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In duemila col naso all'insù per vedere volare il ciuco

07-06-2026 12:01 - Primo piano
Quando il sole è ormai tramontato dietro i tetti del centro storico e le luci della piazza si riflettono sulle pietre della Collegiata, un brusio attraversa la folla. Gli sguardi si alzano verso il campanile. Poi, tra applausi, sorrisi e telefoni puntati verso il cielo, il ciuco torna a volare. Pochi secondi, una dozzina a malapena. E la folle corsa, dal campanile a una colonna dei portici di Palazzo Ghibellino, si consuma. Come vuole tradizione.

Si è rinnovata così, nella serata di ieri, la magia del Volo del Ciuco, uno degli appuntamenti più sentiti della tradizione empolese, giunto alla sua 545esima edizione. Piazza Farinata degli Uberti era gremita in ogni angolo. Secondo le stime degli organizzatori, quasi duemila persone hanno assistito all'evento promosso dalla Compagnia di Sant'Andrea, mentre centinaia di altre hanno affollato le vie del centro storico.

Quest'anno a librarsi simbolicamente dal campanile della Collegiata è stata una ciuchina di cartapesta, battezzata con un nome destinato a strappare più di un sorriso: "Madonna Rebecca da Arezzo". Un riferimento ironico alle recenti polemiche calcistiche nate attorno alla vicepresidente dell'Empoli, Rebecca Corsi, fotografata con la maglia dell'Arezzo durante i festeggiamenti per la promozione della squadra amaranto.

Ma oltre alla tradizione e all'ironia, l'edizione 2025 ha voluto lanciare anche un messaggio di unità. La novità della serata è stata infatti la messa in rima degli undici comuni dell'Unione Empolese Valdelsa, celebrati attraverso una canzone medievale composta da Enrico Tofanelli, in arte Rigo Nelli. Prima del volo, ai rappresentanti dei comuni è stata consegnata una pergamena con il testo del componimento, simbolo di solidarietà tra territori e di pace tra i popoli. Un richiamo particolarmente significativo in un periodo segnato da tensioni e conflitti internazionali.

Il corteo storico, partito nel tardo pomeriggio e snodatosi per le vie cittadine, ha contribuito a creare l'atmosfera di un viaggio nel tempo. Tamburini, chiarine, sbandieratori, arcieri e figuranti hanno animato il centro con colori, musiche e costumi medievali. Mai tanti figuranti ne avevano preso parte. Tra i protagonisti della serata anche il giullar cortese Gianluca Foresi, che ha accompagnato il pubblico tra battute e racconti, mentre le esibizioni degli Arcieri della Rocca di Montopoli, degli sbandieratori di Cerreto Guidi e dell'associazione Volo di Cecco Santi da Vinci hanno scandito i momenti più spettacolari della manifestazione.

Le ali della ciuchina, una delle novità più apprezzate dal pubblico, sono state realizzate dagli studenti del Liceo Artistico Virgilio, gli stessi che hanno collaborato alla costruzione dell'animale di cartapesta.

«Si stimano quasi duemila persone in piazza e tantissime altre nel resto del centro storico», ha commentato il sindaco Alessio Mantellassi. «Un grande successo che conferma quanto questa tradizione sia amata dagli empolesi. Il ringraziamento va alla Compagnia di Sant'Andrea, ai volontari, alle associazioni, ai comuni dell'Unione e a tutti coloro che hanno lavorato per la riuscita della serata».

La soddisfazione degli organizzatori è palpabile. «Una serata riuscita benissimo grazie al contributo di tante persone, primi tra tutti i tanti volontari delle Associazioni ma anche privati che sono venuti a darci una mano fin dalla mattinata», osserva il presidente della Compagnia di Sant'Andrea, Claudio Del Rosso. «Quest'anno abbiamo visto partecipare intere famiglie al corteo: figli, genitori e nonni insieme in costume. È stato emozionante vedere la piazza riempirsi fin dal tardo pomeriggio».

Proprio l'emozione è stata il filo conduttore della giornata secondo il vicepresidente Federico "Freddy" Lavezzo. «L'abbiamo sentita fin dalla mattina, quando abbiamo portato l'asino sul campanile. E ci ha accompagnato per tutta la serata».
A rendere ancora più speciale l'evento sono stati due episodi che raccontano il forte legame tra la manifestazione e la comunità. In piazza Farinata degli Uberti, tra lo stupore dei presenti, lo sbandieratore Cosmin Ion ha chiesto pubblicamente alla compagna Rachele Del Moro di sposarlo. Poco prima, un altro protagonista della storia del Volo del Ciuco aveva dato prova della sua fedeltà alla manifestazione: il figurante pontormese Francesco Salvadori (nella foto a sinistra insieme alla moglie ai microfoni di Alessandro Lippi che, con Canale 88 ha seguito la diretta con splendire immagini della città e dell'evento)ha scelto di celebrare il proprio sessantesimo compleanno sfilando nel corteo storico insieme a tutta la famiglia, rigorosamente in abiti medievali.
Una festa che affonda le sue radici nella tradizione popolare e nella leggenda. Il Volo del Ciuco ricorda infatti la vittoria degli empolesi sui sanminiatesi, narrata nel poema eroicomico di Ippolito Neri. Secondo la tradizione, alla minaccia di conquista di Empoli, la colonnella Silvera avrebbe risposto con una frase destinata a diventare proverbiale: «Gli asini prima voleranno nel cielo che la forte città cada in potere degli empolesi». Da oltre cinque secoli, almeno per una sera all'anno, quel proverbio continua puntualmente a essere smentito.