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Liceo occupato, per la Fgci la scelta degli studenti è un atto di coscienza

22-10-2025 21:35 - Politica
a martedì 21 ottobre il Liceo Virgilio è occupato. Gli studenti hanno deciso di prendere in mano la parola, trasformando le aule in luoghi di dibattito, in segno di solidarietà con il popolo palestinese e contro tutte le guerre. Non una semplice protesta, ma un gesto politico e civile, motivato – spiegano – dalla necessità di avere spazi e momenti per discutere di ciò che accade nel mondo, troppo spesso escluso dai programmi scolastici. “Studiamo storia, diritto, filosofia – dicono – ma non ci è concesso il tempo per collegare ciò che impariamo ai fatti di oggi. E senza spirito critico, la conoscenza resta sterile.”

Nel loro comunicato, i ragazzi denunciano la censura e la manipolazione mediatica che circondano il conflitto in Palestina, il linguaggio edulcorato dei notiziari, la difficoltà di chiamare le cose con il loro nome. Accusano il governo italiano di una “neutralità di facciata”, ricordando i legami industriali con il complesso militare e con l’azienda Leonardo, e rivendicano il diritto di “stare dalla parte giusta della storia”, invocando l’articolo 11 della Costituzione, quello che ripudia la guerra come mezzo di offesa.

L’occupazione, tuttavia, non è priva di dissensi interni. Alcuni studenti – in particolare quelli dell’ultimo anno – hanno espresso perplessità, temendo di perdere giorni preziosi in vista dell’esame di maturità. Un timore comprensibile, osserva la Federazione Giovanile Comunista Italiana (FGCI) Toscana, che però invita a leggere l’azione come un atto di consapevolezza collettiva: “Chi è già vicino al mondo del lavoro – si legge nel loro comunicato – deve imparare a riconoscere i propri diritti e a battersi perché vengano rispettati.”

Il collettivo studentesco Sav, tra i promotori dell’iniziativa, sottolinea che occupare significa “rompere il silenzio”, assumendosi la responsabilità di prendere posizione. In un momento in cui molte scuole fiorentine hanno già intrapreso azioni analoghe, e le piazze italiane tornano a riempirsi, la protesta del Virgilio si inserisce in un quadro più ampio: quello di una generazione che rifiuta l’indifferenza e rivendica la propria voce.

La FGCI Toscana, esprimendo piena solidarietà agli studenti del Virgilio, auspica che l’autogestione non resti un gesto simbolico, ma si traduca in un percorso politico più ampio. “I giovani – scrive la segreteria regionale – stanno dimostrando che l’impegno e la coscienza civile non sono scomparsi. È da loro che può nascere un nuovo modo di pensare e cambiare la realtà.”

Un segnale, quello degli studenti empolesi, che va oltre i confini della scuola: un invito a non restare spettatori del presente, ma a prenderne parte.