La proposta di Empoli in Azione: i nidi teniamoli aperti in orari estesi per sostenere le famiglie
21-05-2026 22:05 - Cronaca
Empoli in Azione lancia la proposta di un progetto pilota di asili nido pubblici con orario esteso per sostenere famiglie, natalità e lavoratori turnisti. A presentare l'iniziativa è il segretario Luca Ferrara, che invita il Comune di Empoli ad avviare un servizio sperimentale pensato per rispondere ai nuovi bisogni delle famiglie moderne e di chi lavora su turni, anche nelle ore serali e notturne. “La crisi demografica che sta attraversando l'Italia non è un fenomeno astratto: riguarda direttamente il futuro delle nostre città, della nostra economia e della qualità della vita delle famiglie – afferma Ferrara –. Tra le principali cause del drastico calo delle nascite vi è anche la difficoltà concreta di conciliare lavoro e genitorialità”.
Secondo Empoli in Azione, sebbene la situazione degli asili nido tradizionali a Empoli non sia drammatica come in altre città italiane, resta invece scoperto il tema dell'assistenza all'infanzia durante la sera, la notte e i fine settimana, un problema che colpisce soprattutto chi lavora nella sanità, nelle forze dell'ordine, nei servizi pubblici, nel turismo, nella logistica e in tutte le professioni organizzate su turnazioni. “Troppo spesso le alternative diventano il cambio di mansione, il part-time – sostenuto prevalentemente dalle donne – o addirittura le dimissioni dal lavoro. In altri casi molte famiglie scelgono di lasciare Empoli e tornare nelle proprie città di origine per poter contare sull'aiuto dei nonni e della rete familiare”, spiega Ferrara.
Nel comunicato viene sottolineato anche il peso crescente del caro vita e degli affitti, che rende sempre più difficile sostenere i costi di babysitter private. “Anche coppie con stipendi normali si trovano nella condizione di non potersi concedere per anni nemmeno una serata fuori o un cinema senza figli. Questo non è solo un problema economico: è un problema di qualità della vita, di tenuta delle relazioni familiari e di libertà personale”.
Empoli in Azione richiama inoltre alcuni modelli europei già sperimentati in Francia, nei Paesi nordici, in Germania e nei Paesi Bassi, dove i servizi per l'infanzia sono stati adattati ai cambiamenti del mondo del lavoro attraverso orari flessibili e assistenza notturna per i figli di operatori sanitari e lavoratori essenziali. La proposta punta però a mantenere una forte regia pubblica. “Questo progetto deve avere una guida e una garanzia pubblica. Il Comune di Empoli deve essere il soggetto promotore e coordinatore dell'iniziativa, perché il diritto all'infanzia e il sostegno alle famiglie non possono essere demandati esclusivamente al mercato”. Per questo Empoli in Azione immagina un progetto sperimentale sostenuto attraverso collaborazioni con terzo settore, fondazioni bancarie, cooperative e altri soggetti interessati, così da verificarne la sostenibilità economica e organizzativa con costi proporzionati al reddito delle famiglie. “Non parliamo di un servizio di lusso, ma di una nuova infrastruttura sociale necessaria per una città moderna”, conclude Ferrara. “Se non vogliamo che Empoli perda insegnanti, medici, infermieri, operatori sanitari, personale delle forze dell'ordine e tanti altri lavoratori indispensabili, dobbiamo creare servizi adeguati ai tempi in cui viviamo. Un progetto pubblico di asili nido h24 significherebbe più tutela della comunità, più parità di genere, più libertà per le famiglie e una città più giusta, moderna e vicina ai bisogni reali delle persone”.
Secondo Empoli in Azione, sebbene la situazione degli asili nido tradizionali a Empoli non sia drammatica come in altre città italiane, resta invece scoperto il tema dell'assistenza all'infanzia durante la sera, la notte e i fine settimana, un problema che colpisce soprattutto chi lavora nella sanità, nelle forze dell'ordine, nei servizi pubblici, nel turismo, nella logistica e in tutte le professioni organizzate su turnazioni. “Troppo spesso le alternative diventano il cambio di mansione, il part-time – sostenuto prevalentemente dalle donne – o addirittura le dimissioni dal lavoro. In altri casi molte famiglie scelgono di lasciare Empoli e tornare nelle proprie città di origine per poter contare sull'aiuto dei nonni e della rete familiare”, spiega Ferrara.
Nel comunicato viene sottolineato anche il peso crescente del caro vita e degli affitti, che rende sempre più difficile sostenere i costi di babysitter private. “Anche coppie con stipendi normali si trovano nella condizione di non potersi concedere per anni nemmeno una serata fuori o un cinema senza figli. Questo non è solo un problema economico: è un problema di qualità della vita, di tenuta delle relazioni familiari e di libertà personale”.
Empoli in Azione richiama inoltre alcuni modelli europei già sperimentati in Francia, nei Paesi nordici, in Germania e nei Paesi Bassi, dove i servizi per l'infanzia sono stati adattati ai cambiamenti del mondo del lavoro attraverso orari flessibili e assistenza notturna per i figli di operatori sanitari e lavoratori essenziali. La proposta punta però a mantenere una forte regia pubblica. “Questo progetto deve avere una guida e una garanzia pubblica. Il Comune di Empoli deve essere il soggetto promotore e coordinatore dell'iniziativa, perché il diritto all'infanzia e il sostegno alle famiglie non possono essere demandati esclusivamente al mercato”. Per questo Empoli in Azione immagina un progetto sperimentale sostenuto attraverso collaborazioni con terzo settore, fondazioni bancarie, cooperative e altri soggetti interessati, così da verificarne la sostenibilità economica e organizzativa con costi proporzionati al reddito delle famiglie. “Non parliamo di un servizio di lusso, ma di una nuova infrastruttura sociale necessaria per una città moderna”, conclude Ferrara. “Se non vogliamo che Empoli perda insegnanti, medici, infermieri, operatori sanitari, personale delle forze dell'ordine e tanti altri lavoratori indispensabili, dobbiamo creare servizi adeguati ai tempi in cui viviamo. Un progetto pubblico di asili nido h24 significherebbe più tutela della comunità, più parità di genere, più libertà per le famiglie e una città più giusta, moderna e vicina ai bisogni reali delle persone”.






