"I guadagni del riciclo vadano nelle bollette, non negli utili di Alia"
17-07-2026 14:01 - Cronaca
I Sindaci di ATO Toscana Centro saranno presto chiamati a convalidare il nuovo piano economico finanziario presentato da Alia. Si tratta di una decisione cruciale che inciderà direttamente sulle tasche di famiglie e imprese, muovendo complessivamente cifre da capogiro. Per questo motivo, l'Unione cittadini "Taric sì ma non così" ha inviato una PEC ufficiale a tutti i Primi Cittadini dell'area per chiedere un atto di coraggio e responsabilità politica: il valore economico generato dall'impegno quotidiano delle comunità nella raccolta differenziata deve tradursi in uno sconto immediato in bolletta, anziché alimentare i profitti dell'azienda o i dividendi dei Comuni soci.
Il nodo del problema: a chi vanno i ricavi del riciclo?
Ogni giorno i cittadini differenziano con cura carta, vetro, plastica, metalli e organico. Questo sforzo produce materiali di valore che generano ricavi concreti tramite i Consorzi di filiera (CONAI) e riducono i costi di smaltimento. Tuttavia, la regolazione attuale consente al gestore di trattenere una quota significativa di questi benefici economici. "I cittadini non possono lavorare gratis per produrre ricavi destinati ad altri mentre le bollette continuano ad aumentare" – denuncia l'Unione cittadini "Taric sì ma non così" nel testo della PEC – "La raccolta differenziata deve tornare a essere un mezzo per tutelare l'ambiente e, contemporaneamente, per abbassare il costo del servizio. Chi crea il valore deve esserne il primo beneficiario. È una questione di giustizia e buon senso".
Il pericolo: un rapporto squilibrato tra controllore e controllato
La lettera indirizzata ai Sindaci solleva un gravissimo problema di governance e trasparenza: l'impossibilità oggettiva, per l'ATO, di verificare davvero i bilanci del gestore se priva delle giuste risorse umane e tecniche.
"Senza personale, competenze specialistiche e pieno accesso ai dati, il rischio è che ATO sia costretta a dipendere dalle elaborazioni fornite dallo stesso soggetto che dovrebbe controllare. Una situazione di questo tipo indebolirebbe la tutela dei cittadini e renderebbe inevitabilmente squilibrato il rapporto tra controllore e controllato. Non si possono chiedere verifiche più rigorose senza assicurare contestualmente ad ATO le risorse necessarie per svolgerle". L'associazione sottolinea come non sia accettabile che decisioni da centinaia di milioni di euro vengano liquidate da una struttura priva delle dotazioni idonee a effettuare controlli autonomi.
Le richieste concrete avanzate all'Assemblea dei Sindaci
Attraverso la PEC, l'Unione "Taric sì ma non così" chiede formalmente ai Primi Cittadini di esercitare appieno il proprio ruolo di indirizzo, muovendosi su punti precisi:
Ricalcolare i benefici: Sfruttare ogni margine concesso dall'autorità ARERA per destinare la quota maggiore dei ricavi da riciclo alla riduzione delle tariffe degli utenti virtuosi.
Stop ai dividendi: contrastare la prassi della distribuzione di utili ai Comuni soci, imponendo che i benefici economici riconosciuti ad Alia rimangano in azienda per investimenti, impianti e riduzione dei costi futuri.
Verifica indipendente sul fattore di sharing: Rifiutare le validazioni automatiche dei dati di Alia, analizzando rigorosamente gli indicatori ambientali.
Rafforzamento urgente di ATO: Accertare se la capacità di vigilanza dell'Ente esista realmente e, in caso di insufficienza, approvare un programma d'urgenza per assumere nuove professionalità e specialisti indipendenti.
Un appello all'equità e alla fiducia
Questa non è soltanto una battaglia tecnica o burocratica, ma una grande questione di equità, trasparenza e credibilità delle istituzioni. Per anni è stato chiesto un impegno sempre maggiore alla cittadinanza, che ha risposto modificando le proprie abitudini e dedicando tempo a un servizio pubblico essenziale. Oggi i cittadini hanno capito come funziona il meccanismo e pretendono che i frutti del loro lavoro vadano a sollevare i bilanci familiari, non quelli aziendali. L'auspicio dell'Unione "Taric sì ma non così" è che l'Assemblea dei Sindaci eserciti fino in fondo il proprio ruolo istituzionale e non deluda questa fondamentale richiesta di fiducia.
Fonte: Ufficio stampa
Il nodo del problema: a chi vanno i ricavi del riciclo?
Ogni giorno i cittadini differenziano con cura carta, vetro, plastica, metalli e organico. Questo sforzo produce materiali di valore che generano ricavi concreti tramite i Consorzi di filiera (CONAI) e riducono i costi di smaltimento. Tuttavia, la regolazione attuale consente al gestore di trattenere una quota significativa di questi benefici economici. "I cittadini non possono lavorare gratis per produrre ricavi destinati ad altri mentre le bollette continuano ad aumentare" – denuncia l'Unione cittadini "Taric sì ma non così" nel testo della PEC – "La raccolta differenziata deve tornare a essere un mezzo per tutelare l'ambiente e, contemporaneamente, per abbassare il costo del servizio. Chi crea il valore deve esserne il primo beneficiario. È una questione di giustizia e buon senso".
Il pericolo: un rapporto squilibrato tra controllore e controllato
La lettera indirizzata ai Sindaci solleva un gravissimo problema di governance e trasparenza: l'impossibilità oggettiva, per l'ATO, di verificare davvero i bilanci del gestore se priva delle giuste risorse umane e tecniche.
"Senza personale, competenze specialistiche e pieno accesso ai dati, il rischio è che ATO sia costretta a dipendere dalle elaborazioni fornite dallo stesso soggetto che dovrebbe controllare. Una situazione di questo tipo indebolirebbe la tutela dei cittadini e renderebbe inevitabilmente squilibrato il rapporto tra controllore e controllato. Non si possono chiedere verifiche più rigorose senza assicurare contestualmente ad ATO le risorse necessarie per svolgerle". L'associazione sottolinea come non sia accettabile che decisioni da centinaia di milioni di euro vengano liquidate da una struttura priva delle dotazioni idonee a effettuare controlli autonomi.
Le richieste concrete avanzate all'Assemblea dei Sindaci
Attraverso la PEC, l'Unione "Taric sì ma non così" chiede formalmente ai Primi Cittadini di esercitare appieno il proprio ruolo di indirizzo, muovendosi su punti precisi:
Ricalcolare i benefici: Sfruttare ogni margine concesso dall'autorità ARERA per destinare la quota maggiore dei ricavi da riciclo alla riduzione delle tariffe degli utenti virtuosi.
Stop ai dividendi: contrastare la prassi della distribuzione di utili ai Comuni soci, imponendo che i benefici economici riconosciuti ad Alia rimangano in azienda per investimenti, impianti e riduzione dei costi futuri.
Verifica indipendente sul fattore di sharing: Rifiutare le validazioni automatiche dei dati di Alia, analizzando rigorosamente gli indicatori ambientali.
Rafforzamento urgente di ATO: Accertare se la capacità di vigilanza dell'Ente esista realmente e, in caso di insufficienza, approvare un programma d'urgenza per assumere nuove professionalità e specialisti indipendenti.
Un appello all'equità e alla fiducia
Questa non è soltanto una battaglia tecnica o burocratica, ma una grande questione di equità, trasparenza e credibilità delle istituzioni. Per anni è stato chiesto un impegno sempre maggiore alla cittadinanza, che ha risposto modificando le proprie abitudini e dedicando tempo a un servizio pubblico essenziale. Oggi i cittadini hanno capito come funziona il meccanismo e pretendono che i frutti del loro lavoro vadano a sollevare i bilanci familiari, non quelli aziendali. L'auspicio dell'Unione "Taric sì ma non così" è che l'Assemblea dei Sindaci eserciti fino in fondo il proprio ruolo istituzionale e non deluda questa fondamentale richiesta di fiducia.
UNIONE CITTADINI
TARIC SI MA NON COSI'
TARIC SI MA NON COSI'
Fonte: Ufficio stampa






