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Il bilancio di Conté.sto: oltre cinquemila persone hanno partecipato agli eventi

21-09-2026 12:59 - Cronaca
Si è chiusa ieri sera, con lo spettacolo "Pasolini fronte/retro" di Ascanio Celestini, la seconda edizione di /contè.sto/, il festival di storia contemporanea di Empoli in una piazza Farinata degli Uberti meravigliosa. Un pubblico stupendo che ha seguito la tre giorni del festival con passione. Tre giorni, dal 18 al 20 settembre, con oltre 5.000 spettatori che hanno affollato piazze, chiostri e il l'ex cinema La Perla della città, confermando il festival /contè.sto/ come uno degli appuntamenti più seguiti del panorama festivaliero italiano dedicato alla storia contemporanea.

Un festival a ingresso libero, gratuito, sostenibile, accessibile che ha saputo parlare a un pubblico di tutte le età, trasversale, anche ai più piccoli con le attività organizzate nella tre giorni a Palazzo Leggenda.



Il coinvolgimento a 360° delle studentesse e degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado che hanno seguito il festival minuto per minuto, 'scatto dopo scatto', dando informazioni e indicazioni sulla kermesse ai visitatori in città, riconoscibili dalla maglietta rossa che indossavano, il live streaming degli studenti dell'ITS Virgilio di Empoli sul Canale YouTube. Una presenza che ha fatto la differenza.



"Per tre giorni le piazze di Empoli sono state traboccanti di pubblico a riempirci di orgoglio: è l'aver constatato che intorno al festival si sta consolidando una comunità, di cui la cittadinanza e gli ospiti si sentono ugualmente parte - ha dichiarato Carlo Greppi, direttore scientifico del festival -. È come se in queste ore in cui l'estate sfuma nell'autunno Empoli diventasse capitale della storia contemporanea, con migliaia di persone che hanno voglia di confrontarsi su temi anche dolorosi e scottanti, ma sempre cruciali per il nostro presente: da Gaza a Pasolini, dalla politica alla scienza, dal terrorismo all'editoria, qui nel cuore della Toscana anche quest'anno si è creato un mosaico di riflessioni fondamentali per guardare indietro, sì, ma con lo scopo di andare avanti. Cosa che faremo anche con /contè.sto/ del prossimo anno con il nuovo tema: Il dietro le quinte della storia".



Un'edizione, quella 2026, che ha portato a Empoli grandissimi nomi della cultura, del giornalismo e dello spettacolo, capaci di richiamare pubblico da tutta la Toscana e non solo. Sul palco di piazza Farinata degli Uberti si sono alternati Pier Luigi Bersani, politico, più volte ministro della Repubblica, e Ascanio Celestini, che ha chiuso il festival ripercorrendo la figura di Pasolini davanti a una piazza gremita.



Grandissimo successo anche per Vincenzo Trione e il suo racconto di Banksy e dell'artivismo contemporaneo, per Massimo Bucciantini e le vite parallele di Luciana Nissim Momigliano e Ludwik Fleck, e per la lezione speciale di Mariano Tomatis dedicata alle veggenti dell'Ottocento, che ha incantato il pubblico di piazza del Popolo.

Beatrice Falcucci ha ricostruito il mito degli esploratori tra Otto e Novecento, per Carmine Pinto e il suo viaggio tra i banditi diventati leggenda, e per Valeria Galimi, che ha ripercorso l'Affare Dreyfus e la nascita della figura dell'intellettuale moderno.



Grande partecipazione anche per gli appuntamenti di Claudio Ferlan, tra Emma Hale e Pedro Arrupe; di Valeria Deplano sulla memoria del colonialismo italiano, e di Bruno Maida, che ha commosso il pubblico del Chiostro degli Agostiniani raccontando l'infanzia travolta dalle guerre del Novecento.



A chiudere il pomeriggio di domenica, il pubblico ha affollato piazza del Popolo per gli interventi di Valentine Lomellini, che ha ripercorso la storia del terrorismo dallo zar russo a Bin Laden, di Chiara Colombini, che ha raccontato la guerra partigiana attraverso le esperienze individuali di chi l'ha vissuta, e di Giuseppe Laterza, in piazza Farinata degli Uberti che ha portato sul palco le storie delle grandi case editrici che hanno segnato la cultura italiana del Novecento. Grande entusiasmo, infine, anche per l'evento speciale di apertura con Murubutu – Letteraturap/TALK, che venerdì 18 settembre sera ha riempito l'ex cinema La Perla ripercorrendo nascita ed evoluzione del rap italiano anche all'interno delle aule scolastiche.



Numeri e partecipazione che raccontano un festival in crescita, capace di consolidare - come sottolineato dal direttore scientifico Carlo Greppi - una vera e propria comunità attorno ai temi della storia contemporanea, letta "di profilo" attraverso le vite e le testimonianze di chi l'ha attraversata.



I ringraziamenti alla biblioteca comunale Renato Fucini, alle librerie cittadine, alla parte tecnica di The Thing, a ogni persona che ha dato il suo contributo prima, dopo e durante la manifestazione.



Il festival è ideato e organizzato dal Comune di Empoli - Ufficio Cultura e Turismo con la direzione scientifica di Carlo Greppi, main sponsor Unicoop Firenze, il contributo di Acque spa e NGM.



LE DICHIARAZIONI – "Una grande emozione vedere così tante persone al festival /contè.sto/ in tutte le piazze della città. Siamo già al lavoro per la terza edizione che come saprete sarà sotto la direzione del direttore scientifico Carlo Greppi e fino al 2029 – ha dichiarato il sindaco del Comune di Empoli, Alessio Mantellassi -. Abbiamo trascorso tre giorni ad ascoltare tante lezioni di storia con nuovi 'profili' e il festival ha dimostrato di essere in crescita e molto apprezzato. Contenuti e livelli di qualità che hanno reso la storia pubblica accessibile e compresa da tutte e tutti. Sono molto contento, c'era voglia di storia contemporanea e il /contè.sto/ lo abbiamo trovato. Cultura, relazioni e bellezza diffusa. Il mio ringraziamento va agli sponsor, all'ufficio cultura, ai tecnici, alle scuole, alle librerie cittadine e alla città che era presente con passione. Il nuovo tema che ci accompagnerà nella terza edizione, guarderà al dietro le quinte della storia. Più avanti daremo anche le date".



"Questa edizione l'abbiamo dedicata a Carlo Ginzburg, uno dei più grandi storici mondiali del Novecento, che con la sua microstoria ha saputo andare a fondo nella ricerca e scovare anche i profili che sono rimasti in penombra nel racconto storico della modernità. Questa edizione ha incontrato proprio la sua ricerca e vedere così tante persone a seguire le lezioni delle storiche e degli storici in questi giorni ci ha confermato che questo festival si colloca a buon diritto nel panorama culturale di Empoli ma anche nazionale come un grande festival. Uno dei pochissimi dedicato alla storia contemporanea, forse l'unico, e credo che abbia ancora molta strada da fare, un potenziale di crescita davvero importante e lo abbiamo visto dalla risposta della comunità locale e non solo. Il festival nasce perché la città si possa appropriare della storia pubblica e la storia pubblica si fa nei luoghi e negli spazi pubblici. Un ringraziamento a tutta l'organizzazione, agli sponsor e /contè.sto/ tornerà a settembre 2027, sempre con Carlo Greppi a curare la direzione scientifica e con un nuovo sottotitolo: il dietro le quinte della storia", così l'assessore alla Cultura del Comune di Empoli, Matteo Bensi.