La via Crucis del giro d’Empoli
24-09-2026 18:47 - Primo piano
Da giro d’Empoli a via Crucis. Ed il sindaco Alessio Mantellassi le stazioni se le fa tutte, scortato dai commercianti che sconfinano dal quadrilatero e lo portano fino a porta Pisana, piazza Guido Guerra, piazza della Vittoria per esporgli criticità evidenti, lamentele, problemi che il centro si trascina ormai da tempo e che hanno portato all’esasperazione. E il primo cittadino le croci sulle spalle se le prende tutte: quelle sue, quella sue a metà e quelle non sue, manifestando la volontà di ascoltare, cosa che ha sempre fatto, e farsene comunque carico, tanto da parlare alla fine di “momento costruttivo”.
Se il nubifragio è stata la scintilla che ha acceso la miccia facendo esplodere una protesta che mai si era vista prima, i problemi vengono da lontano e, come sintetizzato nell’altro articolo, riguardano punti ben precisi. Richieste chiare di chi vive un momento di difficoltà legato a dinamiche generali del commercio ma è anche stanco di dover chiamare ogni giorno il 112, di veder spacciare di fronte al negozio, di dover chiamare il marito perché c’è paura a tornare a casa da sole, di passare dalle strade interne diventate bagni a cielo aperto, di fare i conti con un degrado che, ahinoi, è da tempo sotto gli occhi di tutti. Una sofferenza per chi ha conosciuto un altro giro ed un’altra Empoli, uno strazio per chi di quel giro vive. Piccole cose quotidiane che hanno l’effetto della goccia che, piano piano, scava una roccia. La situazione è tutt’altro che semplice e, dopo il giro molto partecipato anche da semplici cittadini oltre che da rappresentanti delle forze dell’ordine, di quelle politiche e delle associazioni di categoria, la serata finisce nella sala del consiglio comunale dove il confronto si fa più ristretto e puntuale, faccia a faccia.
L’impegno è di continuare ad ascoltare e soprattutto provare a fare qualcosa. “Le reazioni sono state tante – ha spiegato il primo cittadino - alcune con voglia di polemizzare, cosa che fa parte del nostro ruolo e che quindi prendiamo, altre con spirito costruttivo. Anche su alcune cose che non sono responsabilità diretta nostra dobbiamo esserci e, dopo essere stato tutto il pomeriggio con i commercianti in centro, da domani proseguiremo così dicendo la verità: nessuno ha la bacchetta magica, i problemi della crisi economica e commerciale non li risolve un’amministrazione, i temi della sicurezza non li possiamo risolvere solo noi ma useremo tutto quanto in nostro potere per farlo e ci saremo sempre. Il confronto è sempre positivo e quindi deve continuare ed essere costante e continuo”. Uno degli impegni è quello di proseguire ad ascoltare, cosa che Mantellassi tiene a precisare. “In questi giorni fra le tante cose che ho letto – ha aggiunto sorridendo– c’è anche chi ha detto che non è stato ricevuto. Ecco questo non è possibile perché abbiamo sempre ricevuto tutti e continueremo a farlo”.
E ora? Si archivia una giornata che a Empoli non si era mai vista prima e si guarda avanti. Difficile dire se da domani cambierà qualcosa. In certi equilibri e certe logiche di potere del centro ereditati dallo scorso decennio magari sì e sarebbe anche ora, per il resto sul tavolo nero su bianco ci sono tanti problemi. Una sola cosa è certa: l’impegno da parte di tutti a fare la propria parte per risolverli. Un pomeriggio come questo male non ha fatto. A nessuno.

Se il nubifragio è stata la scintilla che ha acceso la miccia facendo esplodere una protesta che mai si era vista prima, i problemi vengono da lontano e, come sintetizzato nell’altro articolo, riguardano punti ben precisi. Richieste chiare di chi vive un momento di difficoltà legato a dinamiche generali del commercio ma è anche stanco di dover chiamare ogni giorno il 112, di veder spacciare di fronte al negozio, di dover chiamare il marito perché c’è paura a tornare a casa da sole, di passare dalle strade interne diventate bagni a cielo aperto, di fare i conti con un degrado che, ahinoi, è da tempo sotto gli occhi di tutti. Una sofferenza per chi ha conosciuto un altro giro ed un’altra Empoli, uno strazio per chi di quel giro vive. Piccole cose quotidiane che hanno l’effetto della goccia che, piano piano, scava una roccia. La situazione è tutt’altro che semplice e, dopo il giro molto partecipato anche da semplici cittadini oltre che da rappresentanti delle forze dell’ordine, di quelle politiche e delle associazioni di categoria, la serata finisce nella sala del consiglio comunale dove il confronto si fa più ristretto e puntuale, faccia a faccia.
L’impegno è di continuare ad ascoltare e soprattutto provare a fare qualcosa. “Le reazioni sono state tante – ha spiegato il primo cittadino - alcune con voglia di polemizzare, cosa che fa parte del nostro ruolo e che quindi prendiamo, altre con spirito costruttivo. Anche su alcune cose che non sono responsabilità diretta nostra dobbiamo esserci e, dopo essere stato tutto il pomeriggio con i commercianti in centro, da domani proseguiremo così dicendo la verità: nessuno ha la bacchetta magica, i problemi della crisi economica e commerciale non li risolve un’amministrazione, i temi della sicurezza non li possiamo risolvere solo noi ma useremo tutto quanto in nostro potere per farlo e ci saremo sempre. Il confronto è sempre positivo e quindi deve continuare ed essere costante e continuo”. Uno degli impegni è quello di proseguire ad ascoltare, cosa che Mantellassi tiene a precisare. “In questi giorni fra le tante cose che ho letto – ha aggiunto sorridendo– c’è anche chi ha detto che non è stato ricevuto. Ecco questo non è possibile perché abbiamo sempre ricevuto tutti e continueremo a farlo”.
E ora? Si archivia una giornata che a Empoli non si era mai vista prima e si guarda avanti. Difficile dire se da domani cambierà qualcosa. In certi equilibri e certe logiche di potere del centro ereditati dallo scorso decennio magari sì e sarebbe anche ora, per il resto sul tavolo nero su bianco ci sono tanti problemi. Una sola cosa è certa: l’impegno da parte di tutti a fare la propria parte per risolverli. Un pomeriggio come questo male non ha fatto. A nessuno.







