L'importanza del cibo, quello che mangiamo influisce sulla salute del pianeta
12-03-2026 16:07 - Opinioni
Il Concetto di "Buono, Pulito e Giusto":
Buono: Il piacere organolettico.
Pulito: Prodotto nel rispetto dell'ambiente.
Giusto: Socialmente sostenibile, con una remunerazione equa per chi lavora la terra.
Un pianeta spaccato in due: secondo l'ultimo rapporto della commissione internazionale di scienziati “Eat-Lancet”. 3,7 miliardi di persone – quasi metà della popolazione mondiale - non hanno accesso a cibo sano, a un ambiente pulito o a un reddito dignitoso. Intanto, l'altra metà, la popolazione dei Paesi ad alto reddito, consuma e spreca in modo eccessivo risorse naturali. Quest'ultima parte di mondo è la stessa che sta affrontando problemi di salute causati proprio dall'alimentazione come obesità e malattie croniche. Ma esiste un modello alimentare sano e sostenibile a livello ambientale?
È soprattutto il modo in cui il cibo è prodotto e consumato ad avere un impatto sull'ambiente. Agricoltura e allevamento, governate sempre più da oligopoli spesso molto opachi nella loro gestione, contribuiscono in modo rilevante alle emissioni di gas serra, così come al consumo di acqua e suolo. In tutti i continenti, terre coltivate, risorse idriche e specie vegetali sono messe sotto pressione da eventi meteorologici estremi, conseguenza di scelte economiche nell'interesse di pochi ma con effetti sulla vita animale e sulla distribuzione del cibo. Secondo gli ultimi dati, globalmente la produzione e distribuzione dell'alimentazione sono causa del 30% delle emissioni di gas serra, principali responsabili del riscaldamento del pianeta. Le conseguenze di un livello così alto rappresentano una minaccia non solo per il clima stesso, ma anche per la biodiversità, per la disponibilità di acqua potabile e per la salute del suolo. A ciò si aggiungono l'aumento delle fonti inquinanti, dall'aria ai campi coltivati; si è inoltre intensificato l'utilizzo dei pesticidi, proprio per sostenere livelli produttivi che danneggiano seriamente i suoli e li rendono progressivamente sterili.
Un'alimentazione sana per l'ambiente fa bene anche alla nostra salute? Secondo la FAO, anche i consumatori sono parte della soluzione e possono compiere scelte che, oltre ad aiutare l'ambiente e le popolazioni più svantaggiate, fanno bene alla salute. Con l'obiettivo di consumare (e sprecare) meno, infatti, è più semplice adottare un regime alimentare equilibrato. Le raccomandazioni generali prevedono una dieta ricca di frutta e verdura fresche e di stagione, possibilmente facendo riferimento alla produzione locale, favorendo la biodiversità, le piccole economie locali e limitando i trasporti. Sono da preferire le proteine vegetali, come legumi, cereali integrali e frutta secca, non favorendo il consumo di origine animale dato che gli allevamenti intensivi consumano enormi quantità di acqua e di suolo.
Il significato della dieta mediterranea
La dieta mediterranea privilegia prodotti nutrienti, non lavorati e con basso contenuto di elementi potenzialmente nocivi come sale, zucchero, grassi. Le linee guida consigliano di bere abbondante acqua ogni giorno, ridurre al minimo possibile le bevande alcoliche, preferire l'olio estra vergine d'oliva ad altri condimenti grassi, ampliare la varietà di scelte alimentari, fare attenzione all'uso improprio di integratori, rispettare la sicurezza alimentare.
Diffondere buone abitudini in famiglia e tra amici – scegliere prodotti locali, evitare sprechi, ridurre la carne – è un contributo importante. Ridurre gli sprechi è un'azione altrettanto efficace per la salute del pianeta. “Le scelte individuali – sottolineano gli esperti dell'Organizzazione – sono una leva potente per il cambiamento collettivo”.
A fronte di queste importanti ed utili raccomandazioni dobbiamo sempre tenere presente che non conta solo quanto si mette a tavola, ma anche le condizioni lavorative ed economiche, l'equità nel trattamento dei lavoratori, la protezione degli animali e delle specie viventi. Le scelte individuali sono certamente un contributo solido alla sostenibilità ma non possiamo continuare a porre in carico ai singoli il compito di affrontare problemi sempre più drammatici che hanno vera e determinante origine nelle scelte politiche ed economiche che i governi del mondo continuano a fare. Le guerre che tanto affascinano i potenti, sia quelli che governano che quelli che producono, sono una delle cause determinanti del cambiamento climatico. Il nostro vero ruolo di cittadini non è solo cambiare alcuni comportamenti ma mettersi in gioco socialmente e politicamente per combattere le scelte strategiche che non tengono minimamente in conto l'ambiente o che persino lo negano a fronte della massa di fattori quotidianamente sotto i nostri occhi.
Buono: Il piacere organolettico.
Pulito: Prodotto nel rispetto dell'ambiente.
Giusto: Socialmente sostenibile, con una remunerazione equa per chi lavora la terra.
Un pianeta spaccato in due: secondo l'ultimo rapporto della commissione internazionale di scienziati “Eat-Lancet”. 3,7 miliardi di persone – quasi metà della popolazione mondiale - non hanno accesso a cibo sano, a un ambiente pulito o a un reddito dignitoso. Intanto, l'altra metà, la popolazione dei Paesi ad alto reddito, consuma e spreca in modo eccessivo risorse naturali. Quest'ultima parte di mondo è la stessa che sta affrontando problemi di salute causati proprio dall'alimentazione come obesità e malattie croniche. Ma esiste un modello alimentare sano e sostenibile a livello ambientale?
È soprattutto il modo in cui il cibo è prodotto e consumato ad avere un impatto sull'ambiente. Agricoltura e allevamento, governate sempre più da oligopoli spesso molto opachi nella loro gestione, contribuiscono in modo rilevante alle emissioni di gas serra, così come al consumo di acqua e suolo. In tutti i continenti, terre coltivate, risorse idriche e specie vegetali sono messe sotto pressione da eventi meteorologici estremi, conseguenza di scelte economiche nell'interesse di pochi ma con effetti sulla vita animale e sulla distribuzione del cibo. Secondo gli ultimi dati, globalmente la produzione e distribuzione dell'alimentazione sono causa del 30% delle emissioni di gas serra, principali responsabili del riscaldamento del pianeta. Le conseguenze di un livello così alto rappresentano una minaccia non solo per il clima stesso, ma anche per la biodiversità, per la disponibilità di acqua potabile e per la salute del suolo. A ciò si aggiungono l'aumento delle fonti inquinanti, dall'aria ai campi coltivati; si è inoltre intensificato l'utilizzo dei pesticidi, proprio per sostenere livelli produttivi che danneggiano seriamente i suoli e li rendono progressivamente sterili.
Un'alimentazione sana per l'ambiente fa bene anche alla nostra salute? Secondo la FAO, anche i consumatori sono parte della soluzione e possono compiere scelte che, oltre ad aiutare l'ambiente e le popolazioni più svantaggiate, fanno bene alla salute. Con l'obiettivo di consumare (e sprecare) meno, infatti, è più semplice adottare un regime alimentare equilibrato. Le raccomandazioni generali prevedono una dieta ricca di frutta e verdura fresche e di stagione, possibilmente facendo riferimento alla produzione locale, favorendo la biodiversità, le piccole economie locali e limitando i trasporti. Sono da preferire le proteine vegetali, come legumi, cereali integrali e frutta secca, non favorendo il consumo di origine animale dato che gli allevamenti intensivi consumano enormi quantità di acqua e di suolo.
Il significato della dieta mediterranea
La dieta mediterranea privilegia prodotti nutrienti, non lavorati e con basso contenuto di elementi potenzialmente nocivi come sale, zucchero, grassi. Le linee guida consigliano di bere abbondante acqua ogni giorno, ridurre al minimo possibile le bevande alcoliche, preferire l'olio estra vergine d'oliva ad altri condimenti grassi, ampliare la varietà di scelte alimentari, fare attenzione all'uso improprio di integratori, rispettare la sicurezza alimentare.
Diffondere buone abitudini in famiglia e tra amici – scegliere prodotti locali, evitare sprechi, ridurre la carne – è un contributo importante. Ridurre gli sprechi è un'azione altrettanto efficace per la salute del pianeta. “Le scelte individuali – sottolineano gli esperti dell'Organizzazione – sono una leva potente per il cambiamento collettivo”.
A fronte di queste importanti ed utili raccomandazioni dobbiamo sempre tenere presente che non conta solo quanto si mette a tavola, ma anche le condizioni lavorative ed economiche, l'equità nel trattamento dei lavoratori, la protezione degli animali e delle specie viventi. Le scelte individuali sono certamente un contributo solido alla sostenibilità ma non possiamo continuare a porre in carico ai singoli il compito di affrontare problemi sempre più drammatici che hanno vera e determinante origine nelle scelte politiche ed economiche che i governi del mondo continuano a fare. Le guerre che tanto affascinano i potenti, sia quelli che governano che quelli che producono, sono una delle cause determinanti del cambiamento climatico. Il nostro vero ruolo di cittadini non è solo cambiare alcuni comportamenti ma mettersi in gioco socialmente e politicamente per combattere le scelte strategiche che non tengono minimamente in conto l'ambiente o che persino lo negano a fronte della massa di fattori quotidianamente sotto i nostri occhi.
Condotta Slow Food
Empolese-Valdelsa
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