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La società storica della Valdelsa piange Fabrizio Iacopini

31-03-2026 10:36 - Circondiario
La Società Storica della Valdelsa esprime sincero cordoglio per la scomparsa prematura dell'amico Fabrizio Iacopini. Restauratore di dipinti murali, stucchi, gesso, materiali lapidei, intonaci antichi e terracotta, Fabrizio aveva fatto della cura delle opere d'arte la sua missione, intervenendo su manufatti di importanza eccezionale: dagli affreschi di Giorgio Vasari e Federico Zuccari nella cupola del Duomo di Firenze, a quelli di Bernardino Poccetti in Palazzo Capponi a Firenze, dalle pitture medievali di Palazzo Davanzati a Firenze, alle decorazioni e sculture nel transetto destro della Cattedrale di Siena e così via.

La sua professionalità apprezzata sui cantieri e nell'insegnamento, lo aveva portato a spostarsi spesso in Italia e all'estero, senza tuttavia trascurare la Valdelsa. E proprio in Valdelsa molte opere sono state ripulite, consolidate, integrate grazie al suo esperto intervento. Basterebbe ricordare gli affreschi di Simone Martini e di Cenni di Francesco nella chiesa di San Lorenzo in Ponte a San Gimignano, quelli del probabile Paolo di Giovanni Fei nella Basilica di San Lucchese a Poggibonsi, i tabernacoli di Benozzo Gozzoli (ora nel Museo BEGO), gli affreschi della chiesa di San Francesco e di Santa Maria alla Marca, oltre alle pitture e al sipario del Teatro del Popolo di Castelfiorentino, e all'affresco di Pietro Benvenuti in casa Boccaccio a Certaldo, sul cui ponteggio si poteva incontrare appena qualche mese fa. Fabrizio, oltre a lavorare su commissione, spesso era stato promotore, insieme ad altri, di comitati per la salvaguardia e la tutela di edifici di rilevante interesse in Valdelsa, come nel caso di Santa Maria della Marca e di San Francesco a Castelfiorentino, segnalando l'urgenza e prospettando le azioni necessarie per la loro messa in sicurezza.

In questo la vicinanza alle persone che ruotano attorno alla Società Storica della Valdelsa, come sua moglie, Silvia, e in particolare l'amico Silvano Mori, è stata determinante nel dare gambe alla progettualità, nel ricostruire la storia dell'opera nel suo contesto per poi interpellare Comune, Soprintendenze e Istituti Bancari, in primis la Banca di Cambiano, affinché il recupero del bene per la collettività diventasse realtà. Anche in gruppi di ricerca storico-artistica in cui Fabrizio non compare ufficialmente, come nel caso di Badia a Elmi, il suo contributo e l'interessamento sono sempre stati larghi e cospicui. Persona garbata e gentile, Fabrizio aveva scelto fin da giovanissimo la bellezza e l'aveva trovata oltre che nella natura nell'arte, facendo del restauro la sua professione. Questo e altro ancora ci raccontano dell'uomo, del senso civico, della professionalità su cui la Valdelsa fino a l'altro ieri poteva contare. A Silvia, nostra carissima ex consigliera, e ai figli, Gregorio e Bernardo, rivolgiamo le nostre più accorate condoglianze.