Il Ponte Mediceo accoglie il Vespa Club Treviglio: nasce il gemellaggio
17-06-2026 14:24 - Circondiario
Le amicizie più sincere spesso nascono senza programmi. Un pranzo condiviso, una chiacchierata tra appassionati, il racconto di un viaggio già fatto e di uno ancora da immaginare. È andata così anche tra il Vespa Club Il Ponte Mediceo e il Vespa Club Treviglio, protagonisti di un gemellaggio che ha trasformato la comune passione per la Vespa in un legame autentico tra persone e territori.
Tutto ebbe inizio al raduno di Montebelluna, nel novembre scorso. Seduti allo stesso tavolo si ritrovarono alcuni soci dei due club: Alessio Pesenti con la moglie Francesca Nozza, Luigi Zoli con Monica Manenti e gli amici del Vespa Club Il Ponte Mediceo. Da quell'incontro nacque subito una simpatia spontanea, quella che nel mondo vespistico si riconosce senza bisogno di molte parole.
Fu in quell'occasione che partì l'invito a partecipare al raduno del 28 dicembre organizzato dal Vespa Club Il Ponte Mediceo. Gli amici bergamaschi del Vespa Club Treviglio raccolsero l'invito senza esitazione, confermando che la Vespa non è soltanto un mezzo di trasporto, ma un modo di vivere il viaggio e l'amicizia.
Da allora i contatti non si sono mai interrotti. I social network hanno mantenuto vivo quel filo fatto di fotografie, commenti e saluti, fino a quando il Vespa Club Treviglio ha annunciato un tour in Toscana dal 12 al 14 giugno: un viaggio definito dagli stessi partecipanti come un vero e proprio "ritorno alle origini".
Ventidue mezzi al seguito, tra cui venti Vespa e due carri scopa, per un totale di trentuno partecipanti tra piloti e passeggeri. A guidare la comitiva il presidente Roberto Cattaneo, mentre l'organizzazione del tour è stata curata da Flavio Nava, con il quale gli amici toscani sono rimasti costantemente in contatto per fornire suggerimenti e indicazioni sugli itinerari più suggestivi del territorio.
Il venerdì il gruppo ha percorso la costa toscana, con pernottamento a Marina di Massa. Il sabato è stato dedicato a uno dei luoghi simbolo della storia della Vespa: il Museo Piaggio di Pontedera, tappa imprescindibile per gli appassionati di mototurismo in Vespa e della cultura vespistica italiana. Qui i partecipanti hanno ricevuto l'accoglienza del Vespa Club Pontedera, guidato dalla presidente Benedetta Macchi.
Successivamente il viaggio è proseguito verso Volterra, città dal fascino antico, prima di raggiungere la sede del Vespa Club Il Ponte Mediceo, dove gli ospiti sono stati accolti dal vicepresidente Stefano Vivaldi, che ha fatto gli onori di casa con il calore e l'ospitalità che contraddistinguono la tradizione toscana.
Il presidente del Vespa Club Il Ponte Mediceo, Enrico Ceccarini, ha espresso grande soddisfazione per questo incontro tra due realtà unite dagli stessi valori: amicizia, passione e desiderio di valorizzare il territorio attraverso il mototurismo culturale. Un gemellaggio che guarda al futuro e che conferma quanto la Vespa continui ancora oggi a creare relazioni autentiche tra persone provenienti da regioni diverse.
Gli amici di Treviglio hanno quindi potuto ammirare, dall'esterno, il suggestivo Ponte Mediceo, monumento simbolo del territorio e immagine perfetta di ciò che rappresenta questo incontro: un ponte capace di unire storie, esperienze e comunità. È qui che sono state scambiate fasce, ricordi e doni, suggellando ufficialmente il gemellaggio tra Vespa Club.
La serata è proseguita alla Casa Rossa, attorno a una tavola condivisa. E come spesso accade nelle occasioni più belle, il tempo è trascorso tra racconti di viaggio, aneddoti, risate e progetti futuri. Perché la Vespa ha questa qualità rara: trasforma i chilometri percorsi in legami che resistono al tempo.
La domenica mattina è arrivato il momento del rientro. Il gruppo ha affrontato il Passo dell'Abetone, per poi fare tappa ai cancelli della Ferrari, aggiungendo nuove emozioni a un itinerario che ha totalizzato ben 850 chilometri.
Ottocentocinquanta chilometri sono una lunga strada. Eppure, quando si viaggia mossi dalla passione, le distanze sembrano accorciarsi.
Forse è proprio questo il significato più autentico del turismo in Vespa: scoprire luoghi straordinari come la Toscana, vivere l'esperienza dei raduni Vespa, condividere gli itinerari in Vespa e costruire amicizie che vanno oltre il viaggio. Perché una Vespa non unisce soltanto città e paesaggi: unisce perso
Tutto ebbe inizio al raduno di Montebelluna, nel novembre scorso. Seduti allo stesso tavolo si ritrovarono alcuni soci dei due club: Alessio Pesenti con la moglie Francesca Nozza, Luigi Zoli con Monica Manenti e gli amici del Vespa Club Il Ponte Mediceo. Da quell'incontro nacque subito una simpatia spontanea, quella che nel mondo vespistico si riconosce senza bisogno di molte parole.
Fu in quell'occasione che partì l'invito a partecipare al raduno del 28 dicembre organizzato dal Vespa Club Il Ponte Mediceo. Gli amici bergamaschi del Vespa Club Treviglio raccolsero l'invito senza esitazione, confermando che la Vespa non è soltanto un mezzo di trasporto, ma un modo di vivere il viaggio e l'amicizia.
Da allora i contatti non si sono mai interrotti. I social network hanno mantenuto vivo quel filo fatto di fotografie, commenti e saluti, fino a quando il Vespa Club Treviglio ha annunciato un tour in Toscana dal 12 al 14 giugno: un viaggio definito dagli stessi partecipanti come un vero e proprio "ritorno alle origini".
Ventidue mezzi al seguito, tra cui venti Vespa e due carri scopa, per un totale di trentuno partecipanti tra piloti e passeggeri. A guidare la comitiva il presidente Roberto Cattaneo, mentre l'organizzazione del tour è stata curata da Flavio Nava, con il quale gli amici toscani sono rimasti costantemente in contatto per fornire suggerimenti e indicazioni sugli itinerari più suggestivi del territorio.
Il venerdì il gruppo ha percorso la costa toscana, con pernottamento a Marina di Massa. Il sabato è stato dedicato a uno dei luoghi simbolo della storia della Vespa: il Museo Piaggio di Pontedera, tappa imprescindibile per gli appassionati di mototurismo in Vespa e della cultura vespistica italiana. Qui i partecipanti hanno ricevuto l'accoglienza del Vespa Club Pontedera, guidato dalla presidente Benedetta Macchi.
Successivamente il viaggio è proseguito verso Volterra, città dal fascino antico, prima di raggiungere la sede del Vespa Club Il Ponte Mediceo, dove gli ospiti sono stati accolti dal vicepresidente Stefano Vivaldi, che ha fatto gli onori di casa con il calore e l'ospitalità che contraddistinguono la tradizione toscana.
Il presidente del Vespa Club Il Ponte Mediceo, Enrico Ceccarini, ha espresso grande soddisfazione per questo incontro tra due realtà unite dagli stessi valori: amicizia, passione e desiderio di valorizzare il territorio attraverso il mototurismo culturale. Un gemellaggio che guarda al futuro e che conferma quanto la Vespa continui ancora oggi a creare relazioni autentiche tra persone provenienti da regioni diverse.
Gli amici di Treviglio hanno quindi potuto ammirare, dall'esterno, il suggestivo Ponte Mediceo, monumento simbolo del territorio e immagine perfetta di ciò che rappresenta questo incontro: un ponte capace di unire storie, esperienze e comunità. È qui che sono state scambiate fasce, ricordi e doni, suggellando ufficialmente il gemellaggio tra Vespa Club.
La serata è proseguita alla Casa Rossa, attorno a una tavola condivisa. E come spesso accade nelle occasioni più belle, il tempo è trascorso tra racconti di viaggio, aneddoti, risate e progetti futuri. Perché la Vespa ha questa qualità rara: trasforma i chilometri percorsi in legami che resistono al tempo.
La domenica mattina è arrivato il momento del rientro. Il gruppo ha affrontato il Passo dell'Abetone, per poi fare tappa ai cancelli della Ferrari, aggiungendo nuove emozioni a un itinerario che ha totalizzato ben 850 chilometri.
Ottocentocinquanta chilometri sono una lunga strada. Eppure, quando si viaggia mossi dalla passione, le distanze sembrano accorciarsi.
Forse è proprio questo il significato più autentico del turismo in Vespa: scoprire luoghi straordinari come la Toscana, vivere l'esperienza dei raduni Vespa, condividere gli itinerari in Vespa e costruire amicizie che vanno oltre il viaggio. Perché una Vespa non unisce soltanto città e paesaggi: unisce perso






