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In 10 a bordo del brigantino di Nave Italia con il progetto "Real or Reel?"

15-05-2026 12:01 - Cronaca
Anche per il 2026, confermando una continuità progettuale giunta al terzo anno, la Fondazione Tender To Nave ITALIA ETS ha selezionato il progetto presentato dall'Azienda USL Toscana Centro, intitolato "Navigando le onde emotive nel processo di transizione dai servizi di salute mentale per l'età evolutiva a quelli per l'età adulta - Real or Reel?".

L'iniziativa promossa dalla Fondazione "Tender to Nave Italia" nasce nel 2007 si sviluppa in collaborazione con la Marina Militare, grazie anche al sostegno di numerosi partner. Le attività si svolgono a bordo del brigantino di proprietà della Fondazione, battente bandiera della Marina Italiana e condotto da un equipaggio militare, in un contesto pensato per favorire esperienze educative, riabilitative e inclusive.

Il brigantino della Fondazione "Tender to Nave Italia" prenderà il largo il 19 maggio dal porto di Vibo Marina, con sbarco il 23 maggio a Reggio Calabria. A bordo saranno presenti giovani in carico ai Servizi di Salute Mentale Infanzia e Adolescenza e Salute Mentale Adulti dell'Azienda USL Toscana Centro dell'area Empolese Valdarno Inferiore, gli operatori dell'équipe multidisciplinare aziendale, l'equipaggio della Marina Militare e il project manager della Fondazione. Saranno coinvolti 10 ragazzi e giovani adulti tra i 16 e i 19 anni in carico ai servizi sanitari e socio sanitari.

Il progetto vede la partecipazione del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze e del Dipartimento del Servizio Sociale, con il contributo del Dipartimento Infermieristico Ostetrico e del Dipartimento delle Professioni tecnico sanitarie. L'obiettivo è trasformare il passaggio dai Servizi di Salute Mentale Infanzia e Adolescenza ai Servizi di Salute Mentale Adulti in un percorso condiviso di cura, continuità terapeutica e mantenimento della relazione con i pazienti.

Con l'espressione "Real or Reel?" il progetto pone l'attenzione sulla distanza tra l'esperienza emotiva autentica dei giovani, la rappresentazione di sé mostrata all'esterno e le influenze del contesto digitale, particolarmente rilevanti nella fase adolescenziale e nel percorso verso l'età adulta. L'obiettivo è accompagnare i partecipanti nello sviluppo di una maggiore consapevolezza di sé e di strumenti utili per riconoscere, esprimere e regolare le proprie emozioni, rafforzando al contempo autonomia, competenze relazionali e capacità decisionali.

Il progetto, della durata di un anno, si articola in una prima fase di preparazione e avvicinamento all'esperienza, una seconda di navigazione e una terza conclusiva dedicata alla rielaborazione e al consolidamento del percorso. Ciascun momento prevede attività specifiche rivolte al gruppo dei giovani e alle loro famiglie, guidate da un'équipe multidisciplinare composta da neuropsichiatra infantile, psichiatra, psicologo, infermiere, assistente sociale ed educatore professionale.

La continuità tra il lavoro terapeutico realizzato a terra e le attività svolte a bordo del brigantino costituisce uno degli snodi fondamentali del progetto. L'esperienza di navigazione consente di trasferire in un contesto concreto, relazionale e intensivo le competenze sviluppate nella fase preparatoria, valorizzando l'approccio outdoor come spazio di osservazione, sperimentazione e cura. La vita a bordo, attraverso collaborazione, responsabilità condivise e confronto quotidiano, offre occasioni significative per promuovere regolazione emotiva, autonomia, benessere psico-fisico e partecipazione attiva al percorso terapeutico.

"Il valore specifico di questa edizione è l'attenzione al passaggio tra i servizi di salute mentale dell'età evolutiva e quelli dell'età adulta, una fase delicata che richiede continuità, raccordo tra équipe e accompagnamento progressivo e condiviso dei pazienti e delle loro famiglie. L'esperienza a bordo, inserita in un modello terapeutico-riabilitativo integrato, offre un contesto nuovo, intensivo e cooperativo in cui rafforzare consapevolezza, capacità di scelta, autonomia e fiducia nei propri riferimenti di cura" - dichiara il dott. Alessio De Ciantis, Neuropsichiatra Infantile e Responsabile del progetto.

"Il progetto valorizza il progressivo protagonismo dei giovani nel proprio percorso terapeutico, senza trascurare il ruolo delle famiglie nelle fasi in cui il loro supporto resta significativo. Il lavoro condiviso tra operatori, ragazzi e contesto familiare consente di consolidare le strategie sperimentate, sostenere la continuità degli interventi nella quotidianità, promuovere inclusione sociale e contribuire alla prevenzione delle ricadute" - aggiunge la dott.ssa Stefania Rossi, Assistente Sociale del Dipartimento del Servizio Sociale e Vice Responsabile del progetto.

L'Ing. Valerio Mari, Direttore Generale dell'Azienda USL Toscana Centro, rivolge il proprio augurio ai giovani che prenderanno parte all'esperienza e ringrazia gli operatori che, con competenza e impegno, hanno contribuito alla sua realizzazione. L'iniziativa rappresenta una rilevante opportunità terapeutico-riabilitativa e un'occasione per rafforzare la continuità dei percorsi assistenziali nel delicato passaggio verso l'età adulta.


Fonte: Ufficio stampa