Il centrodestra vinciano: "Sicurezza, finalmente il Sindaco si sveglia"
09-09-2026 10:13 - Circondiario
Prendiamo atto, con un certo stupore ma soprattutto con grande sollievo per i cittadini, che dopo settimane di silenzio e di immobilismo imbarazzante, il sindaco Daniele Vanni si sia finalmente accorto che a Vinci esiste un reale e gravissimo problema di sicurezza. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire, se non fosse che questa improvvisa presa di coscienza somiglia più a un tentativo di scaricare le responsabilità che a una vera assunzione di guida politica.
Per mesi abbiamo denunciato il degrado, le auto devastate, la paura crescente delle famiglie e la frustrazione di un'intera comunità. Per mesi il Partito Democratico, per bocca del suo segretario Francesco Redditi, ci ha accusato di "soffiare sul vento della paura" e di fare sola propaganda. Oggi, di fronte all'evidenza dei fatti e all'esasperazione popolare che ha raggiunto il limite di guardia, la verità viene a galla: scoprono improvvisamente l'acqua calda e chiedono un tavolo in Prefettura per coprire la propria incompetenza e il loro rifiuto di guardare in faccia la realtà, credendo che i cittadini non abbiano memoria.
A volte i modi gentili e la patente da "bravo ragazzo" che tutti riconoscono al sindaco Vanni non bastano a mascherare un dato di fatto: una totale e conclamata incapacità di gestire le emergenze e dare risposte concrete. Bene l'interessamento tardivo, per carità: noi siamo sempre stati e resteremo pronti al confronto costruttivo. Non a caso, sulla sicurezza, abbiamo depositato una nostra mozione in Consiglio comunale già da mesi, aspettandoci una convergenza trasversale che la maggioranza ha colpevolmente ignorato fino a oggi.
Il problema, tuttavia, è che la coerenza in politica è merce rara, specie a sinistra. È fin troppo facile oggi vestire i panni dello sceriffo preoccupato, per poi puntare immancabilmente il dito contro il Governo nazionale, gridando al pericolo autoritario ogni volta che si mettono in campo norme serie, severe e di buonsenso per inasprire le pene e contrastare la reiterazione dei reati. Il copione del PD è sempre lo stesso: quando la realtà bussa alla porta e dimostra l'inefficacia di un sistema buonista e garantista oltre ogni limite, si cerca il capro espiatorio a Roma.
Vorremmo ricordare al sindaco Vanni e al segretario Redditi che il loro partito, a ogni livello istituzionale, ha sempre ostacolato e demonizzato qualsiasi misura di rigore volta a difendere i cittadini perbene. Emblematiche, in tal senso, sono le posizioni del senatore del territorio Dario Parrini, che non perde occasione per bollare come "illiberali" o "totalitari" i provvedimenti tesi a dare più forza alle forze dell'ordine e certezza della pena. Forse il senatore Parrini dovrebbe venire a farsi un giro a Vinci a spiegare ai proprietari delle auto distrutte o alle famiglie esasperate perché difendere la legalità e punire i recidivi sarebbe una deriva fascista. È ridicolo – oltre che offensivo per i cittadini – pretendere di fare la morale sulla sicurezza quando si appartiene a una forza politica che ha fatto dell'indulgenza e della tolleranza pelosa il proprio marchio di fabbrica.
Basta con i proclami ipocriti e le giravolte dialettiche. La sicurezza non è una bandiera da sventolare a convenienza né un fastidio da liquidare con la retorica dell'assistenzialismo a tutti i costi. Chi sbaglia deve pagare, e le regole dello Stato devono essere fatte rispettare senza tentennamenti.
Noi ci siamo sempre stati, ci siamo con proposte concrete e siamo pronti a votare la nostra mozione in Consiglio. Ora Vanni dimostri con i fatti, e non con l'ennesimo post di pubbliche relazioni o con i sorrisi di circostanza, di voler passare dalle parole ai provvedimenti reali. La misura è colma.
Fonte: Ufficio stampa
Per mesi abbiamo denunciato il degrado, le auto devastate, la paura crescente delle famiglie e la frustrazione di un'intera comunità. Per mesi il Partito Democratico, per bocca del suo segretario Francesco Redditi, ci ha accusato di "soffiare sul vento della paura" e di fare sola propaganda. Oggi, di fronte all'evidenza dei fatti e all'esasperazione popolare che ha raggiunto il limite di guardia, la verità viene a galla: scoprono improvvisamente l'acqua calda e chiedono un tavolo in Prefettura per coprire la propria incompetenza e il loro rifiuto di guardare in faccia la realtà, credendo che i cittadini non abbiano memoria.
A volte i modi gentili e la patente da "bravo ragazzo" che tutti riconoscono al sindaco Vanni non bastano a mascherare un dato di fatto: una totale e conclamata incapacità di gestire le emergenze e dare risposte concrete. Bene l'interessamento tardivo, per carità: noi siamo sempre stati e resteremo pronti al confronto costruttivo. Non a caso, sulla sicurezza, abbiamo depositato una nostra mozione in Consiglio comunale già da mesi, aspettandoci una convergenza trasversale che la maggioranza ha colpevolmente ignorato fino a oggi.
Il problema, tuttavia, è che la coerenza in politica è merce rara, specie a sinistra. È fin troppo facile oggi vestire i panni dello sceriffo preoccupato, per poi puntare immancabilmente il dito contro il Governo nazionale, gridando al pericolo autoritario ogni volta che si mettono in campo norme serie, severe e di buonsenso per inasprire le pene e contrastare la reiterazione dei reati. Il copione del PD è sempre lo stesso: quando la realtà bussa alla porta e dimostra l'inefficacia di un sistema buonista e garantista oltre ogni limite, si cerca il capro espiatorio a Roma.
Vorremmo ricordare al sindaco Vanni e al segretario Redditi che il loro partito, a ogni livello istituzionale, ha sempre ostacolato e demonizzato qualsiasi misura di rigore volta a difendere i cittadini perbene. Emblematiche, in tal senso, sono le posizioni del senatore del territorio Dario Parrini, che non perde occasione per bollare come "illiberali" o "totalitari" i provvedimenti tesi a dare più forza alle forze dell'ordine e certezza della pena. Forse il senatore Parrini dovrebbe venire a farsi un giro a Vinci a spiegare ai proprietari delle auto distrutte o alle famiglie esasperate perché difendere la legalità e punire i recidivi sarebbe una deriva fascista. È ridicolo – oltre che offensivo per i cittadini – pretendere di fare la morale sulla sicurezza quando si appartiene a una forza politica che ha fatto dell'indulgenza e della tolleranza pelosa il proprio marchio di fabbrica.
Basta con i proclami ipocriti e le giravolte dialettiche. La sicurezza non è una bandiera da sventolare a convenienza né un fastidio da liquidare con la retorica dell'assistenzialismo a tutti i costi. Chi sbaglia deve pagare, e le regole dello Stato devono essere fatte rispettare senza tentennamenti.
Noi ci siamo sempre stati, ci siamo con proposte concrete e siamo pronti a votare la nostra mozione in Consiglio. Ora Vanni dimostri con i fatti, e non con l'ennesimo post di pubbliche relazioni o con i sorrisi di circostanza, di voler passare dalle parole ai provvedimenti reali. La misura è colma.
I consiglieri comunali di opposizione di centrodestra
Alessandro Scipioni
Andrea Parri
Egidio Varrechia
Manuela Mussetti
Alessandro Scipioni
Andrea Parri
Egidio Varrechia
Manuela Mussetti
Fonte: Ufficio stampa






