La cultura può creare lavori: Musei dell’Empolese Valdelsa, al via il progetto per sei giovani tirocinanti
26-03-2026 08:02 - Circondiario
Sei giovani laureati pronti a entrare nel sistema museale territoriale con un percorso formativo e professionale di oltre un anno. È stato inaugurato mercoledì 25 marzo 2026, negli spazi dell’ITS Prodigi di Empoli, il progetto promosso dal MuDEV nell’ambito del bando regionale FSE+ “Giovani professionisti crescono nei musei”, con l’obiettivo di favorire occupazione stabile e qualificata nel settore culturale.
La mattinata di apertura ha visto la partecipazione delle istituzioni locali e regionali: il sindaco di Vinci Daniele Vanni, l’assessore alla cultura del Comune di Empoli Matteo Bensi, l’assessora al sistema museale di Montelupo Fiorentino Aglaia Viviani, Gabriele Mazzi del Dipartimento Cultura della Regione Toscana e la coordinatrice del progetto Cristina Gelli.
Il percorso prevede una prima fase di formazione teorica non formale di un mese (132 ore), avviata proprio il 25 marzo, seguita da dodici mesi di tirocinio (1200 ore) nelle sedi museali coinvolte: il BeGo di Castelfiorentino, il Museo di Palazzo Pretorio di Certaldo, il Museo della Collegiata di Sant’Andrea e il Museo del Vetro di Empoli, il Museo della Ceramica di Montelupo Fiorentino e il Museo Leonardiano di Vinci.
I partecipanti sono giovani under 30, in possesso di laurea magistrale in discipline umanistiche conseguita da meno di due anni, selezionati non solo per curriculum ma anche per la complementarità delle competenze.
“Questo è un progetto che riguarda il territorio, pervaso da ben 21 musei che fanno rete fra di loro e dove vengono portati avanti progetti che hanno una valenza sia dal punto di vista sociale, sia dal punto di vista di comunità, perché l'obiettivo di progetti come questo è quello di fare dei nostri musei dei luoghi che siano vissuti dalla cittadinanza”, ha dichiarato Daniele Vanni.
“A questo progetto, reso possibile dalla Regione Toscana, teniamo moltissimo: deve essere uno spunto di profonda formazione e crescita professionale, e con il quale sfatare finalmente quel mito per cui "con la cultura non si mangia". La cultura può e deve essere un campo di crescita occupazionale. La forza di questo progetto è l'ITS Prodigi, soggetto promotore, che è un partner che ci permette di qualificare ulteriormente questo percorso formativo”.
Sulla selezione dei partecipanti si è soffermata la coordinatrice Cristina Gelli: “Abbiamo cercato di selezionare i tirocinanti entro gli orizzonti di senso che ci siamo prefissi con questo progetto e ascoltando le loro storie abbiamo cercato di creare un gruppo di lavoro. La selezione è andata oltre la visione dei curricula di ognuno, ma abbiamo verificato che le singole competenze non fossero sovrapponibili, poiché il progetto a cui lavoreranno è un progetto di sistema. Non sono state scelte persone per ogni singolo museo, ma per l'intero sistema museale del Mudev, con l'obiettivo di comunicare la sua attività sul territorio”.
Il sostegno economico e strategico arriva dalla Regione Toscana, come spiegato da Gabriele Mazzi: “La Regione Toscana ha finanziato undici sistemi museali, andando a rappresentare tutte le province per circa due milioni di euro provenienti dai Fondi Sociali Europei. l'obiettivo finale è quello di aprire ancor di più i luoghi della cultura, rendendoli permeabili e avvicinandoli al pubblico.
Ciò sarà possibile anche grazie ai tirocinanti e ai loro tutor, che con il loro lavoro sul campo contribuiranno a rendere i musei, anche quelli più piccoli, maggiormente appetibili”.
Un ruolo chiave sarà quello delle nuove generazioni nel rendere i musei spazi vivi e accessibili, come ha sottolineato Aglaia Viviani: “La funzione dei musei per l'istruzione non è secondaria. Il museo deve essere un'astronave e non un sarcofago, cioè un posto da frequentare costantemente, e l'apporto di giovani con passione, come quelli che sono stati scelti per questo progetto è fondamentale alla riuscita di questo intento”.
Sull’importanza della collaborazione tra enti e formazione tecnica si è espresso anche Matteo Bensi: “Voglio ringraziare gli attori che hanno consentito di mettere gli insieme gli ingredienti per dare il via a questo progetto: gli uffici dei nostri Comuni, l'Asev, PromoPA, l'ITS Prodigi, che ha spinto molto per rendere realtà questa cosa, visto che siamo l'unico soggetto museale che ha proprio un ITS [istruzione Tecnologica Superiore] come soggetto promotore. Credo che una formazione tecnica e digitale coniugata ai saperi museali sia ciò di cui il Mudev ha bisogno. Per cui voglio ringraziare i tirocinanti per avere investito su questa esperienza”.
A chiudere, il commento di Paola Castellacci della Fondazione ITS Academy Prodigi: “Questo progetto interpreta pienamente la nostra missione: accompagnare i giovani verso il lavoro attraverso percorsi formativi concreti e altamente qualificati. La collaborazione con il sistema museale MuDEV e le amministrazioni locali testimonia il valore di una rete territoriale che crede nei talenti e investe nella loro crescita, con particolare attenzione all'innovazione digitale e all'accessibilità”.
Il progetto si inserisce così in una strategia più ampia di valorizzazione del sistema museale dell’Empolese Valdelsa, puntando su formazione, innovazione e occupazione giovanile per rafforzare il legame tra cultura e territorio.
La mattinata di apertura ha visto la partecipazione delle istituzioni locali e regionali: il sindaco di Vinci Daniele Vanni, l’assessore alla cultura del Comune di Empoli Matteo Bensi, l’assessora al sistema museale di Montelupo Fiorentino Aglaia Viviani, Gabriele Mazzi del Dipartimento Cultura della Regione Toscana e la coordinatrice del progetto Cristina Gelli.
Il percorso prevede una prima fase di formazione teorica non formale di un mese (132 ore), avviata proprio il 25 marzo, seguita da dodici mesi di tirocinio (1200 ore) nelle sedi museali coinvolte: il BeGo di Castelfiorentino, il Museo di Palazzo Pretorio di Certaldo, il Museo della Collegiata di Sant’Andrea e il Museo del Vetro di Empoli, il Museo della Ceramica di Montelupo Fiorentino e il Museo Leonardiano di Vinci.
I partecipanti sono giovani under 30, in possesso di laurea magistrale in discipline umanistiche conseguita da meno di due anni, selezionati non solo per curriculum ma anche per la complementarità delle competenze.
“Questo è un progetto che riguarda il territorio, pervaso da ben 21 musei che fanno rete fra di loro e dove vengono portati avanti progetti che hanno una valenza sia dal punto di vista sociale, sia dal punto di vista di comunità, perché l'obiettivo di progetti come questo è quello di fare dei nostri musei dei luoghi che siano vissuti dalla cittadinanza”, ha dichiarato Daniele Vanni.
“A questo progetto, reso possibile dalla Regione Toscana, teniamo moltissimo: deve essere uno spunto di profonda formazione e crescita professionale, e con il quale sfatare finalmente quel mito per cui "con la cultura non si mangia". La cultura può e deve essere un campo di crescita occupazionale. La forza di questo progetto è l'ITS Prodigi, soggetto promotore, che è un partner che ci permette di qualificare ulteriormente questo percorso formativo”.
Sulla selezione dei partecipanti si è soffermata la coordinatrice Cristina Gelli: “Abbiamo cercato di selezionare i tirocinanti entro gli orizzonti di senso che ci siamo prefissi con questo progetto e ascoltando le loro storie abbiamo cercato di creare un gruppo di lavoro. La selezione è andata oltre la visione dei curricula di ognuno, ma abbiamo verificato che le singole competenze non fossero sovrapponibili, poiché il progetto a cui lavoreranno è un progetto di sistema. Non sono state scelte persone per ogni singolo museo, ma per l'intero sistema museale del Mudev, con l'obiettivo di comunicare la sua attività sul territorio”.
Il sostegno economico e strategico arriva dalla Regione Toscana, come spiegato da Gabriele Mazzi: “La Regione Toscana ha finanziato undici sistemi museali, andando a rappresentare tutte le province per circa due milioni di euro provenienti dai Fondi Sociali Europei. l'obiettivo finale è quello di aprire ancor di più i luoghi della cultura, rendendoli permeabili e avvicinandoli al pubblico.
Ciò sarà possibile anche grazie ai tirocinanti e ai loro tutor, che con il loro lavoro sul campo contribuiranno a rendere i musei, anche quelli più piccoli, maggiormente appetibili”.
Un ruolo chiave sarà quello delle nuove generazioni nel rendere i musei spazi vivi e accessibili, come ha sottolineato Aglaia Viviani: “La funzione dei musei per l'istruzione non è secondaria. Il museo deve essere un'astronave e non un sarcofago, cioè un posto da frequentare costantemente, e l'apporto di giovani con passione, come quelli che sono stati scelti per questo progetto è fondamentale alla riuscita di questo intento”.
Sull’importanza della collaborazione tra enti e formazione tecnica si è espresso anche Matteo Bensi: “Voglio ringraziare gli attori che hanno consentito di mettere gli insieme gli ingredienti per dare il via a questo progetto: gli uffici dei nostri Comuni, l'Asev, PromoPA, l'ITS Prodigi, che ha spinto molto per rendere realtà questa cosa, visto che siamo l'unico soggetto museale che ha proprio un ITS [istruzione Tecnologica Superiore] come soggetto promotore. Credo che una formazione tecnica e digitale coniugata ai saperi museali sia ciò di cui il Mudev ha bisogno. Per cui voglio ringraziare i tirocinanti per avere investito su questa esperienza”.
A chiudere, il commento di Paola Castellacci della Fondazione ITS Academy Prodigi: “Questo progetto interpreta pienamente la nostra missione: accompagnare i giovani verso il lavoro attraverso percorsi formativi concreti e altamente qualificati. La collaborazione con il sistema museale MuDEV e le amministrazioni locali testimonia il valore di una rete territoriale che crede nei talenti e investe nella loro crescita, con particolare attenzione all'innovazione digitale e all'accessibilità”.
Il progetto si inserisce così in una strategia più ampia di valorizzazione del sistema museale dell’Empolese Valdelsa, puntando su formazione, innovazione e occupazione giovanile per rafforzare il legame tra cultura e territorio.






