Liceo Pontormo occupato: «Generazione senza futuro». Dibattiti, assemblee e momenti di confronto al centro della protesta
26-10-2026 19:57 - Primo piano
«Generazione senza futuro» è lo slogan scelto dagli studenti dell’IIS “Il Pontormo” di Empoli per accompagnare l’occupazione dell’istituto, dichiarata lunedì 26 ottobre al termine di un’assemblea alla presenza del dirigente scolastico. Una mobilitazione che, nelle intenzioni dei promotori, vuole andare oltre la sospensione delle lezioni per trasformarsi in uno spazio di informazione, dibattito e partecipazione sui problemi che riguardano da vicino il mondo giovanile.
L’occupazione interessa tutti i plessi dell’istituto, situati in via Raffaello Sanzio, via Bonistallo e via Fratelli Rosselli, e proseguirà, secondo quanto comunicato dagli studenti, fino a venerdì 30 ottobre. La protesta viene presentata come pacifica, con l’impegno a non arrecare danni agli edifici e a rispettare le attività che continueranno a svolgersi all’interno delle strutture.
Tra gli obiettivi principali c’è innanzitutto la richiesta di maggiore attenzione alle condizioni degli ambienti scolastici. Nel manifesto della mobilitazione gli studenti richiamano l’attenzione su criticità degli spazi comuni, tra cui infiltrazioni, acqua stagnante nei lavandini, muffa sulle pareti e presenza di insetti. L’intento è ottenere un intervento concreto della Città Metropolitana di Firenze, ente proprietario dell’edificio, affinché vengano affrontati i problemi segnalati e siano garantiti locali decorosi, funzionali e adeguati alla vita scolastica.
Il carovita e il diritto allo studio
Al centro della protesta c’è anche il costo della vita, tema che gli studenti collegano direttamente al diritto allo studio e alle opportunità delle nuove generazioni. Libri di testo, materiale scolastico, trasporti pubblici, dispositivi elettronici e partecipazione a viaggi d’istruzione e attività culturali rappresentano spese che possono pesare in maniera significativa sui bilanci familiari.
Per i promotori della mobilitazione, la possibilità di frequentare la scuola e prendere parte alle esperienze formative non dovrebbe dipendere dalle condizioni economiche della famiglia di provenienza. Nel documento vengono quindi indicate alcune possibili richieste: agevolazioni per gli abbonamenti ai mezzi pubblici, maggiore sostegno per l’acquisto dei libri e del materiale didattico, misure per rendere più accessibili le attività culturali e formative e un confronto tra studenti, dirigenza e istituzioni competenti.
L’obiettivo dichiarato non è soltanto denunciare le difficoltà, ma individuare proposte da sottoporre ai soggetti che possono intervenire, distinguendo tra le questioni affrontabili a livello scolastico e quelle che richiedono decisioni degli enti locali o delle istituzioni nazionali.
Informazione, pace e solidarietà internazionale
Un altro tema centrale è il rapporto tra scuola e attualità. Gli studenti chiedono che l’informazione trovi maggiore spazio nella vita scolastica, attraverso occasioni di approfondimento trasparenti e vicine agli interessi delle nuove generazioni. Nel manifesto viene dedicata particolare attenzione ai conflitti internazionali, alla tutela dei civili e alla necessità di investire nella pace, nella diplomazia, nell’istruzione e nella cooperazione tra i popoli.
La mobilitazione esprime solidarietà alla popolazione palestinese e richiama anche altri contesti segnati dalla guerra e dalle violazioni dei diritti umani, tra cui Ucraina, Sudan, Repubblica Democratica del Congo e Myanmar. La richiesta è quella di non lasciare che la distanza geografica o la minore attenzione mediatica rendano invisibili le sofferenze delle popolazioni coinvolte.
Accanto alla solidarietà internazionale, il documento sottolinea la vicinanza alle mobilitazioni studentesche che si svolgono in tutta Italia. I problemi legati al costo della vita e alle spese per l’istruzione, sostengono i promotori, non riguardano una singola scuola, ma coinvolgono giovani provenienti da realtà sociali e territoriali differenti.
Un programma di incontri per le prime due giornate
Per dare concretezza alla mobilitazione, gli studenti hanno predisposto un calendario di attività che alterna dibattiti, momenti di restituzione e iniziative collettive.
La giornata di lunedì 26 ottobre si è aperta con l’incontro delle ore 16, La voce dei giovani che cambia i popoli – Dibattito sugli avvenimenti in Serbia, con Francesca Scappini. Alle 22 la restituzione della prima giornata, seguita dal karaoke.
Martedì 27 ottobre il programma proseguirà alle 9 con La voce delle donne: voto e partecipazione, incontro con l’associazione TOCCA A NOI. Alle 16 sarà la volta dell’appuntamento dedicato a L’ARCI e il servizio civile, con Valentina Papale. Alle 18 è in calendario l’assemblea di Scomodo Empoli, mentre alle 21 la giornata si concluderà con un momento di restituzione e i balli di gruppo.
Le attività sono pensate come occasioni di confronto e condivisione, nelle quali gli studenti possano discutere di partecipazione, diritti, attualità e prospettive future, affiancando ai momenti di protesta esperienze di approfondimento e socialità.
Le modalità dell’occupazione
Nel comunicato, gli studenti precisano che l’iniziativa è concepita come una mobilitazione pacifica e dichiarano di non voler provocare danni economici all’istituto. Durante l’occupazione sarà consentito alle associazioni sportive di utilizzare la palestra negli orari e secondo le modalità normalmente previste. Sarà inoltre garantito l’accesso al plesso di via Fratelli Rosselli per lo svolgimento delle attività di istruzione serale.
L’attività didattica ordinaria sarà invece sospesa, secondo le modalità indicate nel documento studentesco, fino al termine della mobilitazione. Gli studenti potranno accedere direttamente alla sede di preferenza, senza l’obbligo di partecipare alle lezioni.
Per il Pontormo si apre così una settimana che i promotori intendono dedicare non soltanto alla protesta, ma anche alla discussione collettiva delle condizioni della scuola e delle questioni sociali che interessano i giovani. Dalle criticità degli edifici al costo dell’istruzione, fino alla pace e alla partecipazione civica, il filo conduttore dichiarato è la richiesta di essere ascoltati e di poter contribuire alle decisioni che riguardano il proprio presente e il proprio futuro.
L’occupazione interessa tutti i plessi dell’istituto, situati in via Raffaello Sanzio, via Bonistallo e via Fratelli Rosselli, e proseguirà, secondo quanto comunicato dagli studenti, fino a venerdì 30 ottobre. La protesta viene presentata come pacifica, con l’impegno a non arrecare danni agli edifici e a rispettare le attività che continueranno a svolgersi all’interno delle strutture.
Tra gli obiettivi principali c’è innanzitutto la richiesta di maggiore attenzione alle condizioni degli ambienti scolastici. Nel manifesto della mobilitazione gli studenti richiamano l’attenzione su criticità degli spazi comuni, tra cui infiltrazioni, acqua stagnante nei lavandini, muffa sulle pareti e presenza di insetti. L’intento è ottenere un intervento concreto della Città Metropolitana di Firenze, ente proprietario dell’edificio, affinché vengano affrontati i problemi segnalati e siano garantiti locali decorosi, funzionali e adeguati alla vita scolastica.
Il carovita e il diritto allo studio
Al centro della protesta c’è anche il costo della vita, tema che gli studenti collegano direttamente al diritto allo studio e alle opportunità delle nuove generazioni. Libri di testo, materiale scolastico, trasporti pubblici, dispositivi elettronici e partecipazione a viaggi d’istruzione e attività culturali rappresentano spese che possono pesare in maniera significativa sui bilanci familiari.
Per i promotori della mobilitazione, la possibilità di frequentare la scuola e prendere parte alle esperienze formative non dovrebbe dipendere dalle condizioni economiche della famiglia di provenienza. Nel documento vengono quindi indicate alcune possibili richieste: agevolazioni per gli abbonamenti ai mezzi pubblici, maggiore sostegno per l’acquisto dei libri e del materiale didattico, misure per rendere più accessibili le attività culturali e formative e un confronto tra studenti, dirigenza e istituzioni competenti.
L’obiettivo dichiarato non è soltanto denunciare le difficoltà, ma individuare proposte da sottoporre ai soggetti che possono intervenire, distinguendo tra le questioni affrontabili a livello scolastico e quelle che richiedono decisioni degli enti locali o delle istituzioni nazionali.
Informazione, pace e solidarietà internazionale
Un altro tema centrale è il rapporto tra scuola e attualità. Gli studenti chiedono che l’informazione trovi maggiore spazio nella vita scolastica, attraverso occasioni di approfondimento trasparenti e vicine agli interessi delle nuove generazioni. Nel manifesto viene dedicata particolare attenzione ai conflitti internazionali, alla tutela dei civili e alla necessità di investire nella pace, nella diplomazia, nell’istruzione e nella cooperazione tra i popoli.
La mobilitazione esprime solidarietà alla popolazione palestinese e richiama anche altri contesti segnati dalla guerra e dalle violazioni dei diritti umani, tra cui Ucraina, Sudan, Repubblica Democratica del Congo e Myanmar. La richiesta è quella di non lasciare che la distanza geografica o la minore attenzione mediatica rendano invisibili le sofferenze delle popolazioni coinvolte.
Accanto alla solidarietà internazionale, il documento sottolinea la vicinanza alle mobilitazioni studentesche che si svolgono in tutta Italia. I problemi legati al costo della vita e alle spese per l’istruzione, sostengono i promotori, non riguardano una singola scuola, ma coinvolgono giovani provenienti da realtà sociali e territoriali differenti.
Un programma di incontri per le prime due giornate
Per dare concretezza alla mobilitazione, gli studenti hanno predisposto un calendario di attività che alterna dibattiti, momenti di restituzione e iniziative collettive.
La giornata di lunedì 26 ottobre si è aperta con l’incontro delle ore 16, La voce dei giovani che cambia i popoli – Dibattito sugli avvenimenti in Serbia, con Francesca Scappini. Alle 22 la restituzione della prima giornata, seguita dal karaoke.
Martedì 27 ottobre il programma proseguirà alle 9 con La voce delle donne: voto e partecipazione, incontro con l’associazione TOCCA A NOI. Alle 16 sarà la volta dell’appuntamento dedicato a L’ARCI e il servizio civile, con Valentina Papale. Alle 18 è in calendario l’assemblea di Scomodo Empoli, mentre alle 21 la giornata si concluderà con un momento di restituzione e i balli di gruppo.
Le attività sono pensate come occasioni di confronto e condivisione, nelle quali gli studenti possano discutere di partecipazione, diritti, attualità e prospettive future, affiancando ai momenti di protesta esperienze di approfondimento e socialità.
Le modalità dell’occupazione
Nel comunicato, gli studenti precisano che l’iniziativa è concepita come una mobilitazione pacifica e dichiarano di non voler provocare danni economici all’istituto. Durante l’occupazione sarà consentito alle associazioni sportive di utilizzare la palestra negli orari e secondo le modalità normalmente previste. Sarà inoltre garantito l’accesso al plesso di via Fratelli Rosselli per lo svolgimento delle attività di istruzione serale.
L’attività didattica ordinaria sarà invece sospesa, secondo le modalità indicate nel documento studentesco, fino al termine della mobilitazione. Gli studenti potranno accedere direttamente alla sede di preferenza, senza l’obbligo di partecipare alle lezioni.
Per il Pontormo si apre così una settimana che i promotori intendono dedicare non soltanto alla protesta, ma anche alla discussione collettiva delle condizioni della scuola e delle questioni sociali che interessano i giovani. Dalle criticità degli edifici al costo dell’istruzione, fino alla pace e alla partecipazione civica, il filo conduttore dichiarato è la richiesta di essere ascoltati e di poter contribuire alle decisioni che riguardano il proprio presente e il proprio futuro.






