L'addio degli anarchici empolesi a Luigi Proietti
18-05-2026 09:13 - Cronaca
Un ultimo saluto carico di commozione, memoria e militanza. Sabato mattina, presso le cappelle del commiato dell’ospedale di Empoli, numerosi compagni, amici e familiari hanno partecipato alla cerimonia laica d’addio a Luigi Proietti, storico militante della Federazione Anarchica Empolese e della Valdelsa, scomparso mercoledì 14 maggio all’età di 72 anni a causa di un infarto fulminante, dopo anni segnati da gravi problemi di salute e difficoltà respiratorie.
A rendere omaggio a Luigi è stato Paolo Becherini, con un lungo e intenso intervento pronunciato tra le lacrime davanti a una comunità raccolta nel dolore. Un ricordo personale e politico insieme, che ha ripercorso oltre mezzo secolo di amicizia, lotte condivise e militanza libertaria.
Nel suo saluto, Becherini ha descritto Luigi Proietti come “un uomo buono”, capace di lasciare un segno profondo in chiunque lo avesse conosciuto. Un compagno coerente, animato da un forte senso di giustizia sociale, dall’amore per la libertà e da un’instancabile tensione etica. Dalle lotte degli anni Settanta fino alle iniziative più recenti, Luigi aveva condiviso con i compagni della FAI battaglie sociali, sindacali, antimilitariste e antifasciste, mantenendo sempre viva la fiducia nella possibilità di una società diversa.
Il ricordo si è soffermato anche sulla dimensione umana di Proietti: l’attaccamento alla famiglia, l’amore per la terra e per la natura, la passione per l’orto biologico, la semplicità dei gesti quotidiani e quella capacità rara di accogliere gli altri con autenticità e generosità. “Un uomo che bastava la stretta di mano, e il pugno alzato”, ha detto Becherini, evocando il carattere schietto e solidale dell’amico scomparso.
Particolarmente toccante il passaggio dedicato agli ultimi anni, segnati dalla malattia ma anche dalla volontà di continuare a partecipare, discutere e progettare nuove iniziative politiche. “Luigi voleva ancora vivere e lottare”, ha ricordato Becherini, sottolineando come la sua presenza continuerà a vivere “nei picchetti, nelle piazze, nelle lotte”.
Nel discorso non è mancata una riflessione sul significato della morte secondo la visione anarchica e laica: nessuna consolazione ultraterrena, ma la convinzione che l’unica forma di immortalità risieda nelle idee, nell’impegno e nell’eredità umana lasciata agli altri. “Le idee di rivolta non moriranno mai”, ha affermato Becherini, trasformando il commiato in una dichiarazione di continuità ideale e politica.
Il saluto finale ha assunto i toni di una promessa collettiva: continuare il cammino intrapreso insieme, “in direzione ostinata e contraria”, dalla parte degli ultimi e contro ogni forma di oppressione. Un addio intenso e profondamente umano, che ha restituito il ritratto di un uomo rimasto fedele per tutta la vita ai propri ideali e ai propri compagni.
“Ciao Luigi, anzi ciao Gigi”, ha concluso Becherini. “Ci manchi già tantissimo. Onore a te. Viva l’anarchia per cui hai vissuto e lottato”.
A rendere omaggio a Luigi è stato Paolo Becherini, con un lungo e intenso intervento pronunciato tra le lacrime davanti a una comunità raccolta nel dolore. Un ricordo personale e politico insieme, che ha ripercorso oltre mezzo secolo di amicizia, lotte condivise e militanza libertaria.
Nel suo saluto, Becherini ha descritto Luigi Proietti come “un uomo buono”, capace di lasciare un segno profondo in chiunque lo avesse conosciuto. Un compagno coerente, animato da un forte senso di giustizia sociale, dall’amore per la libertà e da un’instancabile tensione etica. Dalle lotte degli anni Settanta fino alle iniziative più recenti, Luigi aveva condiviso con i compagni della FAI battaglie sociali, sindacali, antimilitariste e antifasciste, mantenendo sempre viva la fiducia nella possibilità di una società diversa.
Il ricordo si è soffermato anche sulla dimensione umana di Proietti: l’attaccamento alla famiglia, l’amore per la terra e per la natura, la passione per l’orto biologico, la semplicità dei gesti quotidiani e quella capacità rara di accogliere gli altri con autenticità e generosità. “Un uomo che bastava la stretta di mano, e il pugno alzato”, ha detto Becherini, evocando il carattere schietto e solidale dell’amico scomparso.
Particolarmente toccante il passaggio dedicato agli ultimi anni, segnati dalla malattia ma anche dalla volontà di continuare a partecipare, discutere e progettare nuove iniziative politiche. “Luigi voleva ancora vivere e lottare”, ha ricordato Becherini, sottolineando come la sua presenza continuerà a vivere “nei picchetti, nelle piazze, nelle lotte”.
Nel discorso non è mancata una riflessione sul significato della morte secondo la visione anarchica e laica: nessuna consolazione ultraterrena, ma la convinzione che l’unica forma di immortalità risieda nelle idee, nell’impegno e nell’eredità umana lasciata agli altri. “Le idee di rivolta non moriranno mai”, ha affermato Becherini, trasformando il commiato in una dichiarazione di continuità ideale e politica.
Il saluto finale ha assunto i toni di una promessa collettiva: continuare il cammino intrapreso insieme, “in direzione ostinata e contraria”, dalla parte degli ultimi e contro ogni forma di oppressione. Un addio intenso e profondamente umano, che ha restituito il ritratto di un uomo rimasto fedele per tutta la vita ai propri ideali e ai propri compagni.
“Ciao Luigi, anzi ciao Gigi”, ha concluso Becherini. “Ci manchi già tantissimo. Onore a te. Viva l’anarchia per cui hai vissuto e lottato”.
video
Il saluto degli anarchici empolesi alla salma di Luigi Proietti
Il saluto laico tributato a Luigi Proietti, davanti alle cappelle del commiato del'ospedale San Giuseppe di Empoli. Al microfono Paolo Becherelli che legge la sua "orazione" funebre






