Lovato tiene in corsa l'Empoli: tutte le possibili combinazioni in cosa per salvarsi
01-05-2026 22:21 - Sport
di Gabriele Guastella
Alle 16 e 17 minuti di un particolare venerdì 1° maggio calcistico, in un pomeriggio assolato, sotto un cielo azzurrissimo e con un forte vento di grecale, un colpo di testa vincente di Matteo Lovato, un difensore roccioso e che ultimamente sta imparando il "vizietto" delle sortite offensive, ha permesso all'Empoli di superare l'Avellino, tenendo in "corsissima" la squadra azzurra per il raggiungimento dell'obiettivo salvezza.
Al Carlo Castellani Computer Gross Arena ci sono oltre tremila tifosi irpini, la Curva Sud è sold-out, qualcuno è anche in Maratona Superiore e perfino in Tribuna; d'altronde l'entusiasmo in casa Avellino è alle stelle, i campani sotto la cura Davide Ballardini hanno ingranato la marcia giusta e, dopo aver centrato l'obiettivo salvezza con qualche giornata d'anticipo, tentano ora di difendere l'ottavo posto che vale un posto nella griglia dei Play Off promozione.
Le due compagini arrivano a questo match con gli umori contrapposti: l'Empoli dallo 0-2 patito al Penzo di Venezia, l'Avellino dal 2-0 inflitto al Bari che ha ulteriormente acceso i riflettori sulla squadra e le speranze Play Off. Ballardini, tecnico dell'Avellino, però alla vigilia aveva messo in guardia i suoi e tutto l'ambiente: "affrontiamo una squadra più forte ed attrezzata, un'altra squadra che come il Bari ha grandi motivazioni, ma che qualitativamente ha qualcosa in più... sono lì per caso, in una stagione complicata e difficile. Come sempre le motivazioni finiranno per fare la differenza".
Ed in effetti la partita ha rispecchiato un po' queste premesse. L'Avellino non ha regalato niente, sia chiaro, e l'Empoli per avere la meglio ha dovuto mettere in campo carattere e determinazione; certo poi le motivazioni hanno finito per fare la differenza perché l'Avellino ha giocato con la forza dei nervi distesi e la tranquillità di aver raggiunto l'obiettivo primario, l'Empoli invece vivendo il pomeriggio con la consapevolezza di trovarsi dentro la "partita della vita". Logico che fosse così, giusto che sia stato così.
Gli azzurri hanno anche avuto la possibilità di chiudere la contesa. Tra il minuto 25' ed il minuto 27' della ripresa, infatti, Shpendi per due volte dal dischetto si è fatto neutralizzare il calcio di rigore, da lui stesso conquistato per trattenuta di Fontanarosa, un ex azzurro campione d'Italia con le giovanili empolesi (che tra l'altro in pieno recupero sarà pure espulso per reiterate proteste nei confronti del direttore di gara, ndr).
Il primo rigore di Shpendi è stato parato da Daffara all'angolino alla sinistra del portiere, che però si è mosso prima; sulla ripetizione Stiven ha incrociando l'angolo ma Daffara ha nuovamente parato. "Stiven a fine partita in panchina era in lacrime, - rivelerà il tecnico Caserta nel dopogara - enormemente dispiaciuto per non essere riuscito a segnare un rigore importante, e temeva che potesse in qualche modo pregiudicare gli sforzi compiuti dalla squadra per vincere questa partita. Io, invece, voglio fargli i complimenti perché non è da tutti presentarsi nuovamente sul dischetto con determinazione come ha fatto lui, e dopo un errore...".
L'Avellino si è reso pericoloso nel finale due volte con Russo, punizione destinata all'angolino neutralizzata in angolo da Fulignati, e con una girata da centro area di Pandolfi su cui l'estremo difensore azzurro si è esaltato: gli azzurri, forse, in quei minuti hanno rinculato un po' troppo, concedendo metri e fiducia agli ospiti che, per fortuna, non sono riusciti a mantenere lucidità e convinzione nei sei minuti di recupero concessi dal direttore di gara, vissuti con l'ansia di chi pensa di vivere un tempo interminabile, e conclusi con l'Empoli che, in contropiede, ha sfiorato il 2-0 con Degli Innocenti che si è fatto parare un diagonale rasoterra dal promettente giovane portiere dell'Avellino.
ORA UNA SETTIMANA DI PASSIONE, LA CLASSIFICA A 90' MINUTI DALLA FINE, GLI INCROCI - Il campionato ha emesso al momento soltanto un verdetto: il Venezia anche solo pareggiando a La Spezia è matematicamente promosso in Serie A. Per il secondo posto buono per la promozione diretta in Serie A, per l'ottavo che vale un posto al sole nei Play Off, e per quanto riguarda la zona salvezza invece è bagarre assoluta.
Si presentano "senza motivazioni" all'ultima giornata soltanto in poche squadre: il Venezia, già promosso, ed il Palermo sicuro di chiudere al quarto posto (se vince a Venezia e dovesse agganciare il Monza sarebbe comunque quarto a causa della situazione che lo penalizza negli scontri diretti, doppia sconfitta per 0-3 contro i brianzoli, ndr); Catanzaro, Modena e Juve Stabia sono già ai Play Off, e tra l'altro con l'impossibilità di migliorare o peggiorare la propria posizione di classifica. E' bagarre invece per l'ottavo posto: Avellino (46), Cesena (46), Mantova (46), Carrarese (44) e Sampdoria (44) sono le squadre aritmeticamente ancora in corsa.
Molte di queste squadre protagoniste della parte sinistra della classifica si incrociano con quelle della parte destra nell'ultima coinvolgente giornata di campionato. L'unica ad essere davvero senza particolari obiettivi è il Padova, salvo da oggi grazie al successo ottenuto in pieno recupero contro il Pescara.
Ed eccoci alla zona salvezza, che coinvolge anche l'Empoli. Gli azzurri con il successo contro l'Avellino hanno agganciato a quota 40 punti il Sudtirol (parità negli scontri diretti, vittoria per 2-1 a Bolzano e sconfitta per 0-1 al Castellani, ma con una miglior differenza reti generale, ndr), e superato in classifica di un punto la Virtus Entella con cui l'Empoli ha però una situazione di svantaggio negli scontri diretti (0-1 a Chiavari, e 1-1 al Castellani, ndr), infine il Bari a quota 37: con i pugliesi l'Empoli è in vantaggio negli scontri diretti grazie al 5-0 dell'andata, mentre al ritorno hanno vinto i biancorossi 2-1.
Pescara, Spezia e Reggiana chiudono la classifica a 34 punti: gli emiliani sono tenuti in gioco e non sono ancora matematicamente retrocessi, possono al massimo ambire ai Play Out, solo grazie ad una particolare combinazione di risultati che porterebbe i granata alla disputa dello spareggio: perché ciò avvenga Bari e Pescara dovrebbero perdere con la contemporanea vittoria di Spezia (a Pescara, ndr) e Reggiana, gli emiliani sarebbero messi meglio nella classifica avulsa.
E l'Empoli? Gli azzurri a 90' minuti dalla fine del campionato sono tornati padroni del proprio destino: si salvano sicuramente se vincono a Monza, se pareggiano e l'Entella non vince (gioca in casa con la Carrarese, ndr), se pareggiano e non vince anche il Sudtirol, che affronta la Juve Stabia in casa all'ultima giornata, perché come detto i toscani sono in vantaggio negli scontri diretti con gli altoatesini. E poi c'è una particolare situazione per cui tre, o addirittura quattro squadre possono finire tutte a 40 punti. Ed in quel caso sarà decisiva la classifica avulsa: gli scontri diretti e la differenza reti.
TABELLINO
EMPOLI (4-4-2) - 21 Fulignati; 26 Candela, 34 Guarino, 4 Romagnoli, 20 Lovato; 8 Magnino, 14 Yepes (dal 39' st 18 Ghion), 32 Haas (dal 24' st 6 Degli Innocenti), 15 Ceesay (dal 24' st 7 Elia); 19 Nasti (dal 9' st 77 Popov), 11 Shpendi (dal 39' st 99 Bianchi). A disp. 1 Perisan; 2 Curto, 5 Obaretin, 27 Moruzzi; 10 Ilie; 17 Fila, 70 Saporiti. All. Fabio Caserta
AVELLINO (4-3-1-2) - 30 Daffara; 29 Cancellotti (dal 20' st 2 Missori), 56 Enrici, 4 Izzo, 63 Fontanarosa; 24 Sounas (dal 20' st 94 R. Insigne), 6 Palmiero, 39 Besaggio (dal 28' st 8 Pandolfi); 20 Palumbo; 9 Patierno (dal 38' st 27 La Borgne), 14 Biasci (dal 1' st 10 Russo). A disp. 53 Sassi; 7 Tutino, 11 D'Andrea, 16 Kumi, 18 Sgarbi, 21 Armellino, 99 Favilli. All. Davide Ballardini
Arbitro: Sig. Federico La Penna di Roma (Barone-Luciani / IV Uff.le Di Marco - VAR Piccinini/Sozza)
Marcatore: al 13' st 20 Lovato (E).
Note: Angoli Empoli 4 Avellino 2. Ammoniti: al 1' st 32 Haas (E), al 12' st 24 Sounas (A), al 32' st 7 Elia (E), al 38' st 14 Yepes (E). Espulsi: al 52' st 63 Fontanarosa (A). Recupero: 1' pt - 6'+1' st. Spettatori: 10.500. Al 27' st Shpendi si è fatto parare un calcio di rigore e la ripetizione del rigore.
Alle 16 e 17 minuti di un particolare venerdì 1° maggio calcistico, in un pomeriggio assolato, sotto un cielo azzurrissimo e con un forte vento di grecale, un colpo di testa vincente di Matteo Lovato, un difensore roccioso e che ultimamente sta imparando il "vizietto" delle sortite offensive, ha permesso all'Empoli di superare l'Avellino, tenendo in "corsissima" la squadra azzurra per il raggiungimento dell'obiettivo salvezza.
Al Carlo Castellani Computer Gross Arena ci sono oltre tremila tifosi irpini, la Curva Sud è sold-out, qualcuno è anche in Maratona Superiore e perfino in Tribuna; d'altronde l'entusiasmo in casa Avellino è alle stelle, i campani sotto la cura Davide Ballardini hanno ingranato la marcia giusta e, dopo aver centrato l'obiettivo salvezza con qualche giornata d'anticipo, tentano ora di difendere l'ottavo posto che vale un posto nella griglia dei Play Off promozione.
Le due compagini arrivano a questo match con gli umori contrapposti: l'Empoli dallo 0-2 patito al Penzo di Venezia, l'Avellino dal 2-0 inflitto al Bari che ha ulteriormente acceso i riflettori sulla squadra e le speranze Play Off. Ballardini, tecnico dell'Avellino, però alla vigilia aveva messo in guardia i suoi e tutto l'ambiente: "affrontiamo una squadra più forte ed attrezzata, un'altra squadra che come il Bari ha grandi motivazioni, ma che qualitativamente ha qualcosa in più... sono lì per caso, in una stagione complicata e difficile. Come sempre le motivazioni finiranno per fare la differenza".
Ed in effetti la partita ha rispecchiato un po' queste premesse. L'Avellino non ha regalato niente, sia chiaro, e l'Empoli per avere la meglio ha dovuto mettere in campo carattere e determinazione; certo poi le motivazioni hanno finito per fare la differenza perché l'Avellino ha giocato con la forza dei nervi distesi e la tranquillità di aver raggiunto l'obiettivo primario, l'Empoli invece vivendo il pomeriggio con la consapevolezza di trovarsi dentro la "partita della vita". Logico che fosse così, giusto che sia stato così.
Gli azzurri hanno anche avuto la possibilità di chiudere la contesa. Tra il minuto 25' ed il minuto 27' della ripresa, infatti, Shpendi per due volte dal dischetto si è fatto neutralizzare il calcio di rigore, da lui stesso conquistato per trattenuta di Fontanarosa, un ex azzurro campione d'Italia con le giovanili empolesi (che tra l'altro in pieno recupero sarà pure espulso per reiterate proteste nei confronti del direttore di gara, ndr).
Il primo rigore di Shpendi è stato parato da Daffara all'angolino alla sinistra del portiere, che però si è mosso prima; sulla ripetizione Stiven ha incrociando l'angolo ma Daffara ha nuovamente parato. "Stiven a fine partita in panchina era in lacrime, - rivelerà il tecnico Caserta nel dopogara - enormemente dispiaciuto per non essere riuscito a segnare un rigore importante, e temeva che potesse in qualche modo pregiudicare gli sforzi compiuti dalla squadra per vincere questa partita. Io, invece, voglio fargli i complimenti perché non è da tutti presentarsi nuovamente sul dischetto con determinazione come ha fatto lui, e dopo un errore...".
L'Avellino si è reso pericoloso nel finale due volte con Russo, punizione destinata all'angolino neutralizzata in angolo da Fulignati, e con una girata da centro area di Pandolfi su cui l'estremo difensore azzurro si è esaltato: gli azzurri, forse, in quei minuti hanno rinculato un po' troppo, concedendo metri e fiducia agli ospiti che, per fortuna, non sono riusciti a mantenere lucidità e convinzione nei sei minuti di recupero concessi dal direttore di gara, vissuti con l'ansia di chi pensa di vivere un tempo interminabile, e conclusi con l'Empoli che, in contropiede, ha sfiorato il 2-0 con Degli Innocenti che si è fatto parare un diagonale rasoterra dal promettente giovane portiere dell'Avellino.
ORA UNA SETTIMANA DI PASSIONE, LA CLASSIFICA A 90' MINUTI DALLA FINE, GLI INCROCI - Il campionato ha emesso al momento soltanto un verdetto: il Venezia anche solo pareggiando a La Spezia è matematicamente promosso in Serie A. Per il secondo posto buono per la promozione diretta in Serie A, per l'ottavo che vale un posto al sole nei Play Off, e per quanto riguarda la zona salvezza invece è bagarre assoluta.
Si presentano "senza motivazioni" all'ultima giornata soltanto in poche squadre: il Venezia, già promosso, ed il Palermo sicuro di chiudere al quarto posto (se vince a Venezia e dovesse agganciare il Monza sarebbe comunque quarto a causa della situazione che lo penalizza negli scontri diretti, doppia sconfitta per 0-3 contro i brianzoli, ndr); Catanzaro, Modena e Juve Stabia sono già ai Play Off, e tra l'altro con l'impossibilità di migliorare o peggiorare la propria posizione di classifica. E' bagarre invece per l'ottavo posto: Avellino (46), Cesena (46), Mantova (46), Carrarese (44) e Sampdoria (44) sono le squadre aritmeticamente ancora in corsa.
Molte di queste squadre protagoniste della parte sinistra della classifica si incrociano con quelle della parte destra nell'ultima coinvolgente giornata di campionato. L'unica ad essere davvero senza particolari obiettivi è il Padova, salvo da oggi grazie al successo ottenuto in pieno recupero contro il Pescara.
Ed eccoci alla zona salvezza, che coinvolge anche l'Empoli. Gli azzurri con il successo contro l'Avellino hanno agganciato a quota 40 punti il Sudtirol (parità negli scontri diretti, vittoria per 2-1 a Bolzano e sconfitta per 0-1 al Castellani, ma con una miglior differenza reti generale, ndr), e superato in classifica di un punto la Virtus Entella con cui l'Empoli ha però una situazione di svantaggio negli scontri diretti (0-1 a Chiavari, e 1-1 al Castellani, ndr), infine il Bari a quota 37: con i pugliesi l'Empoli è in vantaggio negli scontri diretti grazie al 5-0 dell'andata, mentre al ritorno hanno vinto i biancorossi 2-1.
Pescara, Spezia e Reggiana chiudono la classifica a 34 punti: gli emiliani sono tenuti in gioco e non sono ancora matematicamente retrocessi, possono al massimo ambire ai Play Out, solo grazie ad una particolare combinazione di risultati che porterebbe i granata alla disputa dello spareggio: perché ciò avvenga Bari e Pescara dovrebbero perdere con la contemporanea vittoria di Spezia (a Pescara, ndr) e Reggiana, gli emiliani sarebbero messi meglio nella classifica avulsa.
E l'Empoli? Gli azzurri a 90' minuti dalla fine del campionato sono tornati padroni del proprio destino: si salvano sicuramente se vincono a Monza, se pareggiano e l'Entella non vince (gioca in casa con la Carrarese, ndr), se pareggiano e non vince anche il Sudtirol, che affronta la Juve Stabia in casa all'ultima giornata, perché come detto i toscani sono in vantaggio negli scontri diretti con gli altoatesini. E poi c'è una particolare situazione per cui tre, o addirittura quattro squadre possono finire tutte a 40 punti. Ed in quel caso sarà decisiva la classifica avulsa: gli scontri diretti e la differenza reti.
TABELLINO
EMPOLI (4-4-2) - 21 Fulignati; 26 Candela, 34 Guarino, 4 Romagnoli, 20 Lovato; 8 Magnino, 14 Yepes (dal 39' st 18 Ghion), 32 Haas (dal 24' st 6 Degli Innocenti), 15 Ceesay (dal 24' st 7 Elia); 19 Nasti (dal 9' st 77 Popov), 11 Shpendi (dal 39' st 99 Bianchi). A disp. 1 Perisan; 2 Curto, 5 Obaretin, 27 Moruzzi; 10 Ilie; 17 Fila, 70 Saporiti. All. Fabio Caserta
AVELLINO (4-3-1-2) - 30 Daffara; 29 Cancellotti (dal 20' st 2 Missori), 56 Enrici, 4 Izzo, 63 Fontanarosa; 24 Sounas (dal 20' st 94 R. Insigne), 6 Palmiero, 39 Besaggio (dal 28' st 8 Pandolfi); 20 Palumbo; 9 Patierno (dal 38' st 27 La Borgne), 14 Biasci (dal 1' st 10 Russo). A disp. 53 Sassi; 7 Tutino, 11 D'Andrea, 16 Kumi, 18 Sgarbi, 21 Armellino, 99 Favilli. All. Davide Ballardini
Arbitro: Sig. Federico La Penna di Roma (Barone-Luciani / IV Uff.le Di Marco - VAR Piccinini/Sozza)
Marcatore: al 13' st 20 Lovato (E).
Note: Angoli Empoli 4 Avellino 2. Ammoniti: al 1' st 32 Haas (E), al 12' st 24 Sounas (A), al 32' st 7 Elia (E), al 38' st 14 Yepes (E). Espulsi: al 52' st 63 Fontanarosa (A). Recupero: 1' pt - 6'+1' st. Spettatori: 10.500. Al 27' st Shpendi si è fatto parare un calcio di rigore e la ripetizione del rigore.






