M5s, SiAmo Empoli e Be: "Sull'Orme poca trasparenza e cittadini esclusi"
07-04-2026 08:06 - Politica
Un’interrogazione consiliare per fare chiarezza sul progetto di messa in sicurezza del torrente Orme. A presentarla sono stati i consiglieri Leonardo Masi e Sabrina Ciolli (Buongiorno Empoli-Siamo Empoli) insieme a Jacopo Maccari (Movimento 5 Stelle), che chiedono spiegazioni all’amministrazione comunale su procedure espropriative, trasparenza e coinvolgimento della cittadinanza.
Al centro dell’atto ispettivo il primo stralcio dell’intervento, denominato “ringrossi argini”, un’opera ritenuta rilevante non solo sotto il profilo della sicurezza idraulica, ma anche per l’impatto su proprietà private e sul territorio. Secondo i consiglieri firmatari, infatti, il progetto comporterebbe espropri e modifiche significative, oltre al taglio di numerose alberature lungo l’argine.
Nel documento si evidenziano diverse criticità, a partire dalle modalità di informazione ai cittadini. I soggetti direttamente coinvolti dagli espropri, si legge, sarebbero stati avvisati solo di recente e con un termine di appena dieci giorni per presentare eventuali osservazioni: una tempistica ritenuta insufficiente per poter acquisire pareri tecnici o legali. Inoltre, viene sottolineata l’assenza di assemblee pubbliche o momenti di confronto preventivo con la popolazione.
Dubbi anche sulle modalità di pubblicazione dell’avvio del procedimento: oltre all’albo pretorio e ai canali istituzionali, l’avviso è apparso su quotidiani a diffusione nazionale come Il Giornale e Corriere della Sera, ma non su testate locali come La Nazione e Il Tirreno. Una scelta che, secondo i firmatari, potrebbe aver limitato la reale conoscibilità dell’intervento. A rafforzare questa tesi, il fatto che durante il periodo utile non sia pervenuta alcuna osservazione, circostanza ritenuta “difficilmente compatibile” con la portata del progetto.
L’interrogazione richiama anche la normativa vigente, in particolare l’articolo 11 del DPR 327/2001, che impone forme di pubblicità tali da garantire un’effettiva informazione ai cittadini interessati.
Oltre agli aspetti procedurali, i consiglieri chiedono chiarimenti nel merito delle scelte progettuali. Tra i punti sollevati, la realizzazione di un argine carrabile, di cui si chiede la motivazione e l’effettiva necessità, nonché l’eventuale valutazione di soluzioni alternative meno impattanti.
Attenzione anche all’impatto ambientale: viene chiesto quante alberature saranno abbattute, se siano previste compensazioni e se sia possibile sospendere temporaneamente i tagli per consentire un confronto pubblico.
Infine, l’interrogazione affronta il tema dei rapporti con gli enti sovraordinati, chiedendo quale sia stato il coinvolgimento della Regione e se esistano margini per una revisione del progetto.
Con questo atto, i gruppi consiliari firmatari sollecitano dunque maggiore trasparenza e partecipazione su un intervento ritenuto strategico ma al tempo stesso delicato per il territorio empolese.
Al centro dell’atto ispettivo il primo stralcio dell’intervento, denominato “ringrossi argini”, un’opera ritenuta rilevante non solo sotto il profilo della sicurezza idraulica, ma anche per l’impatto su proprietà private e sul territorio. Secondo i consiglieri firmatari, infatti, il progetto comporterebbe espropri e modifiche significative, oltre al taglio di numerose alberature lungo l’argine.
Nel documento si evidenziano diverse criticità, a partire dalle modalità di informazione ai cittadini. I soggetti direttamente coinvolti dagli espropri, si legge, sarebbero stati avvisati solo di recente e con un termine di appena dieci giorni per presentare eventuali osservazioni: una tempistica ritenuta insufficiente per poter acquisire pareri tecnici o legali. Inoltre, viene sottolineata l’assenza di assemblee pubbliche o momenti di confronto preventivo con la popolazione.
Dubbi anche sulle modalità di pubblicazione dell’avvio del procedimento: oltre all’albo pretorio e ai canali istituzionali, l’avviso è apparso su quotidiani a diffusione nazionale come Il Giornale e Corriere della Sera, ma non su testate locali come La Nazione e Il Tirreno. Una scelta che, secondo i firmatari, potrebbe aver limitato la reale conoscibilità dell’intervento. A rafforzare questa tesi, il fatto che durante il periodo utile non sia pervenuta alcuna osservazione, circostanza ritenuta “difficilmente compatibile” con la portata del progetto.
L’interrogazione richiama anche la normativa vigente, in particolare l’articolo 11 del DPR 327/2001, che impone forme di pubblicità tali da garantire un’effettiva informazione ai cittadini interessati.
Oltre agli aspetti procedurali, i consiglieri chiedono chiarimenti nel merito delle scelte progettuali. Tra i punti sollevati, la realizzazione di un argine carrabile, di cui si chiede la motivazione e l’effettiva necessità, nonché l’eventuale valutazione di soluzioni alternative meno impattanti.
Attenzione anche all’impatto ambientale: viene chiesto quante alberature saranno abbattute, se siano previste compensazioni e se sia possibile sospendere temporaneamente i tagli per consentire un confronto pubblico.
Infine, l’interrogazione affronta il tema dei rapporti con gli enti sovraordinati, chiedendo quale sia stato il coinvolgimento della Regione e se esistano margini per una revisione del progetto.
Con questo atto, i gruppi consiliari firmatari sollecitano dunque maggiore trasparenza e partecipazione su un intervento ritenuto strategico ma al tempo stesso delicato per il territorio empolese.






