In Comune per Vinci critica il Piano: “Consumo di suolo e rendita immobiliare”
17-01-2026 21:26 - Circondiario
Duro giudizio di In Comune per Vinci sul Piano operativo comunale adottato dal Consiglio comunale nella seduta di venerdì 16 gennaio. Dopo una lunga e serrata discussione, l’assemblea ha infatti deliberato l’adozione delle controdeduzioni predisposte dagli uffici in risposta alle 147 osservazioni presentate da cittadini e associazioni, oltre ai contributi arrivati da Regione Toscana e Soprintendenza.
Secondo il gruppo di opposizione, la maggioranza avrebbe disatteso gran parte delle indicazioni provenienti dagli enti sovraordinati, che chiedevano di non ampliare artificialmente i confini del territorio urbanizzato, di rivedere il complesso delle volumetrie previste e di ridurre le previsioni di nuovo consumo di suolo.
In Comune per Vinci contesta anche la narrazione dell’Amministrazione sul percorso partecipativo, sostenendo che le richieste dei comitati che chiedevano lo stralcio delle nuove espansioni residenziali siano state respinte senza mediazione. In particolare, il gruppo segnala la previsione di 12.450 metri quadrati di nuova superficie edificabile per residenze private, pari a oltre il 60% delle nuove espansioni residenziali previste nel Piano strutturale appena adottato. Nel complesso, secondo i dati riportati, il 73% delle previsioni del POC riguarderebbe nuova edificazione, con ulteriore consumo di suolo fertile che andrebbe a sommarsi a interventi già convenzionati in aree come Poggiarello e Mercatale.
Per In Comune per Vinci il Piano sarebbe orientato prevalentemente a favore della rendita immobiliare, con una strategia che punta a contrastare lo spopolamento aumentando l’offerta di nuove abitazioni, nonostante oltre il 10% del patrimonio abitativo risulti sfitto e circa il 30% sottoutilizzato. Su un totale di 23.294 metri quadrati di nuove previsioni edificatorie, oltre il 60% sarebbe destinato alla residenza, mentre quote minori riguarderebbero funzioni produttive, commerciali e direzionali.
Il gruppo critica inoltre l’impostazione che favorirebbe la deruralizzazione del territorio, sostenendo che la trasformazione di immobili rurali in residenze di pregio rischia di innescare processi di gentrificazione delle campagne, rendendo più difficile l’accesso alla terra per i giovani e privatizzando spazi un tempo fruibili.
Tra i pochi elementi positivi, In Comune per Vinci riconosce le semplificazioni per piccoli interventi di recupero e addizione volumetrica, giudicate utili perché non comportano nuovo consumo di suolo. Valutazione positiva anche per lo stralcio di alcune previsioni, come l’incremento produttivo della Bitossi e il trasferimento di volumetrie da Vitolini a Spicchio, risultato – secondo il gruppo – della pressione dei cittadini e dei richiami della Regione Toscana. Apprezzamento viene espresso anche per il recepimento delle osservazioni del Comitato di San Pantaleo, considerate un modello innovativo di rivitalizzazione dei borghi rurali basato sulla costruzione di comunità.
Forti perplessità vengono infine espresse sulle aree di Petroio e della ex cava delle fornaci di Spicchio, per le quali le schede di Piano rinviano a future varianti sulla base di progetti privati. Una scelta che, secondo In Comune per Vinci, rappresenterebbe una rinuncia al ruolo pubblico dell’urbanistica, aprendo la strada a una deregolamentazione e a un’eccessiva contrattazione con gli interessi immobiliari.
Per il gruppo si tratta, in conclusione, di “una brutta pagina per il futuro del territorio”, che rischia di compromettere paesaggio, sicurezza e interesse pubblico.
Secondo il gruppo di opposizione, la maggioranza avrebbe disatteso gran parte delle indicazioni provenienti dagli enti sovraordinati, che chiedevano di non ampliare artificialmente i confini del territorio urbanizzato, di rivedere il complesso delle volumetrie previste e di ridurre le previsioni di nuovo consumo di suolo.
In Comune per Vinci contesta anche la narrazione dell’Amministrazione sul percorso partecipativo, sostenendo che le richieste dei comitati che chiedevano lo stralcio delle nuove espansioni residenziali siano state respinte senza mediazione. In particolare, il gruppo segnala la previsione di 12.450 metri quadrati di nuova superficie edificabile per residenze private, pari a oltre il 60% delle nuove espansioni residenziali previste nel Piano strutturale appena adottato. Nel complesso, secondo i dati riportati, il 73% delle previsioni del POC riguarderebbe nuova edificazione, con ulteriore consumo di suolo fertile che andrebbe a sommarsi a interventi già convenzionati in aree come Poggiarello e Mercatale.
Per In Comune per Vinci il Piano sarebbe orientato prevalentemente a favore della rendita immobiliare, con una strategia che punta a contrastare lo spopolamento aumentando l’offerta di nuove abitazioni, nonostante oltre il 10% del patrimonio abitativo risulti sfitto e circa il 30% sottoutilizzato. Su un totale di 23.294 metri quadrati di nuove previsioni edificatorie, oltre il 60% sarebbe destinato alla residenza, mentre quote minori riguarderebbero funzioni produttive, commerciali e direzionali.
Il gruppo critica inoltre l’impostazione che favorirebbe la deruralizzazione del territorio, sostenendo che la trasformazione di immobili rurali in residenze di pregio rischia di innescare processi di gentrificazione delle campagne, rendendo più difficile l’accesso alla terra per i giovani e privatizzando spazi un tempo fruibili.
Tra i pochi elementi positivi, In Comune per Vinci riconosce le semplificazioni per piccoli interventi di recupero e addizione volumetrica, giudicate utili perché non comportano nuovo consumo di suolo. Valutazione positiva anche per lo stralcio di alcune previsioni, come l’incremento produttivo della Bitossi e il trasferimento di volumetrie da Vitolini a Spicchio, risultato – secondo il gruppo – della pressione dei cittadini e dei richiami della Regione Toscana. Apprezzamento viene espresso anche per il recepimento delle osservazioni del Comitato di San Pantaleo, considerate un modello innovativo di rivitalizzazione dei borghi rurali basato sulla costruzione di comunità.
Forti perplessità vengono infine espresse sulle aree di Petroio e della ex cava delle fornaci di Spicchio, per le quali le schede di Piano rinviano a future varianti sulla base di progetti privati. Una scelta che, secondo In Comune per Vinci, rappresenterebbe una rinuncia al ruolo pubblico dell’urbanistica, aprendo la strada a una deregolamentazione e a un’eccessiva contrattazione con gli interessi immobiliari.
Per il gruppo si tratta, in conclusione, di “una brutta pagina per il futuro del territorio”, che rischia di compromettere paesaggio, sicurezza e interesse pubblico.






