"La crisi dell'ordine internazionale", se ne parla al MMAB
20-05-2026 16:48 - Circondiario
Ultimo appuntamento con "Il Disordine Mondiale" un ciclo di sei incontri, realizzato dal Comune di Montelupo Fiorentino insieme alla redazione dell'Atlante delle guerre e dei conflitti del Mondo, con l'obiettivo di discutere e tentare di comprendere le trasformazioni del Mondo contemporaneo.
La rassegna si chiude con lunedì 25 maggio alle 21.00 al MMAB con un intevento del professor Alessandro Colombo, docente di Relazioni internazionali nel dipartimento di Studi internazionali, giuridici e storico-politici dell'Università degli Studi di Milano. Assieme alla giornalista Alice Pistolesi proverà a fornire uno sguardo globale alla crisi dell'ordine internazionale.
Negli ultimi anni il sistema internazionale costruito dopo la Seconda guerra mondiale attraversa una crisi sempre più profonda. Per decenni l'ordine mondiale si è fondato su alcuni principi condivisi: il rispetto della sovranità degli Stati, il ruolo delle organizzazioni internazionali, la cooperazione economica e diplomatica e l'idea che la guerra dovesse rappresentare un'eccezione estrema, regolata da norme precise del diritto internazionale. Oggi, però, molti di questi equilibri appaiono indeboliti. Sempre più spesso si parla della "fine dell'ordine internazionale così come lo abbiamo conosciuto", cioè della crisi di quel sistema di regole e valori che aveva garantito una relativa stabilità globale dalla seconda metà del Novecento.
Questa crisi si manifesta innanzitutto nella perdita di autorevolezza delle istituzioni internazionali. Organizzazioni come Nazioni Unite, nate con l'obiettivo di prevenire i conflitti e favorire il dialogo tra gli Stati, sembrano oggi meno capaci di intervenire efficacemente. Le grandi potenze agiscono spesso seguendo interessi nazionali immediati, anche quando ciò comporta la violazione di accordi internazionali o il blocco di decisioni comuni.
Il mondo appare quindi sempre più multipolare e frammentato, caratterizzato da rivalità economiche, militari e tecnologiche. Uno degli aspetti più evidenti di questa crisi riguarda le regole della guerra. Dopo gli orrori delle due guerre mondiali, il diritto internazionale aveva cercato di limitare la violenza attraverso convenzioni e trattati, stabilendo norme per la protezione dei civili, dei prigionieri e delle infrastrutture essenziali. Tuttavia, negli ultimi anni tali principi sono stati spesso ignorati o messi in discussione. I conflitti contemporanei mostrano una crescente brutalità e una riduzione del confine tra obiettivi militari e popolazione civile.
Un altro elemento centrale della crisi dell'ordine internazionale è la banalizzazione della guerra. Attraverso i social network e i mezzi di comunicazione digitali, i conflitti vengono spesso consumati come contenuti quotidiani: immagini di bombardamenti, distruzioni e morti scorrono continuamente sugli schermi, rischiando di generare assuefazione nell'opinione pubblica. La guerra diventa così qualcosa di costante e normalizzato, non più percepito come un evento eccezionale ma come parte ordinaria della realtà contemporanea. Inoltre, la diffusione della propaganda e della disinformazione rende sempre più difficile distinguere i fatti dalle manipolazioni. Un appuntamento denso dunque che toccherà le tante domande che molti cittadini si pongono davanti all'evidente cambio di paradigma e a un mutamento dell'ordine che abbiamo conosciuto fino ad oggi.
«L'intervento del professor Colombo chiude il percorso di approfondimento su politica internazionale, conflitti, corsa al riarmo e flussi migratori che ha cercato in questi mesi di fornirci chiavi di lettura su temi di cui ormai la nostra vita è intrisa. La partecipazione di pubblico – afferma l'assessore alla memoria e alla pace Lorenzo Nesi – evidenzia che abbiamo risposto al bisogno concreto di strumenti per comprendere la realtà che i media generalisti non offrono. Grazie quindi ai giornalisti dell'Atlante delle Guerre per il prezioso lavoro e il contributo critico offerto, e alla vicepresidente della Regione Diop per averci dato attenzione e aver anche direttamente partecipato.»
Fonte: Ufficio stampa
La rassegna si chiude con lunedì 25 maggio alle 21.00 al MMAB con un intevento del professor Alessandro Colombo, docente di Relazioni internazionali nel dipartimento di Studi internazionali, giuridici e storico-politici dell'Università degli Studi di Milano. Assieme alla giornalista Alice Pistolesi proverà a fornire uno sguardo globale alla crisi dell'ordine internazionale.
Negli ultimi anni il sistema internazionale costruito dopo la Seconda guerra mondiale attraversa una crisi sempre più profonda. Per decenni l'ordine mondiale si è fondato su alcuni principi condivisi: il rispetto della sovranità degli Stati, il ruolo delle organizzazioni internazionali, la cooperazione economica e diplomatica e l'idea che la guerra dovesse rappresentare un'eccezione estrema, regolata da norme precise del diritto internazionale. Oggi, però, molti di questi equilibri appaiono indeboliti. Sempre più spesso si parla della "fine dell'ordine internazionale così come lo abbiamo conosciuto", cioè della crisi di quel sistema di regole e valori che aveva garantito una relativa stabilità globale dalla seconda metà del Novecento.
Questa crisi si manifesta innanzitutto nella perdita di autorevolezza delle istituzioni internazionali. Organizzazioni come Nazioni Unite, nate con l'obiettivo di prevenire i conflitti e favorire il dialogo tra gli Stati, sembrano oggi meno capaci di intervenire efficacemente. Le grandi potenze agiscono spesso seguendo interessi nazionali immediati, anche quando ciò comporta la violazione di accordi internazionali o il blocco di decisioni comuni.
Il mondo appare quindi sempre più multipolare e frammentato, caratterizzato da rivalità economiche, militari e tecnologiche. Uno degli aspetti più evidenti di questa crisi riguarda le regole della guerra. Dopo gli orrori delle due guerre mondiali, il diritto internazionale aveva cercato di limitare la violenza attraverso convenzioni e trattati, stabilendo norme per la protezione dei civili, dei prigionieri e delle infrastrutture essenziali. Tuttavia, negli ultimi anni tali principi sono stati spesso ignorati o messi in discussione. I conflitti contemporanei mostrano una crescente brutalità e una riduzione del confine tra obiettivi militari e popolazione civile.
Un altro elemento centrale della crisi dell'ordine internazionale è la banalizzazione della guerra. Attraverso i social network e i mezzi di comunicazione digitali, i conflitti vengono spesso consumati come contenuti quotidiani: immagini di bombardamenti, distruzioni e morti scorrono continuamente sugli schermi, rischiando di generare assuefazione nell'opinione pubblica. La guerra diventa così qualcosa di costante e normalizzato, non più percepito come un evento eccezionale ma come parte ordinaria della realtà contemporanea. Inoltre, la diffusione della propaganda e della disinformazione rende sempre più difficile distinguere i fatti dalle manipolazioni. Un appuntamento denso dunque che toccherà le tante domande che molti cittadini si pongono davanti all'evidente cambio di paradigma e a un mutamento dell'ordine che abbiamo conosciuto fino ad oggi.
«L'intervento del professor Colombo chiude il percorso di approfondimento su politica internazionale, conflitti, corsa al riarmo e flussi migratori che ha cercato in questi mesi di fornirci chiavi di lettura su temi di cui ormai la nostra vita è intrisa. La partecipazione di pubblico – afferma l'assessore alla memoria e alla pace Lorenzo Nesi – evidenzia che abbiamo risposto al bisogno concreto di strumenti per comprendere la realtà che i media generalisti non offrono. Grazie quindi ai giornalisti dell'Atlante delle Guerre per il prezioso lavoro e il contributo critico offerto, e alla vicepresidente della Regione Diop per averci dato attenzione e aver anche direttamente partecipato.»
Fonte: Ufficio stampa






