News
percorso: Home > News > Opinioni

Il "tagliando" dei quindici anni: perchè il clima empolese non è più quello di una volta

25-07-2026 22:00 - Opinioni
Nelle consuete analisi meteo mensili, in televisione o sui giornali, il termine di paragone è sempre lo stesso: la "media del periodo". È su questo valore che si calcola l'anomalia termica di un mese che, ormai in undici casi su dodici, risulta positiva. Ma su cosa si basano esattamente queste medie e perché sono così centrali per definire la "normalità" climatica, anche qui nel nostro territorio?

Per comprenderlo bisogna distinguere la meteorologia dalla climatologia. La prima è il diario quotidiano del tempo: annota giorno per giorno temperature, pioggia e venti. La seconda è il grande archivio storico in cui questi diari vengono catalogati. Per evitare dati sbilanciati, la climatologia unisce i dati di trent'anni in trent'anni. Non è un numero a caso: 30 anni sono un periodo lungo a sufficienza per mediare gli estremi (come gli inverni rigidi del passato o le forti siccità), ma abbastanza corto da riflettere le condizioni vissute dalla generazione in corso. Un tempo questo blocco veniva sostituito ogni tre decenni (es. 1931-1960). Oggi, a causa dei rapidi cambiamenti in atto, l'Organizzazione Mondiale della Meteorologia (WMO) raccomanda di aggiornare il trentennio di riferimento ogni 10 anni, passando di recente dalla media 1981-2010 a quella attuale 1991-2020.

Il bilancio a metà percorso: +3°C nei comuni del comprensorio

Se prendiamo come riferimento il mese di luglio, la percezione di un caldo ormai fuori norma trova immediata conferma nei dati dei nostri comuni. Per superare le obiezioni di chi ritiene il cambiamento climatico una moda passeggera o una fluttuazione naturale, è utile tracciare un bilancio a metà percorso, analizzando gli ultimi 15 anni invece degli ultimi 30.

I dati locali smentiscono qualsiasi impressione di stabilità: rispetto al 2010, le temperature medie degli ultimi quindici anni nell'Empolese Valdelsa sono cresciute di 2-3 °C, sia nei valori minimi che in quelli massimi. A chi obietta che due gradi siano un'inezia, la statistica risponde con la matematica: per alzare di un solo grado una media quindicennale servono almeno 12-15 giorni consecutivi con valori totalmente fuori norma, ripetuti per 13 anni su 15. Aver raggiunto anomalie diffuse di tre o quattro gradi significa che le temperature lungo l'asse dell'Arno e dell'Elsa sono rimaste fuori scala per moltissimo tempo, con ondate di calore sempre più lunghe e oppressive.

Una nuova geografia del caldo: il nodo urbanistica tra Empoli e Castelfiorentino

Il cambiamento non è però omogeneo. La nuova disposizione dei campi anticiclonici, sempre più di matrice africana, sempre meno azzorriana sul territorio, sta disegnando una mappa climatica inedita per il nostro circondario. Alcune zone subiscono impatti maggiori rispetto ad altre, e questo apre scenari inaspettati: picchi termici anomali e notti tropicali si registrano oggi non solo nei centri più urbanizzati come Empoli, ma anche in aree di aperta campagna o stabilmente distanti dalle città più grandi, unicamente a causa del loro posizionamento geografico e della conformazione dei fondovalle.
Questo impone serie riflessioni di tipo urbanistico alle amministrazioni locali. Conoscere le aree che tendono a sviluppare le maggiori anomalie termiche è uno strumento di controllo fondamentale: la priorità assoluta delle pianificazioni comunali deve essere quella di bloccare la cementificazione in quei contesti territoriali già vulnerabili e predisposti all'accumulo di calore, preservando i corridoi ecologici e le zone collinari.

L'illusione di un ritorno al passato

La corsa del clima sta accelerando il suo ritmo e questo “tagliando” a quindici anni lo dimostra chiaramente alle nostre latitudini. Possiamo sperare in un'inversione di tendenza nei prossimi tre lustri? Fantasticando un mondo fuori da ogni principio della termodinamica sì, ma nella realtà è un'ipotesi del tutto improbabile. Per recuperare i 2-3 gradi guadagnati finora nell'Empolese Valdelsa, dovremmo vivere i prossimi dieci o dodici mesi di luglio con temperature medie inverosimili per l'estate toscana: costantemente inferiori ai 12 °C per le minime e ai 26 °C per le massime. Uno scenario del tutto irrealistico vista la tendenza al rialzo che ci vede già proiettati verso un ulteriore balzo in avanti, non appena anche questo luglio andrà definitivamente in archivio. Ma di questo ne riparleremo più avanti, nella consueta analisi mensile nei primi giorni di agosto.

Gordon Baldacci


Fonte: Gordon Baldacci