La strategia di Casae per combattere il disagio abitativo nel territorio
25-05-2026 12:07 - Cronaca
Dare risposta, entro il 2030, a 450 famiglie nell'Empolese Valdelsa e nel Valdarno Inferiore, attraverso il reperimento di alloggi sul libero mercato e la loro messa a disposizione alle famiglie che non hanno le garanzie per poter avere una casa in locazione. Da questo obiettivo parte la strategia di Casae, Agenzia sociale per la Casa, accreditata alla Regione Toscana, per far fronte al disagio abitativo nel territorio.
Il 7 maggio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge per il Piano Casa che prevede una serie di misure con cui il Governo intende affrontare il crescente disagio abitativo in Italia. "Dopo anni di attesa, un Piano nazionale per la casa era più che necessario - afferma Marco Peruzzi, presidente di Casae - ma le misure previste da una parte non sono economicamente sufficienti, dall'altra rischiano di promuovere ancora di più la rendita finanziaria ed immobiliare".
Nel Decreto legge sono previsti quasi 1 miliardo di euro in 5 anni (200 milioni annui) per ristrutturare 60.000 alloggi ERP non utilizzati. "Se si considera - continua Peruzzi - che il Fondo nazionale affitto nel 2022 cubava 330 milioni (e dal 2023 azzerato), che con il superbonus si è speso 170 miliardi, e che in Toscana, per ristrutturare i circa 4700 alloggi ERP sfitti servirebbero oltre 100 milioni di euro, è evidente che le risorse sono proporzionalmente inadeguate".
Per questo Casae, che è parte dell'Alleanza per l'abitare (una rete di Ets e organizzazioni sindacali che fa advocacy rispetto alle riforme strutturali che servirebbero per rispondere al problema abitativo), si è attivata nel territorio, costruendo un piano complessivo pensato in particolare per le famiglie che non hanno le garanzie per poter avere una casa in locazione.
"Si tratta di una sfida - spiega Cristian Pardossi, coordinatore di Casae - che deve essere affrontata insieme agli attori più importanti del territorio e in forte sinergia con la Società della Salute e i comuni tutti". Il piano si articola in vari punti. "Secondo noi - continua Alessia Macchi, responsabile progettazione Casae - è necessario partire da un'analisi del fabbisogno territoriale e dal monitoraggio degli strumenti. Per evitare la frammentarietà nei diversi contesti territoriali crediamo sia necessario creare un osservatorio territoriale della situazione abitativa". Una seconda azione riguarda la mappatura degli immobili sfitti con il supporto del Politecnico di Milano, che inizierà ad ottobre e andrà avanti per circa 6 mesi.
Proprio in un paese come l'Italia che dal dopoguerra ha spinto verso la proprietà privata, è fondamentale attivare politiche che incidano sulla rimessa in circolo della proprietà privata inutilizzata. Nella nostra zona distretto, ad esempio, si contano 18140 immobili sfitti, ovvero un terzo di quelli esistenti". "Altro passo è stata la costruzione di fondo di garanzia territoriale - continua Macchi - Per poter garantire i proprietari che decideranno di mettere a disposizione il loro appartamento abbiamo coinvolto una Fondazione di Partecipazione veneta, che ha tra le sue finalità l'attivazione di percorsi per la costituzione di fondi di garanzia e la loro gestione. Il fondo garantirà i proprietari rispetto alle morosità e supporterà gli abitanti nei momenti di sospensione temporanea del lavoro o di spese improvvise".
Secondo il rapporto Nomisma, commissionato da Casae due anni fa, nella nostra zona distretto si trovano in debolezza abitativa oltre 7000 famiglie. "Il nostro sportello ha censito oltre 450 nuclei negli ultimi 3 anni, che pur avendo un reddito sono respinti dal mercato delle locazioni". L'insieme di strategie che Casae sta mettendo in piedi è stato articolato in stretta sinergia con Società della Salute Empolese Valdarno Valdelsa e comuni del territorio, sia nella costruzione di risposte verso l'emergenza abitativa, sia verso il riutilizzo di immobili per rispondere a bisogni di fasce di popolazione specifica.
"L'idea - spiega Pardossi - a cui stiamo lavorando è una filiera abitativa con strumenti alloggiativi differenziati a seconda della situazione economica e sociale delle persone. Stiamo poi riflettendo da tempo sugli strumenti che permettano alle persone di riacquisire motivazioni e desideri, per una piena cittadinanza, anche e soprattutto attraverso la casa". Per Casae uno degli strumenti cardine della risposta alla fragilità abitativa è quello del Social Housing il cui gestore sociale in Toscana è Abitare Toscana. "All'interno del Social Housing è possibile promuovere la polifunzionalità abitativa attraverso il Network Urban Housing Coop Net, che sostiene le comunità abitative nel progettare e produrre servizi di prossimità che contribuiscono al rafforzamento del tessuto sociale, all'inclusione, all'animazione culturale, al benessere, alla sostenibilità ambientale e alla qualità della vita".
In questo senso, secondo i cooperatori, il compito di Casae, come agenzia sociale per la casa, è anche quello di "promuovere la cultura dell'abitare, come processo complesso, fatto di molteplici fattori, dalle pareti della casa, al contesto relazionale, alla pianificazione urbanistica, ovvero non è sufficiente dare un tetto, ma questo tetto deve essere inserito in un processo complessivo".
In questo senso a breve Casae lancerà la prima biblioteca specializzata in testi sull'abitare, consultabili da cittadini e organizzazioni. "Abbiamo - concludono - già selezionato i primi 10 testi, attraverso un sondaggio tra i soci della cooperativa, ma vorremmo aprire il sondaggio a tutti gli interessati".
Fonte: Ufficio stampa
Il 7 maggio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge per il Piano Casa che prevede una serie di misure con cui il Governo intende affrontare il crescente disagio abitativo in Italia. "Dopo anni di attesa, un Piano nazionale per la casa era più che necessario - afferma Marco Peruzzi, presidente di Casae - ma le misure previste da una parte non sono economicamente sufficienti, dall'altra rischiano di promuovere ancora di più la rendita finanziaria ed immobiliare".
Nel Decreto legge sono previsti quasi 1 miliardo di euro in 5 anni (200 milioni annui) per ristrutturare 60.000 alloggi ERP non utilizzati. "Se si considera - continua Peruzzi - che il Fondo nazionale affitto nel 2022 cubava 330 milioni (e dal 2023 azzerato), che con il superbonus si è speso 170 miliardi, e che in Toscana, per ristrutturare i circa 4700 alloggi ERP sfitti servirebbero oltre 100 milioni di euro, è evidente che le risorse sono proporzionalmente inadeguate".
Per questo Casae, che è parte dell'Alleanza per l'abitare (una rete di Ets e organizzazioni sindacali che fa advocacy rispetto alle riforme strutturali che servirebbero per rispondere al problema abitativo), si è attivata nel territorio, costruendo un piano complessivo pensato in particolare per le famiglie che non hanno le garanzie per poter avere una casa in locazione.
"Si tratta di una sfida - spiega Cristian Pardossi, coordinatore di Casae - che deve essere affrontata insieme agli attori più importanti del territorio e in forte sinergia con la Società della Salute e i comuni tutti". Il piano si articola in vari punti. "Secondo noi - continua Alessia Macchi, responsabile progettazione Casae - è necessario partire da un'analisi del fabbisogno territoriale e dal monitoraggio degli strumenti. Per evitare la frammentarietà nei diversi contesti territoriali crediamo sia necessario creare un osservatorio territoriale della situazione abitativa". Una seconda azione riguarda la mappatura degli immobili sfitti con il supporto del Politecnico di Milano, che inizierà ad ottobre e andrà avanti per circa 6 mesi.
Proprio in un paese come l'Italia che dal dopoguerra ha spinto verso la proprietà privata, è fondamentale attivare politiche che incidano sulla rimessa in circolo della proprietà privata inutilizzata. Nella nostra zona distretto, ad esempio, si contano 18140 immobili sfitti, ovvero un terzo di quelli esistenti". "Altro passo è stata la costruzione di fondo di garanzia territoriale - continua Macchi - Per poter garantire i proprietari che decideranno di mettere a disposizione il loro appartamento abbiamo coinvolto una Fondazione di Partecipazione veneta, che ha tra le sue finalità l'attivazione di percorsi per la costituzione di fondi di garanzia e la loro gestione. Il fondo garantirà i proprietari rispetto alle morosità e supporterà gli abitanti nei momenti di sospensione temporanea del lavoro o di spese improvvise".
Secondo il rapporto Nomisma, commissionato da Casae due anni fa, nella nostra zona distretto si trovano in debolezza abitativa oltre 7000 famiglie. "Il nostro sportello ha censito oltre 450 nuclei negli ultimi 3 anni, che pur avendo un reddito sono respinti dal mercato delle locazioni". L'insieme di strategie che Casae sta mettendo in piedi è stato articolato in stretta sinergia con Società della Salute Empolese Valdarno Valdelsa e comuni del territorio, sia nella costruzione di risposte verso l'emergenza abitativa, sia verso il riutilizzo di immobili per rispondere a bisogni di fasce di popolazione specifica.
"L'idea - spiega Pardossi - a cui stiamo lavorando è una filiera abitativa con strumenti alloggiativi differenziati a seconda della situazione economica e sociale delle persone. Stiamo poi riflettendo da tempo sugli strumenti che permettano alle persone di riacquisire motivazioni e desideri, per una piena cittadinanza, anche e soprattutto attraverso la casa". Per Casae uno degli strumenti cardine della risposta alla fragilità abitativa è quello del Social Housing il cui gestore sociale in Toscana è Abitare Toscana. "All'interno del Social Housing è possibile promuovere la polifunzionalità abitativa attraverso il Network Urban Housing Coop Net, che sostiene le comunità abitative nel progettare e produrre servizi di prossimità che contribuiscono al rafforzamento del tessuto sociale, all'inclusione, all'animazione culturale, al benessere, alla sostenibilità ambientale e alla qualità della vita".
In questo senso, secondo i cooperatori, il compito di Casae, come agenzia sociale per la casa, è anche quello di "promuovere la cultura dell'abitare, come processo complesso, fatto di molteplici fattori, dalle pareti della casa, al contesto relazionale, alla pianificazione urbanistica, ovvero non è sufficiente dare un tetto, ma questo tetto deve essere inserito in un processo complessivo".
In questo senso a breve Casae lancerà la prima biblioteca specializzata in testi sull'abitare, consultabili da cittadini e organizzazioni. "Abbiamo - concludono - già selezionato i primi 10 testi, attraverso un sondaggio tra i soci della cooperativa, ma vorremmo aprire il sondaggio a tutti gli interessati".
Fonte: Ufficio stampa






