News
percorso: Home > News > Opinioni

L'Arno: eppur ghiacciava

21-02-2026 23:49 - Opinioni
di Gordon Baldacci

Anche l’inverno 2025/26 sta giungendo al suo termine, e come da abitudine, tireremo le somme di quello che è stato, climaticamente parlando, fra qualche settimana. La sensazione che comunque va per la maggiore è quella che anche senza i dati ufficiali, ormai si tratti di una stagione ben diversa da quella dei decenni passati. Puntualmente a dicembre su tanti mezzi di informazione, ci vengono proposti scenari gelidi, che poi non si vanno mai a verificare, la gente sogna oppure teme un inverno vintage e poi il solito nulla di fatto.

Eppure c’è stato un tempo in cui il freddo visitava Empoli e non solo, ma addirittura il gelo era talmente feroce, che portava addirittura alla glaciazione del fiume Arno. Partiamo dal fatto che il fiume più importante della Toscana come lo conosciamo oggi non era lo stesso di secoli e secoli fa; e che le testimonianze che citerò non appartengono alla leggenda, anzi fanno parte di un mio precedente studio, dove ho raccolto diverse valutazioni storiche. I dati provengono da diari, edizioni critiche, cronache cittadine, osservazioni locali e studi meteorologici storici. Tutti elementi che poi con l’introduzione delle misurazioni strumentali, dal 1874, diventarono ovviamente più precisi.

Una se non la prima testimonianza di un Arno ghiacciato ad Empoli in porzioni consistenti, probabilmente completamente in alcuni tratti è quella riportata nel diario di Dario di Giovanni di Lemmo da Comugnori, un notaio dell’epoca che annota il giorno 11 del mese di gennaio 1303, alcune persone attraversarono il fiume “super glaciem”, cioè sul ghiaccio a Empoli. Del resto all’epoca l’alveo era più ampio, con rami secondari e isolette, e la portata non regolata favoriva maggiormente la formazione del ghiaccio. Un’altra data certa che viene annotata dall’allora Podestà di Empoli Niccolò Carducci è quella del 10 gennaio 1490, dove trascrive: “l’Arno ghiacciò bloccando i mulini lungo le rive. Furono accesi fuochi con scope per tentare di “dimoiare” ovvero far sciogliere alcune zone attorno ad essi, affinché potessero riprendere la loro importante funzione.

Troviamo questi elementi nei Registri dei Priori della Repubblica di Firenze, con una conferma se vogliamo ludica. Viene trascritta nel capoluogo la formazione di una enorme palla di ghiaccio che sarebbe stata utilizzata poi … “Tra Ponte Vecchio e Ponte Santa Trinita ove si giocò il calcio storico direttamente sul ghiaccio.”

Gennaio 1604 gelo intenso e nevicate abbondanti. L’Arno ghiacciò con uno spessore tale da sostenere cavalli e cavalieri in armatura. Il 17 gennaio, festa di Sant’Antonio Abate, si tenne una sfilata in maschera sul fiume ghiacciato a Firenze, ma anche Empoli viene citata. Sempre da alcuni estratti storici si evince che: “Gli Ebrei che in quel periodo fuggivano in gran numero dalla Spagna per trovare accoglienza nel Granducato di Toscana, non riuscivano a raggiungere Firenze. Fu allora istituita, sempre per mano di Ferdinando I, una seconda Comunità importante con sede nella città di Livorno. Anche tutte le merci in arrivo nel Porto Mediceo, essendo trasportate successivamente lungo il Naviglio fino al fiume Arno, si vedevano poi bloccate dai ghiacci in vista delle terre Empolesi”. L’episodio è riportato sempre dagli atti del podestà in carica in quel momento e citato nelle “Note illustrative della carta climatica toscana” da Sebastiano Vittorini.

Non abbiamo una data esatta ma sappiamo che il mese di gennaio del 1709 è quello che ad oggi è considerato il gelo più estremo, riportato nelle annotazioni storiche. Tra il 13 e il 27 gennaio 1709, con picco tra il 14 e il 16, si verificò una delle fasi più fredde e terribili della storia europea. A Firenze caddero 70 cm di neve in soli 3 giorni, ad Empoli quasi 50 (46 per l’esattezza). L’Arno divenne una distesa di ghiaccio continuo. Addirittura il mare della costa toscana gelò in più punti. Purtroppo abbiamo solo valori stimati ricostruiti con modelli matematici teorici, che si inseriscono in una forchetta in cui le minime sono state campionate fra i -25 ed i -27 C° e le massime pomeridiane tra -8 e -10°C

Dagli archivi anagrafici dell’epoca sappiamo che morirono centinaia di persone, soprattutto tra i poveri e gli anziani. Ulivi e alberi da frutto vennero distrutti. Questi elementi sono tratti dalle “Lettere del medico Filippo Marini” e le “Osservazioni termometriche di Lorenzo Magalotti” Con l’avvento degli strumenti maggiormente precisi siamo a conoscenza che l’Arno a Empoli seppur non completamente: tornò a ghiacciare

nel 1874 per 2 giorni
1875: 5 giorni
1876: 6 giorni
1877: 6 giorni
1878: 7 giorni
1879: 6 giorni
1887-1888: 9 giorni in un inverno
1895: 14 giorni (ad oggi con record storico di giorni nevosi ben 10)
1904 e 1906: 11 giorni
1917: 8 giorni

Ma è con l’ondata di gelo del 1929 che abbiamo ancora più dettagli.

1929: 10 giorni
1940: 6 giorni
1960: 3 giorni (9-12 gennaio) (parziale)
1963: 2 giorni (19 gennaio 3 febbraio)
1966: 9 gennaio (parziale)
1968: 9 gennaio (parziale)
1973: 1 dicembre (parziale)
1976: 8 marzo (parziale) la gelata del fiume più tardiva nella storia delle rilevazioni strumentali)
1979: 4 gennaio (parziale)
1985: dal giorno 7 al 13 gennaio

Eventi recenti significativi
26 febbraio 2018: (parziale)

Perché oggi è quasi impossibile vedere l’Arno ghiacciato?
Fra le concause principali, Empoli di per sé è un'isola di calore urbana che aumenta di circa 1,5-2 C° la temperatura locale. Abbiamo un sistema totalmente diverso di arginature e regimazione dell’Arno rispetto a cento o duecento anni fa. Ondate di freddo più brevi, talvolta non superiori ai tre giorni, con valori poco al di sotto dello zero discontinui. Senza contare che il Riscaldamento Globale ogni decennio diminuisce la casistica delle ondate di freddo. Va comunque detto che altrove le ondate di freddo si sono rivelate più estreme, seppur sempre nella minore frequenza, quindi non si esclude che proprio in virtù della estremizzazione del clima non possa accadere di nuovo.

Oltre al gelo va messo in conto anche che le nevicate superiori a 20 cm sono diventate rarissime. Dal 2010 in poi si registrano soltanto episodi marginali. L’ultimo grande gelo con immagini spettacolari dell’Arno ghiacciato resta quello del gennaio 1985. Empoli si colloca in una posizione intermedia nel panorama toscano: ovviamente più fredda di Pisa e Livorno, Grosseto, Massa, meno esposta rispetto ad Arezzo, Pistoia e talvolta Siena. Dalle cronache medievali ai dati scientifici moderni, la storia dimostra che l’Arno ghiacciato non è mito, ma realtà documentata. Oggi però, quelle scene appartengono quasi esclusivamente alla memoria storica, si fa anche fatica di fondo a ritrovarle; poiché le immagini su Firenze e Pisa sono disponibili e rintracciabili sul web, mentre per Empoli la cosa si fa molto più complicata.

Forse per questo soprattutto agli occhi dei ragazzi empolesi, tutto ciò può sembrare un evento impossibile, magari realizzato con la fantasia dell'Intelligenza Artificiale.