La protesta studentesca non si ferma: occupato il Virgilio
02-11-2026 09:30 - Primo piano
Da stamani, lunedì 2 novembre un'altra scuola empoelse è in agitazione. Il liceo Virgilio ha deciso l'occupazione. I motivi? Sono espressi in un comunicato che gli stessi studenti hanno diramanto. Eccone il testo integrale:
Oggi gli studenti del'IIS Virgilio Empoli, occupano la LORO scuola.
Studenti e Studentesse
Guardatevi intorno: guardate i vostri compagni, i vostri amici, le persone con le quali condividete queste aule ogni singolo giorno.E Adesso guardate la situazione scolastica italiana e domandatevi tutti: ci meritiamo davvero di vivere in queste condizioni?
Ce lo domandiamo perché coloro che dovrebbero proteggerci e rappresentarci con onore ci sputano addosso dati ed informazioni il cui unico obiettivo è ammanettarci per aver commesso il "reato, di aver contribuito a costruirci un futuro. Era il 2023 e l'Italia occupava il terzultimo posto per gli investimenti scolastici a livello europeo e nel mentre, da ormai 3 anni, le spese militari hanno raggiunto il doppio di quelle per l'istruzione . Ad oggi la situazione non è cambiata affatto, anzi: il 3.9% del PIL Italiano viene stanziato nell'istruzione, ma la media è del 4.7%, sotto dello 0.8%, vale a dire 18 mld di euro e sono insufficienti . Dal biennio 2026/2028 sono stati tolti dal sistema didattico altri 620 mln di euro e adesso arriva il dato drammatico. A livello nazionale il 32% degli studenti ha sulla testa ogni mattina un edificio segnalato almeno una volta dalle autorità per cedimenti strutturali, mentre al 13% mancano risorse come computer ed aule e al 31% mancano direttamente i professori per mancanza di personale scolastico. Nel 2024 la percentuale di ragazzi che ha fatto richiesta per rinunciare agli studi è stata devastante: 9.8%, 215.000 studenti. E allora la nostra domanda a voi istituzioni è la seguente: vogliamo stare ad aspettare l'ennesimo risultato deludente che questo governo si porterà a casa? Noi crediamo di no e crediamo che sia arrivato il momento di ricordare a tutte le cariche che non siamo numeri sul registro elettronico, non siamo numeri sulla stessa logorroica statistica del governo, non siamo una media, un voto sul tabellone o una percentuale di assenze. Siamo persone, persone che nonostante tutte le avversità continuano a rimanere in piedi e a non piegarsi e non lo faranno mai, sopratutto se in ballo c'è il nostro futuro;
il ministro Valditara lo sa molto bene che, se il suo ministero ignora la prima voce del suo popolo, la scuola rischia di perdere l'unica e vera ragione per cui essa è nata: la formazione dei ragazzi e delle ragazze.
E mentre parliamo , c'è una famiglia che deve fare rinunce importanti a livello economico perché per i suoi due figli deve arrivare a spendere oltre 4.000 euro l'anno fra libri scolastici, materiale didattico e trasporto pubblico, sempre che si degni di arrivare dopo le manovre del ministro Salvini (ovvero nessuna in concreto dopo ben 4 anni di "Ma quanto devi essere cretino a dipingere sui muri" oppure "con questa nuova legge elettorale..."). Questa storia deve avere un fine e nel più breve tempo possibile. Il Virgilio ha scelto da che parte schierarsi e non cederà finché le nostre richieste non vengano riconosciute ed attuate.
Per questo motivo il Virgilio oggi ha scelto di occupare affinché l'istruzione italiana possa riprendere campo in un paese sempre più sull'orlo del collasso. Studenti e studentesse, la partita tra noi e il governo è ancora aperta, basta non farsi rubare le carte delle opportunità.
Aggiungiamo che ieri alla voce bacheca del registro elettronico è stata pubblicata una circolare riguardo alla nostra occupazione, ci teniamo a replicare riguardo ai punti più importanti.
Rileggendo attentamente la lettera della nostra preside , riteniamo necessario soffermarci su alcune affermazioni che, a nostro avviso, restituiscono un'immagine distorta delle finalità e dell'organizzazione della nostra occupazione.
In primo luogo, viene sostenuto che il programma da noi proposto non garantirebbe un «confronto dialettico e non unilaterale», lasciando intendere che l'iniziativa abbia l'obiettivo di promuovere un'unica visione politica o di veicolare un preciso orientamento ideologico. Si tratta di un'accusa che non rispecchia le decisioni prese durante le nostre riunioni organizzative. Abbiamo infatti scelto consapevolmente di escludere qualsiasi intervento che potesse essere percepito come politicamente schierato o non imparziale, proprio per preservare il carattere apartitico e pluralista della scuola. In quest'ottica, sono state scartate anche proposte che avrebbero potuto trasformare l'occupazione in un'occasione di contrapposizione tra esponenti politici, estranea alle finalità che ci siamo prefissati.
In secondo luogo, la lettera afferma che la nostra iniziativa «rappresenterebbe la negazione delle stesse istanze democratiche che si ha la falsa pretesa di rivendicare». Riteniamo questa affermazione particolarmente grave, perché mette in discussione non soltanto le modalità della nostra protesta, ma anche la legittimità delle motivazioni che la animano. L'occupazione non nasce con l'intento di sottrarsi al confronto, né tantomeno di trasformare la scuola in un'occasione di semplice svago. Al contrario, vuole essere un momento di partecipazione, informazione, approfondimento e consapevolezza rispetto alle problematiche che attraversano l'Italia contemporanea, comprese quelle che riguardano il funzionamento e la tutela dei principi democratici. Ridurre tutto questo a un'iniziativa priva di valore formativo significa ignorare le ragioni e il lavoro che ne hanno accompagnato l'organizzazione.
Infine, viene sollevata la questione della presenza di studenti con particolari fragilità, che potrebbero non trovare nell'occupazione un ambiente sereno e adeguato alle proprie esigenze. Si tratta di una preoccupazione che merita certamente attenzione, ma rispetto alla quale sono già state adottate misure concrete: tra queste, la decisione di consentire l'ingresso agli insegnanti di sostegno, proprio per garantire la maggiore inclusività possibile e non escludere chi necessita di un supporto specifico. La tutela del benessere di tutti gli studenti rappresenta infatti una responsabilità che non intendiamo sottovalutare.
Crediamo che queste precisazioni siano fondamentali, soprattutto perché la lettera in questione si rivolge a una componente della comunità scolastica, quella dei genitori, che spesso non ha avuto modo di seguire direttamente il percorso organizzativo dell'occupazione e di conoscere nel dettaglio le attività previste e le decisioni assunte. Proprio per questo, alcune affermazioni, se non accompagnate da una ricostruzione completa dei fatti, rischiano di apparire convincenti e fondate, contribuendo a diffondere una rappresentazione parziale della nostra iniziativa.
Riteniamo quindi necessario rispondere con chiarezza, non per alimentare uno scontro, ma per ristabilire una corretta informazione e permettere a tutta la comunità scolastica di valutare la situazione sulla base di elementi concreti, delle reali intenzioni degli studenti e delle misure effettivamente previste.
Oggi gli studenti del'IIS Virgilio Empoli, occupano la LORO scuola.
Studenti e Studentesse
Guardatevi intorno: guardate i vostri compagni, i vostri amici, le persone con le quali condividete queste aule ogni singolo giorno.E Adesso guardate la situazione scolastica italiana e domandatevi tutti: ci meritiamo davvero di vivere in queste condizioni?
Ce lo domandiamo perché coloro che dovrebbero proteggerci e rappresentarci con onore ci sputano addosso dati ed informazioni il cui unico obiettivo è ammanettarci per aver commesso il "reato, di aver contribuito a costruirci un futuro. Era il 2023 e l'Italia occupava il terzultimo posto per gli investimenti scolastici a livello europeo e nel mentre, da ormai 3 anni, le spese militari hanno raggiunto il doppio di quelle per l'istruzione . Ad oggi la situazione non è cambiata affatto, anzi: il 3.9% del PIL Italiano viene stanziato nell'istruzione, ma la media è del 4.7%, sotto dello 0.8%, vale a dire 18 mld di euro e sono insufficienti . Dal biennio 2026/2028 sono stati tolti dal sistema didattico altri 620 mln di euro e adesso arriva il dato drammatico. A livello nazionale il 32% degli studenti ha sulla testa ogni mattina un edificio segnalato almeno una volta dalle autorità per cedimenti strutturali, mentre al 13% mancano risorse come computer ed aule e al 31% mancano direttamente i professori per mancanza di personale scolastico. Nel 2024 la percentuale di ragazzi che ha fatto richiesta per rinunciare agli studi è stata devastante: 9.8%, 215.000 studenti. E allora la nostra domanda a voi istituzioni è la seguente: vogliamo stare ad aspettare l'ennesimo risultato deludente che questo governo si porterà a casa? Noi crediamo di no e crediamo che sia arrivato il momento di ricordare a tutte le cariche che non siamo numeri sul registro elettronico, non siamo numeri sulla stessa logorroica statistica del governo, non siamo una media, un voto sul tabellone o una percentuale di assenze. Siamo persone, persone che nonostante tutte le avversità continuano a rimanere in piedi e a non piegarsi e non lo faranno mai, sopratutto se in ballo c'è il nostro futuro;
il ministro Valditara lo sa molto bene che, se il suo ministero ignora la prima voce del suo popolo, la scuola rischia di perdere l'unica e vera ragione per cui essa è nata: la formazione dei ragazzi e delle ragazze.
E mentre parliamo , c'è una famiglia che deve fare rinunce importanti a livello economico perché per i suoi due figli deve arrivare a spendere oltre 4.000 euro l'anno fra libri scolastici, materiale didattico e trasporto pubblico, sempre che si degni di arrivare dopo le manovre del ministro Salvini (ovvero nessuna in concreto dopo ben 4 anni di "Ma quanto devi essere cretino a dipingere sui muri" oppure "con questa nuova legge elettorale..."). Questa storia deve avere un fine e nel più breve tempo possibile. Il Virgilio ha scelto da che parte schierarsi e non cederà finché le nostre richieste non vengano riconosciute ed attuate.
Per questo motivo il Virgilio oggi ha scelto di occupare affinché l'istruzione italiana possa riprendere campo in un paese sempre più sull'orlo del collasso. Studenti e studentesse, la partita tra noi e il governo è ancora aperta, basta non farsi rubare le carte delle opportunità.
Aggiungiamo che ieri alla voce bacheca del registro elettronico è stata pubblicata una circolare riguardo alla nostra occupazione, ci teniamo a replicare riguardo ai punti più importanti.
Rileggendo attentamente la lettera della nostra preside , riteniamo necessario soffermarci su alcune affermazioni che, a nostro avviso, restituiscono un'immagine distorta delle finalità e dell'organizzazione della nostra occupazione.
In primo luogo, viene sostenuto che il programma da noi proposto non garantirebbe un «confronto dialettico e non unilaterale», lasciando intendere che l'iniziativa abbia l'obiettivo di promuovere un'unica visione politica o di veicolare un preciso orientamento ideologico. Si tratta di un'accusa che non rispecchia le decisioni prese durante le nostre riunioni organizzative. Abbiamo infatti scelto consapevolmente di escludere qualsiasi intervento che potesse essere percepito come politicamente schierato o non imparziale, proprio per preservare il carattere apartitico e pluralista della scuola. In quest'ottica, sono state scartate anche proposte che avrebbero potuto trasformare l'occupazione in un'occasione di contrapposizione tra esponenti politici, estranea alle finalità che ci siamo prefissati.
In secondo luogo, la lettera afferma che la nostra iniziativa «rappresenterebbe la negazione delle stesse istanze democratiche che si ha la falsa pretesa di rivendicare». Riteniamo questa affermazione particolarmente grave, perché mette in discussione non soltanto le modalità della nostra protesta, ma anche la legittimità delle motivazioni che la animano. L'occupazione non nasce con l'intento di sottrarsi al confronto, né tantomeno di trasformare la scuola in un'occasione di semplice svago. Al contrario, vuole essere un momento di partecipazione, informazione, approfondimento e consapevolezza rispetto alle problematiche che attraversano l'Italia contemporanea, comprese quelle che riguardano il funzionamento e la tutela dei principi democratici. Ridurre tutto questo a un'iniziativa priva di valore formativo significa ignorare le ragioni e il lavoro che ne hanno accompagnato l'organizzazione.
Infine, viene sollevata la questione della presenza di studenti con particolari fragilità, che potrebbero non trovare nell'occupazione un ambiente sereno e adeguato alle proprie esigenze. Si tratta di una preoccupazione che merita certamente attenzione, ma rispetto alla quale sono già state adottate misure concrete: tra queste, la decisione di consentire l'ingresso agli insegnanti di sostegno, proprio per garantire la maggiore inclusività possibile e non escludere chi necessita di un supporto specifico. La tutela del benessere di tutti gli studenti rappresenta infatti una responsabilità che non intendiamo sottovalutare.
Crediamo che queste precisazioni siano fondamentali, soprattutto perché la lettera in questione si rivolge a una componente della comunità scolastica, quella dei genitori, che spesso non ha avuto modo di seguire direttamente il percorso organizzativo dell'occupazione e di conoscere nel dettaglio le attività previste e le decisioni assunte. Proprio per questo, alcune affermazioni, se non accompagnate da una ricostruzione completa dei fatti, rischiano di apparire convincenti e fondate, contribuendo a diffondere una rappresentazione parziale della nostra iniziativa.
Riteniamo quindi necessario rispondere con chiarezza, non per alimentare uno scontro, ma per ristabilire una corretta informazione e permettere a tutta la comunità scolastica di valutare la situazione sulla base di elementi concreti, delle reali intenzioni degli studenti e delle misure effettivamente previste.






