioni».
Nel comunicato si esprime inoltre una critica più ampia all'impostazione culturale della riforma, ritenuta orientata a ridurre gli spazi di pensiero critico all'interno della scuola. Da qui l'adesione alla mobilitazione nazionale e la richiesta di ritiro del provvedimento.
«La scuola pubblica — conclude Cantini — non può essere uno strumento di propaganda politica, ma deve restare un luogo aperto, pluralista e capace di formare cittadini consapevoli».
Il tema si inserisce nel più ampio dibattito nazionale sulla riforma dell'istruzione, che nelle ultime settimane ha suscitato reazioni e prese di posizione da parte di associazioni, studenti e forze politiche.






