La piazza del dolore e il fango social
17-10-2026 10:11 - Opinioni

Lunedì scorso la sezione locale del Partito Comunista ha organizzato un momento di raccoglimento in piazza della Vittoria appena saputo che una persona di poco più di 50 anni palestinese era stata uccisa a Gaza al matrimonio del figlio. E' membro di una famiglia che vive a Empoli e per questo, con l'appoggio di Empoli per la pace, hanno pensato che stringersi attorno ai suoi parenti che non lo possono piangere fosse un modo di testimoniare la vicinanza della nostra città che li ospita. I media locali hanno dato la notizia e la pagina facebook di gonews ha al momento 3150 commenti.
Si dice spesso che la viralità attiri profili falsi e bot. Non nascondiamoci, però, dietro agli algoritmi: la verità è che molti di questi commenti portano nome, cognome e volti reali che secernono un concentrato di bile e odio da far rabbrividire. Di esempi da citare ce ne sarebbero tanti e davvero non ne vale la pena. Un paio colpiscono. Per curiosità, su uno particolarmente pesante abbiamo cliccato ed era di una mamma che sfoggia come foto immagine i suoi due bei bambini piccoli, un profilo da famiglia del Mulino bianco, una di quelle che la mattina si alza cantando e fischiettando mentre prepara la colazione col cagnolino che scodinzola in cucina in attesa dei croccantini. Un altro, stavolta su clebs, è di una esponente politica valdelsana che ironizza sul fatto che il ragazzino palestinese che ha letto la lettera della famiglia della persona morta non parlasse bene l'italiano. Un altro click e, guarda caso, sul suo profilo scopri che, lo stesso giorno, fa gli auguri di compleanno alla figlia (auguri anche da parte nostra) più o meno coetanea dell'adolescente palestinese. Beh, non serve essere Madre Teresa di Calcutta ma basta avere un briciolo di umanità per capire che il giovane palestinese si è trovato catapultato a migliaia di km da casa per una guerra ed evidentemente non ha ancora un italiano fluente. E non merita ironie di alcun tipo. Se la figlia che ha spento le candeline si fosse trovata nella situazione del coetaneo non sarebbe successo lo stesso? O avrebbe parlato un arabo fluente? Perché ironizzare su un ragazzino oltretutto emozionato per il contesto ed il dramma familiare?
La questione di fondo è che lunedì sera non si parlava di politica, di governo, di scioperi, di campo largo, di temi che dividono. Si parlava di una persona morta ad un matrimonio, uno dei momenti più belli di festa per chiunque trasformatosi in tragedia. E si abbracciava la sua famiglia. Il fatto che questo abbia portato ad un fiume di commenti pieni di odio fa riflettere sul clima che c'è ormai anche nella nostra città. Ognuno la può pensare come vuole sul tema palestinese ma niente può giustificare la mancanza di rispetto ad una persona come noi che è morta ed a chi lo ricorda. La saggezza di Socrate non è mai stata così attuale: "Chi offende il prossimo non fa che rivelare la propria miseria interiore".






