La scuola che vorremmo, gli scout scrivono al ministro ed al sindaco
06-02-2026 09:11 - Cronaca
Alla cortese attenzione di:
Giuseppe Valditara, Ministro dell'Istruzione e del Merito.
Giuseppe Valditara, Ministro dell'Istruzione e del Merito.
Siamo il Clan-Fuoco Kairos del gruppo scout Agesci Empoli 2, un gruppo di 17 giovani tra i 17 e i 21 anni che, attraverso il cammino scout, cerca di osservare con attenzione la realtà che ci circonda e di contribuire, nel proprio piccolo, a costruire un mondo migliore. Negli ultimi mesi abbiamo riflettuto insieme sul sistema scolastico italiano, sulle esperienze che viviamo ogni giorno come studenti e sulle difficoltà che incontriamo. Crediamo che la scuola sia un pilastro fondamentale per la crescita personale e civica di ogni ragazzo e ragazza, ma riteniamo anche che oggi siano presenti alcune criticità che meritano di essere ascoltate e affrontate.
Con questa lettera desideriamo condividere il nostro punto di vista, offrendo la prospettiva di chi la scuola la vive quotidianamente e crede nel suo potere di formare cittadini e cittadine consapevoli, curiosi e capaci di costruire il futuro del nostro Paese. Per questo motivo abbiamo scelto di approfondire alcuni temi che riteniamo particolarmente importanti e che toccano da vicino la nostra esperienza quotidiana. Nei paragrafi che seguono proponiamo alcune riflessioni sul bisogno di classi meno numerose e di programmi didattici più attuali, sul ruolo dell'intelligenza artificiale e dei dispositivi tecnologici nella scuola e sulla necessità di pensare ad una educazione economica oltre che ad una sessuo-affettiva. Crediamo, inoltre, che sia necessario migliorare l'educazione civica, il modo in cui viene vissuto il sistema dei voti e, infine, il rapporto tra scuola e mondo del lavoro. Il nostro intento non è criticare senza proporre alternative, ma offrire un contributo sincero e costruttivo, nella speranza che le nostre osservazioni possano essere utili per migliorare la scuola che viviamo oggi e quella che desideriamo per le generazioni future
Formazione scuola-lavoro (FSL)
Negli ultimi anni abbiamo sperimentato i PCTO (la nuova FSL), che avrebbero l'obiettivo di aiutarci a conoscere il mondo del lavoro e a sviluppare competenze utili per il nostro futuro. Tuttavia, molte delle esperienze proposte nelle scuole risultano poco significative: spesso ripetitive, scollegate dai nostri interessi e, in alcuni casi, prive di reale valore formativo. Ci viene chiesto di completare un numero elevato di ore che raramente corrispondono ad attività davvero utili: spesso si tratta di compiti marginali, osservazioni passive o semplici presenze che non ci permettono né di imparare qualcosa di nuovo né di orientarci davvero. Crediamo che l'attuale alternanza scuola-lavoro non riesca a raggiungere pienamente i suoi obiettivi.
Per questo proponiamo:
1. una revisione complessiva del sistema FSL, con una maggiore qualità delle esperienze;
2. attività più personalizzate, che tengano conto degli interessi, delle attitudini e dei percorsi di studio degli studenti;
3. collaborazioni reali con enti, imprese, associazioni e professionisti del territorio, per offrire esperienze concrete e non puramente formali;
4. maggiore formazione e supporto alle scuole nell'organizzazione, per evitare attività improvvisate o poco coerenti.
Riteniamo che una formazione scuola-lavoro ripensata possa diventare una vera occasione di crescita e non un semplice adempimento burocratico.
Riduzione del numero di studenti per classe
Uno dei problemi più urgenti nella scuola italiana è la presenza di classi sovraffollate, spesso composte da più di 25-30 studenti. Questo rende estremamente difficile garantire un'attenzione individualizzata e assicurare un ambiente di apprendimento sereno ed efficace. Classi così numerose limitano la possibilità per i docenti di adottare metodologie didattiche attive, laboratoriali e personalizzate, che richiedono tempi, spazi e monitoraggi continui. Inoltre, il sovraffollamento incide negativamente sul benessere psicologico degli studenti, che spesso non trovano lo spazio per esprimersi e sviluppare le proprie competenze.
Chiediamo quindi:
1. di stabilire un tetto massimo più basso di studenti per classe, soprattutto nei contesti più fragili e nei primi anni dei percorsi scolastici;
2. di avviare un piano di assunzione di docenti e personale ATA per rendere possibile una distribuzione equilibrata;
3. di adeguare gli spazi scolastici, creando nuovi ambienti e ristrutturando quelli esistenti per evitare accorpamenti forzati.
Ridurre il numero di studenti per classe non è solo una misura organizzativa, ma un investimento fondamentale per migliorare la qualità dell'istruzione.
Ruolo dell'intelligenza artificiale e dei dispositivi tecnologici nella scuola
Viviamo in un'epoca in cui tecnologia e intelligenza artificiale fanno sempre più parte della nostra quotidianità. Per questo crediamo che la scuola non debba ignorare questo cambiamento, ma integrarlo con consapevolezza. L'intelligenza artificiale permette di proporre esercizi su misura per ogni studente, riconoscendo le singole difficoltà e rispettando i diversi ritmi di apprendimento. Può offrire spiegazioni aggiuntive, semplificate o approfondite, generare mappe concettuali, riassunti e materiali di supporto che facilitano lo studio autonomo.
Chiediamo quindi:
1. percorsi di formazione per studenti e docenti sull'uso consapevole dell'intelligenza artificiale, così da integrare nella didattica strumenti utili e affidabili. Rinnovamento dei programmi scolastici. In molte materie i programmi scolastici risultano datati e non sempre adatti ai bisogni degli studenti
di oggi. Spesso si richiede di studiare una quantità enorme di contenuti in poco tempo, senza dare spazio ad attività che permettano di comprendere davvero ciò che si impara e di applicarlo nella realtà. Inoltre, molti programmi non considerano appieno i cambiamenti del mondo moderno: tecnologia, nuove forme di lavoro, cittadinanza digitale, sostenibilità. Così la scuola rischia di non preparare completamente gli studenti ad affrontare le sfide contemporanee.
Chiediamo quindi:
1. di aggiornare i programmi rendendoli più attuali e vicini alla realtà di oggi;
2. di dare più spazio a competenze come educazione digitale, sostenibilità, educazione civica e comunicazione;
3. di collegare maggiormente le diverse materie attraverso progetti e attività pratiche;
4. di fornire alle scuole materiali e strumenti moderni, soprattutto digitali. L'obiettivo è una scuola che aiuti davvero gli studenti a crescere e a prepararsi per il futuro.
Ripensare il sistema dei voti e della valutazione
La valutazione è una parte centrale della vita scolastica, ma spesso viene percepita come un momento di giudizio più che di crescita. I voti numerici, pur essendo pratici, non sempre raccontano il percorso, l'impegno, i progressi o le difficoltà del singolo studente. In molti casi generano ansia, competizione e un'eccessiva attenzione al risultato anziché al processo. Abbiamo osservato che in altri Paesi, come la Finlandia, si dà maggiore spazio a lavori di gruppo, progetti pratici e compiti di realtà, che sviluppano competenze utili anche nel mondo del lavoro: comunicazione, problem solving, collaborazione.
Per questo proponiamo:
1. un sistema di valutazione più equilibrato, che affianchi ai voti numerici valutazioni descrittive più approfondite;
2. maggiore attenzione ai progressi personali;
3. più spazio a progetti, lavori di gruppo e attività pratiche;
4. verifiche più diversificate (presentazioni, ricerche, esperimenti);
5. una formazione adeguata per i docenti affinché la valutazione sia uno strumento educativo e non punitivo.
Riteniamo che ripensare la valutazione possa rendere la scuola più motivante, umana e orientata alla crescita.
Educazione civica
L'educazione civica, così come è proposta oggi in molte scuole, viene spesso percepita come una materia poco strutturata, senza una programmazione chiara e con temi ripetuti che dipendono dal singolo docente e non da un percorso comune. Spesso si affrontano temi teorici lontani dalla realtà, con collegamenti forzati che non aiutano davvero a diventare cittadini consapevoli. Crediamo che l'educazione civica debba diventare un vero spazio per imparare a vivere nella società: capire diritti e doveri, affrontare sfide moderne, sviluppare senso critico.
Chiediamo quindi:
1. una programmazione chiara e uniforme, con obiettivi comuni in tutte le scuole;
2. più attività pratiche (discussioni guidate, simulazioni, laboratori, incontri con esperti);
3. meno teoria ripetitiva e più attenzione a temi attuali come disinformazione online, sicurezza digitale, rispetto delle diversità, parità di genere;
4. progetti con associazioni del territorio per rendere l'educazione civica concreta;
5. materiali aggiornati e strumenti interattivi per coinvolgere maggiormente gli studenti.
Riteniamo che un'educazione civica rinnovata possa formare cittadini informati, responsabili e attivi.
Educazione finanziaria e sessuo-affettiva
L'educazione finanziaria e quella sessuo-affettiva stanno diventando aspetti sempre più centrali nella crescita dei giovani, perché ci permettono di capire meglio la realtà in cui viviamo. Crediamo che queste materie debbano essere introdotte con attività guidate da specialisti competenti, in grado di offrire informazioni corrette e rispondere ai molti dubbi che ragazzi e ragazze spesso si portano dietro. Parlare di questi temi è fondamentale per crescere in modo consapevole. Senza un minimo di educazione economica è più facile commettere errori, cadere nel gioco d'azzardo, fare acquisti impulsivi o farsi ingannare online. Allo stesso modo, evitare i temi affettivi e sessuali può portare a comportamenti rischiosi o poco responsabili.
Chiediamo quindi:
1. l'introduzione di percorsi strutturati di educazione finanziaria e sessuale–affettiva, con incontri periodici guidati da esperti qualificati;
2. un'attenzione specifica ai comportamenti a rischio legati sia alla gestione del denaro sia alla sfera affettiva e sessuale;
3. materiali chiari, aggiornati e adeguati all'età, utili a sviluppare benessere economico, relazionale e personale. Riteniamo che investire in queste educazioni significhi formare cittadini più informati, sicuri e capaci di compiere scelte responsabili.
In conclusione, crediamo profondamente che la scuola debba essere un luogo capace di ascoltare i bisogni dei giovani e di prepararli davvero alle sfide del presente e del futuro. Le proposte che abbiamo condiviso nascono dalla nostra esperienza quotidiana e dal desiderio sincero di contribuire al miglioramento di un sistema che riteniamo essenziale per la crescita di ogni cittadino. Siamo convinti che investire in classi meno numerose, programmi più attuali, un uso consapevole delle tecnologie, una valutazione più equa e percorsi di educazione economica, affettiva e un'educazione civica più efficace possa rendere la scuola un ambiente più inclusivo, motivante e vicino alla vita reale.
La ringraziamo per l'attenzione e per il tempo dedicato alla lettura delle nostre proposte. Rimaniamo disponibili a dialogare e ad approfondire questi temi, con la speranza di vedere una scuola sempre più attenta, umana e capace di formare cittadini liberi, consapevoli e responsabili.
Con rispetto,
Il Clan-Fuoco Kairos, Gruppo Scout Empoli 2
Il Clan-Fuoco Kairos, Gruppo Scout Empoli 2
Fonte: Ufficio stampa






