Liceo occupato, gli studenti: "si parla di Palestina, ma anche di Multiutility"
22-10-2025 11:22 - Cronaca
Vogliono confrontarsi sull'attualità, sui problemi che circondano il loro, il nostro mondo, su quei problemi che non trovano nei libri di scuola e, spesso, neppure nelle parole dei loro professori.
Al secondo giorno di occupazione al Liceo Virgilio di Empoli, gli studenti e le studentesse del Collettivo hanno dato vita a una serie di attività politiche, culturali e di confronto. A raccontarlo è Matilde Malattino, portavoce del Collettivo: “L'occupazione non è un atto violento, è un atto consapevole, una presa di posizione politica. Vogliamo che la scuola diventi uno spazio in cui si ragiona davvero su ciò che ci circonda, mettendo insieme le nozioni scolastiche con la realtà sociale e politica che viviamo ogni giorno”.
Il tema centrale scelto per la giornata è stato la questione palestinese, con incontri sia nella sede di via Cavour che in quella di via Fucini. “Questa mattina abbiamo ospitato il giornalista Marco Pagli – racconta Matilde – che ha parlato della storia della Palestina, del ruolo dell'Occidente, e ha condiviso la sua esperienza personale sul campo. Intanto, nell'altra sede, si stava svolgendo un confronto con alcuni membri del Movimento Clara, sul tema della propaganda e su come agisce concretamente anche nei nostri territori”.
Gli incontri non si sono fermati all'attualità internazionale: “Si è parlato anche del referendum sulla multiutility, per capire come la partecipazione e l'informazione possono generare un cambiamento concreto, a partire dal territorio in cui viviamo”.
Nel pomeriggio, è prevista un'assemblea congiunta tra le due sedi per fare il punto sulla giornata e decidere se scrivere un comunicato collettivo. “Nel pomeriggio faremo uno scambio di attività tra le due sedi – spiega ancora Malattino – e ci dedicheremo anche alla produzione di cartelloni e striscioni. Vogliamo dare spazio ai pensieri di tutte e tutti, anche attraverso forme espressive diverse”.
Sulla conclusione della occupazione, la risposta è chiara: “Resteremo finché ce ne sarà bisogno. Vogliamo aprire un dialogo, ma partire dal basso. Il nostro obiettivo è costruire un cambiamento reale, e questo può nascere solo dentro le mura della scuola. L'idea è di andare avanti almeno fino a sabato, ma valuteremo giorno per giorno, anche in base ai compromessi che riusciremo a ottenere”.
Non sono mancati messaggi di solidarietà, ma anche critiche. “Sì, tanti ci hanno scritto per sostenerci, e ci ha fatto piacere. Ma ho visto anche molti commenti negativi, sinceramente me li aspettavo”.
Al secondo giorno di occupazione al Liceo Virgilio di Empoli, gli studenti e le studentesse del Collettivo hanno dato vita a una serie di attività politiche, culturali e di confronto. A raccontarlo è Matilde Malattino, portavoce del Collettivo: “L'occupazione non è un atto violento, è un atto consapevole, una presa di posizione politica. Vogliamo che la scuola diventi uno spazio in cui si ragiona davvero su ciò che ci circonda, mettendo insieme le nozioni scolastiche con la realtà sociale e politica che viviamo ogni giorno”.
Il tema centrale scelto per la giornata è stato la questione palestinese, con incontri sia nella sede di via Cavour che in quella di via Fucini. “Questa mattina abbiamo ospitato il giornalista Marco Pagli – racconta Matilde – che ha parlato della storia della Palestina, del ruolo dell'Occidente, e ha condiviso la sua esperienza personale sul campo. Intanto, nell'altra sede, si stava svolgendo un confronto con alcuni membri del Movimento Clara, sul tema della propaganda e su come agisce concretamente anche nei nostri territori”.
Gli incontri non si sono fermati all'attualità internazionale: “Si è parlato anche del referendum sulla multiutility, per capire come la partecipazione e l'informazione possono generare un cambiamento concreto, a partire dal territorio in cui viviamo”.
Nel pomeriggio, è prevista un'assemblea congiunta tra le due sedi per fare il punto sulla giornata e decidere se scrivere un comunicato collettivo. “Nel pomeriggio faremo uno scambio di attività tra le due sedi – spiega ancora Malattino – e ci dedicheremo anche alla produzione di cartelloni e striscioni. Vogliamo dare spazio ai pensieri di tutte e tutti, anche attraverso forme espressive diverse”.
Sulla conclusione della occupazione, la risposta è chiara: “Resteremo finché ce ne sarà bisogno. Vogliamo aprire un dialogo, ma partire dal basso. Il nostro obiettivo è costruire un cambiamento reale, e questo può nascere solo dentro le mura della scuola. L'idea è di andare avanti almeno fino a sabato, ma valuteremo giorno per giorno, anche in base ai compromessi che riusciremo a ottenere”.
Non sono mancati messaggi di solidarietà, ma anche critiche. “Sì, tanti ci hanno scritto per sostenerci, e ci ha fatto piacere. Ma ho visto anche molti commenti negativi, sinceramente me li aspettavo”.






