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Liceo Virgilio occupato, 88 docenti si schierano con gli studenti: «Il dissenso va ascoltato, non criminalizzato»

03-11-2026 10:56 - Primo piano
La mobilitazione degli studenti del Liceo Virgilio di Empoli raccoglie il sostegno di 88 docenti dell'istituto, che hanno sottoscritto un documento pubblico per esprimere vicinanza alle ragioni della protesta. Gli insegnanti chiedono che la mobilitazione non venga ridotta a una questione di ordine pubblico, ma diventi occasione di confronto sui problemi della scuola pubblica, dalle disuguaglianze alla libertà di insegnamento, fino al diritto a un'educazione inclusiva e libera da pregiudizi. Nel documento, i firmatari difendono il valore del dissenso e della partecipazione democratica, auspicando al tempo stesso una protesta responsabile e nonviolenta e la riapertura di un dialogo tra tutte le componenti della comunità scolastica.

Ecco il testo con le relative firme dei docenti che lo hanno condiviso.

Al fianco delle studentesse e degli studenti del Liceo “Virgilio” occupato


Come lavoratrici e lavoratori del Liceo “Virgilio” di Empoli ci riconosciamo nelle ragioni che hanno spinto le studentesse e gli studenti alla mobilitazione. Ci preoccupa che, di fronte a una protesta studentesca, il confronto e l’ascolto possano lasciare spazio alla delegittimazione e alla criminalizzazione del dissenso. I media e buona parte del mondo politico riducono la protesta a un problema di ordine pubblico. Noi crediamo, invece, che sia necessario guardare a ciò che sta alla radice di questa mobilitazione: la scelta consapevole di non accettare passivamente una realtà sempre più ingiusta e che produce e alimenta disuguaglianze, di non arrendersi all’impotenza e di non cedere all’indifferenza.

Sempre più ragazze e ragazzi si trovano a considerare il futuro come una minaccia da cui difendersi o un lusso che non si possono permettere. In queste settimane, invece, le studentesse e gli studenti hanno scelto di reagire collettivamente, sottraendosi all’isolamento e riconoscendo nella scuola uno spazio di confronto e di cambiamento. Le mobilitazioni studentesche esprimono un rifiuto sempre più netto della guerra e delle politiche di riarmo, dei bavagli e delle censure imposti alla libertà di insegnamento e discussione, rivendicano il diritto a un’educazione sessuo-affettiva libera da pregiudizi e chiedono una scuola pubblica capace di contrastare le disuguaglianze anziché riprodurle, senza discriminare le studentesse e gli studenti di origine straniera attraverso l’introduzione di tetti alla loro presenza nelle classi. Le studentesse e gli studenti protestano anche contro la condizione di svalutazione sociale ed economica di chi insegna nelle loro scuole, consapevoli di quanto precarietà e disconoscimento incidano sulla qualità della loro istruzione e sull’incertezza del loro futuro.

Come insegnanti non possiamo non essere d’accordo. La protesta è anche una difesa della scuola pubblica come luogo di studio e di formazione. Rilanciamo pertanto con forza un’idea di scuola non ridotta a mera preparazione al mondo del lavoro, in cui i tempi dell’apprendimento non siano sempre più compressi ed erosi da attività altre ed estranee. Rivendichiamo la centralità dell’insegnamento, ancora indispensabile per comprendere il presente e costruire gli strumenti critici per immaginare un futuro diverso.

Vogliamo che la dimensione scolastica sia sempre più il luogo dove tutto questo prende forma. Occorrono risorse e investimenti pubblici adeguati affinché la scuola non venga a perpetuare condizioni di diseguaglianza: i diritti devono essere garantiti a tutti e non essere privilegio di pochi. La scuola deve essere luogo di crescita e formazione personale e collettiva, non fabbrica di obbedienza e omologazione, ma fucina di pensiero critico. Una prima risposta comincia dalla capacità di riconoscersi in una comunità, di individuare ciò che abbiamo in comune e trasformarlo in una possibilità di agire insieme.

Crediamo che la democrazia non si eserciti solo attraverso i canali di interlocuzione riconosciuti dalle istituzioni: prende forma anche nelle pratiche che interrompono l’ordinario, rendono visibili le contraddizioni e portano nello spazio pubblico questioni rimaste inascoltate. È spesso la mobilitazione ad aprire le condizioni di un confronto reale, anziché il contrario. In questa capacità di organizzarsi, prendere parola e agire collettivamente si realizza un esercizio concreto di cittadinanza, parte integrante di quella formazione critica e democratica che rivendichiamo per la scuola.

Riteniamo essenziale che la mobilitazione mantenga un carattere organizzato, responsabile e nonviolento, nel rispetto delle persone, degli spazi comuni e delle diverse posizioni presenti nella comunità scolastica. Il dissenso e il confronto democratico non sono termini contrapposti: è anche attraverso la loro relazione che si costruisce una partecipazione politica consapevole. Per questo come docenti auspichiamo che si possa arrivare alla ricomposizione di un dialogo condiviso.

Siamo a fianco di studentesse e studenti perché le loro voci vengano ascoltate, le denunce sulle condizioni della scuola trovino risposte concrete e le rivendicazioni diventino oggetto di un dialogo politico reale. Difendere il diritto al dissenso significa difendere una scuola pubblica democratica, inclusiva e libera, capace di educare alla cittadinanza attiva, di mettere in discussione il presente e costruire, insieme, un futuro più giusto.



LE/I DOCENTI

1. Alba Sarompas

2. Alessandra Fazio

3. Alessandro Carpita

4. Anna Olisterno

5. Antimo Ianniello Del Bene

6. Carla Vannutelli

7. Carmelo Albanese

8. Caterina Battaglia

9. Concetta Valletta

10. Conforti Maria Fulvia

11. Daniela Profeti

12. Dante Lenza

13. Domenico Angeloni

14. Domenico Pazzano

15. Donatella Sollazzi

16. Eliana Petrini

17. Elisa Brucci

18. Elisa Graceffa

19. Elmira Farrokhtakin

20. Emilia Bartolotti

21. Emilia Pagano

22. Enzo Strino

23. Fabiola Vitale

24. Federica Corradini

25. Filomena Iavazzo

26. Fortuna Boccia

27. Franca Tullio

28. Francesca Celona

29. Francesca Nembrini

30. Francesco Neri

31. Gabriella Granatiero

32. Giada Scidone

33. Ginevra Vezzosi

34. Giovanna Anna Montano

35. Giulia Ancilotti

36. Giulia Cinquefiori

37. Giuseppe Frijia

38. Giuseppina Amalia Monaco

39. Greta Parri

40. Hans Honnacker

41. Ivàn Selva

42. Laura Ciari

43. Laura Donadio

44. Laura Maltinti

45. Letizia Bianchi

46. Letteria Giuffrè

47. Lorenzo Bindi

48. Lorenzo Casini

49. Marcello Bellia

50. Maria Della Rocca

51. Marina Acciarino

52. Mario Cerrone

53. Martina Federico

54. Martina Materassi

55. Martina Salvatore

56. Matteo Bensi

57. Mauro Cei

58. Mauro Panfalone

59. Michele Maccantelli

60. Monica Corsinovi

61. Natascia Mugnaini

62. Nello Colonnelli

63. Orsola Donnarumma

64. Paolo Arena

65. Patrizia Cipriani

66. Renato Quartuccio

67. Roberta Pagni

68. Rossella Corti

69. Samanta Monco

70. Sandra Ciari

71. Sandra Maionchi

72. Sara Bertelli

73. Sara Caruso

74. Sara Trovato

75. Sarah Frescura

76. Sergio Marino

77. Silvia Bagnoli

78. Silvia Cappelletti

79. Silvia Mori

80. Silvia Panella

81. Sonia Andreoli

82. Tania Cellini

83. Tiziana Viviani

84. Valentina Valentini

85. Valeria Anatilopan

86. Valeria Testa

87. Violetta Farina

88. Vito Battaglia