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Isacco Cantini: “Mi assumo la responsabilità delle mie parole e rassegno le dimissioni da coordinatore comunale”

10-01-2026 16:53 - Primo piano


A seguito delle parole da me pubblicate sui social network e delle reazioni che ne sono conseguite, ritengo doveroso rivolgermi ai cittadini, agli iscritti e a tutte le persone che hanno seguito questa vicenda. Non cerco giustificazioni né scorciatoie: intendo assumermi pienamente la responsabilità di ciò che ho scritto e delle conseguenze che ne sono derivate.

In questi giorni, anche attraverso quanto riportato dai media locali e sui social, ho letto prese di posizione dure, richieste di chiarimento e di responsabilità. È giusto che sia io, per primo, a non sottrarmi e a parlare con la massima chiarezza.

Ciò che ho scritto sui social è stato un errore, sia per il contenuto delle parole utilizzate, sia per il modo in cui sono state espresse. In politica le parole pesano: possono ferire, dividere, richiamare immagini e paure che non dovrebbero mai entrare nel confronto democratico. Se le mie parole lo hanno fatto, me ne assumo la responsabilità, senza attenuanti.

Dopo una profonda e sofferta riflessione, ho deciso di dimettermi dall’incarico di coordinatore comunale. Mi sono reso conto di aver sbagliato e di aver messo in difficoltà il partito e tutte le persone che ne fanno parte. Ho commesso un errore ed è giusto fare un passo indietro: un segno di responsabilità che sento il dovere di compiere per preservare il lavoro del coordinamento cittadino e quanto di buono è stato fatto finora ad Empoli dai nostri rappresentanti in consiglio comunale, riconosciuto con apprezzabile onestà intellettuale sia dalla maggioranza sia da una parte dell’opposizione.

Allo stesso tempo, in questi giorni ho ricevuto insulti, offese e minacce rivolte a me non come rappresentante politico, ma come persona con disabilità. Frasi che hanno preso di mira le mie limitazioni fisiche e che nulla hanno a che vedere con il confronto politico. Questa non è legittima critica politica, ma violenza verbale, analoga a quella che io stesso ho sbagliato a usare.

Due cose possono essere vere insieme e vanno dette con onestà: ho sbagliato e chiedo scusa; ma nessuno dovrebbe essere colpito con attacchi legati alla disabilità o, più in generale, alla dignità della persona.

Con questa decisione intendo assumermi fino in fondo le conseguenze di quanto accaduto e, al tempo stesso, ribadire un principio che dovrebbe unire tutti: la critica politica, anche dura, è legittima; l’attacco personale e l’odio no, tanto meno quando colpiscono la dignità umana.

Spero che, a questo punto, il confronto possa tornare sui temi e sui problemi reali della città, nel rispetto di tutti. Questo passo indietro non è una fuga: è la scelta di non diventare un alibi, un pretesto o una distrazione rispetto al lavoro e alle responsabilità che la politica deve avere.

Isacco Cantini