La tenda della Pace torna in piazza della Vittoria: Empoli riprende il suo presidio civile
19-01-2026 13:26 - Cronaca
Empoli si riappropria di uno dei suoi simboli più forti e riconoscibili. Passate le feste, smontate le baite, spente le luci e archiviata con successo l'esperienza della Città del Natale – che ha richiamato in centro tante persone e famiglie – la tenda della Pace torna nel luogo che le è naturale: piazza della Vittoria.
È lì che quella tenda era nata, all'indomani dell'invasione russa dell'Ucraina, come risposta civile e collettiva della città all'orrore della guerra. È lì che, in questi mesi, si sono alternati incontri, veglie, sit-in, momenti di riflessione e di protesta, con un solo filo conduttore: tenere viva nella comunità empolese la cultura della pace e il ripudio di tutte le guerre.
Durante il periodo natalizio, lo spostamento in piazza don Minzoni – deciso su proposta del Comitato Empoli per la Pace e condiviso dall'amministrazione comunale – aveva risposto a una necessità pratica e simbolica: evitare che la tenda fosse soffocata dall'allestimento del mercatino e, allo stesso tempo, garantire visibilità a un messaggio che Empoli non ha mai smesso di voler lanciare. Un messaggio chiaro, rivolto anche a chi arrivava in città in treno: Empoli è una città di pace.
Adesso, con il ritorno alla normalità dopo le festività, la tenda rientra in piazza della Vittoria. Un ritorno che non è soltanto logistico, ma profondamente politico e culturale. Perché coincide con un nuovo, drammatico appuntamento con la storia e con la coscienza: il presidio in solidarietà con il popolo iraniano, vittima di una repressione feroce che colpisce donne, giovani, oppositori, cittadini colpevoli solo di chiedere libertà e diritti.
Ancora una volta Empoli sceglie di esserci. Di non voltarsi dall'altra parte. Di usare uno spazio pubblico non come semplice luogo di passaggio, ma come agorà civile, dove le questioni del mondo entrano nel cuore della città e interrogano tutti.
La tenda della Pace torna “a casa”. E con lei torna un'idea di città che non considera la pace una parola vuota o stagionale, ma una responsabilità quotidiana, da testimoniare con gesti concreti, anche – e soprattutto – quando le luci delle feste si spengono.
È lì che quella tenda era nata, all'indomani dell'invasione russa dell'Ucraina, come risposta civile e collettiva della città all'orrore della guerra. È lì che, in questi mesi, si sono alternati incontri, veglie, sit-in, momenti di riflessione e di protesta, con un solo filo conduttore: tenere viva nella comunità empolese la cultura della pace e il ripudio di tutte le guerre.
Durante il periodo natalizio, lo spostamento in piazza don Minzoni – deciso su proposta del Comitato Empoli per la Pace e condiviso dall'amministrazione comunale – aveva risposto a una necessità pratica e simbolica: evitare che la tenda fosse soffocata dall'allestimento del mercatino e, allo stesso tempo, garantire visibilità a un messaggio che Empoli non ha mai smesso di voler lanciare. Un messaggio chiaro, rivolto anche a chi arrivava in città in treno: Empoli è una città di pace.
Adesso, con il ritorno alla normalità dopo le festività, la tenda rientra in piazza della Vittoria. Un ritorno che non è soltanto logistico, ma profondamente politico e culturale. Perché coincide con un nuovo, drammatico appuntamento con la storia e con la coscienza: il presidio in solidarietà con il popolo iraniano, vittima di una repressione feroce che colpisce donne, giovani, oppositori, cittadini colpevoli solo di chiedere libertà e diritti.
Ancora una volta Empoli sceglie di esserci. Di non voltarsi dall'altra parte. Di usare uno spazio pubblico non come semplice luogo di passaggio, ma come agorà civile, dove le questioni del mondo entrano nel cuore della città e interrogano tutti.
La tenda della Pace torna “a casa”. E con lei torna un'idea di città che non considera la pace una parola vuota o stagionale, ma una responsabilità quotidiana, da testimoniare con gesti concreti, anche – e soprattutto – quando le luci delle feste si spengono.






