La sezione PCI "Abdon Mori" di Empoli aderisce al boicottaggio dei farmaci Teva
15-06-2026 09:54 - Politica
La sezione "Abdon Mori" di Empoli del Partito Comunista Italiano annuncia la propria adesione alla campagna di boicottaggio economico nei confronti dei prodotti della multinazionale farmaceutica Teva Pharmaceutical Industries.
In una nota diffusa alla stampa, il PCI empolese afferma di ritenere che «la solidarietà internazionalista con i popoli oppressi non debba limitarsi alle parole, ma debba tradursi in azioni concrete volte a colpire gli interessi economici di chi sostiene, direttamente o indirettamente, l'apparato militare e statale israeliano».
Secondo la sezione comunista, Teva, tra i principali produttori mondiali di farmaci equivalenti, rappresenterebbe «uno dei pilastri dell'economia dello Stato d'Israele» e, per questo motivo, il boicottaggio dei suoi prodotti costituirebbe «un segnale chiaro» e una forma di pressione economica nei confronti del governo israeliano.
Nel comunicato, il PCI richiama la situazione in Medio Oriente, denunciando quello che definisce «il genocidio a Gaza», con riferimento alla distruzione della Striscia e alle vittime civili del conflitto, «la continua violazione dei diritti umani e l'espropriazione delle terre nei territori occupati della Cisgiordania» e «i recenti attacchi contro il Libano», attribuiti alla politica del governo guidato da Benjamin Netanyahu.
La sezione "Abdon Mori" esprime inoltre critiche nei confronti del Governo italiano, dei Paesi occidentali e della NATO, accusati di garantire «copertura politica e armamenti a Tel Aviv», e sostiene che spetti «ai popoli e alle forze comuniste e progressiste attivare ogni forma di resistenza e pressione economica».
Per questo motivo, il PCI di Empoli rivolge un appello ai cittadini, ai lavoratori, ai farmacisti e ai medici «sensibili alla causa palestinese» affinché si informino e richiedano, «ove possibile e in totale sicurezza per la propria salute», farmaci alternativi ai prodotti a marchio Teva.
«Fermare il massacro è un dovere morale e politico – conclude il comunicato –. Al fianco del popolo palestinese e del popolo libanese, fino alla loro piena liberazione».
In una nota diffusa alla stampa, il PCI empolese afferma di ritenere che «la solidarietà internazionalista con i popoli oppressi non debba limitarsi alle parole, ma debba tradursi in azioni concrete volte a colpire gli interessi economici di chi sostiene, direttamente o indirettamente, l'apparato militare e statale israeliano».
Secondo la sezione comunista, Teva, tra i principali produttori mondiali di farmaci equivalenti, rappresenterebbe «uno dei pilastri dell'economia dello Stato d'Israele» e, per questo motivo, il boicottaggio dei suoi prodotti costituirebbe «un segnale chiaro» e una forma di pressione economica nei confronti del governo israeliano.
Nel comunicato, il PCI richiama la situazione in Medio Oriente, denunciando quello che definisce «il genocidio a Gaza», con riferimento alla distruzione della Striscia e alle vittime civili del conflitto, «la continua violazione dei diritti umani e l'espropriazione delle terre nei territori occupati della Cisgiordania» e «i recenti attacchi contro il Libano», attribuiti alla politica del governo guidato da Benjamin Netanyahu.
La sezione "Abdon Mori" esprime inoltre critiche nei confronti del Governo italiano, dei Paesi occidentali e della NATO, accusati di garantire «copertura politica e armamenti a Tel Aviv», e sostiene che spetti «ai popoli e alle forze comuniste e progressiste attivare ogni forma di resistenza e pressione economica».
Per questo motivo, il PCI di Empoli rivolge un appello ai cittadini, ai lavoratori, ai farmacisti e ai medici «sensibili alla causa palestinese» affinché si informino e richiedano, «ove possibile e in totale sicurezza per la propria salute», farmaci alternativi ai prodotti a marchio Teva.
«Fermare il massacro è un dovere morale e politico – conclude il comunicato –. Al fianco del popolo palestinese e del popolo libanese, fino alla loro piena liberazione».






