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Marconcini: "La Costituzione base del programma del campo largo"

30-03-2026 17:53 - Le interviste di Clebs.it
Il referendum con la vittoria del no, il campo largo, le politiche del 2027. Massimo Marconcini, ex assessore della giunta Bugli e Barnin, esponente di Sinistra italiana e quindi di Avs, torna a parlare dell'attualità politica dopo il successo del fronte di cui faceva parte

Eri ottimista o pessimista?

All'inizio pessimista, poi col passare dei giorni sono diventato ottimista ma non avrei mai pensato di vincere con questo scarto

Perché questo cambio di rotta?

Sono diventato ottimista quando il fronte del no ha iniziato ad andare sul terreno ideale, quello della difesa della Costituzione. La questione non è tanto la riforma che poteva avere anche dei punti condivisibili, quanto il fatto che si stava scardinando in maniera surrettizia l'articolo 138 della Costituzione. Prima, quando c'erano i partiti seri, si andava in Parlamento, si proponeva la riforma discutendola ed era una disdetta se l'opposizione non ci stava ed era necessario ricorrere al referendum. Ora c'è questo giochino che è stato fatto perché la destra si sentiva sicura di vincere. Se fosse passato, si sarebbe destabilizzato il tutto affidando una riforma costituzionale alle tifoserie. Io, che non credo di essere uno sprovveduto, non sono in grado di giudicare questa riforma proposta

Quindi un errore della Meloni

Secondo me sì, un errore di sopravvalutazione del consenso ed all'Italia, per votare no, è bastato riscoprirsi non di sinistra ma democristiana. Il buon democristiano la Costituzione non la tocca

E ora cosa cambia?

A destra non lo so anche se sta crollando un po' tutto. Io spero sia l'occasione di fare un po' di repulisti mentre a sinistra c'è davanti una cosa colossale

Cosa?

Il programma. Se è vero che questo no è la difesa della Costituzione il passaggio successivo è fare della Costituzione la base del programma. Capisco che chi viene da destra destra possa non amarla pur rispettandola, ma per chi fa parte del campo largo il programma è qui. Gli articoli sono lì per prendere tutto quello di cui c'è bisogno per farne uno di centro sinistra e proporlo agli italiani. Senza farsi troppi problemi e cercando di non spaccarsi in primarie che io eviterei

Nel programma ci mettiamo anche l'articolo 11?

Secondo me è un po' sopravvalutato, nel senso che è meno pacifista di quello che sembra. Va letto tutto non solo la prima parte. Resta il fatto che il tema della pace è basilare

Torniamo alle primarie, dicevi che le eviteresti ma…

Conte le ha da sempre nel cassetto ma, in un paese normale il leader è quello del partito con più voti. I 5 stelle hanno una peculiarità, lui ha dei numeri e quindi, se la Schlein ci sta come ha detto, che si facciano. Io le bloccherei a loro due dopo aver deciso chi si fa votare


Chi faresti votare?

Gli iscritti alla coalizione ma facendo una campagna elettorale senza spararsi addosso. Pd e 5 stelle, qualche anno fa, lo facevano quotidianamente. Non deve tornare il tempo di Bibbiano. La priorità deve essere il programma e mi sembra di capire che, tranne Calenda, in un programma ispirato alla Costituzione ci si possa stare tutti. Perdere le elezioni per divisioni sul leader sarebbe stupido. Queste occasioni non tornano più

Visto che la logica ed i numeri dicono Schlein, come reagirà la pancia democristiana dell'Italia? Non è troppo spostata a sinistra?

E' un pericolo reale perché l'Italia non è un paese di sinistra. A livello nazionale la sinistra può stare solo dentro una coalizione di centro sinistra. Il Pd è un partito di centro sinistra

Renzi ed Avs insieme, scintille?

Avs non mette veti, come ha detto Fratoianni. C'è un programma e su quello va trovato l'accordo. Io non ci vedo Calenda ma mi pare che i veti se li metta da solo

Nel 2024 a Empoli Italia Viva è rimasta fuori

Scelta di Maria Grazia Maestrelli, noi non abbiamo messo alcun veto e non lo metterei nemmeno per le politiche. Il nodo è il programma e credo che non si debba essere comunisti per capire che in Italia c'è una questione salariale e un tema a cui tengo molto anche perché faccio parte della categoria

Quale?

I diritti sociali legati alle partite Iva

Cioè?

Le partite che vanno da 0 a 60/70 mila euro sono persone che hanno grosse difficoltà economiche. Di queste cifre fatturate, al netto dell'Irpef, ne rimangono circa la metà. In questa metà c'è da tenere conto delle malattie e della pensione. Questo è un mondo che non ha mai trovato né rappresentanza politica, né sindacale

Il passaggio cruciale, tornando al 2027, è dal no ad una proposta al sì su un programma

Certo, ricordando che nel no non ci sono solo elettori di centro sinistra. L'obiettivo è intercettare chi ha votato no ed anche quella fascia dal 60 per cento di votanti al cento per cento. Questo 40 va riportato a votare con un programma alternativo alla destra, che sia di prospettiva e che batta, oltre che sulle due questioni suddette, sul tema della pace. Devono essere ricostruite le relazioni internazionali. Con una battuta direi ridateci Andreotti

Questione voto giovanile, un dato positivo

Sì e sia questo che l'affluenza alta sono dettati dalla questione della difesa della Costituzione. I giovani l'hanno sentita vera, più di quanto non sentano i simboli dei partiti. Ma ora o si chiude il cerchio o fra sei mesi del no non parlerà più nessuno

Della Meloni al tappeto ti fidi?

No, lei è brava. Ora si toglie persone che non vuole più e riparte per le Politiche del 2027. Quello che la gente non dentro alla politica spesso non capisce è che certi compromessi sui nomi chiunque alla fine li deve fare, è nelle cose. Se si ripulisce e fa una campagna elettorale adeguata del no ci si dimentica. O sei alternativo con un programma serio o è un problema. Guai a considerarla morta

Voto empolese?

Mi ha sorpreso in positivo, ad esempio, nel seggio dove ero io. Ho percepito che tanti elettori di centro destra hanno votato no. Per il resto abbiamo fatto una buona campagna elettorale anche se credo che la gente abbia ascoltato tanta televisione fidandosi di personaggi importanti

Tipo?

Mi viene in mente Barbero o altri di spessore nazionale. Se è vero che la gente non si fida più dei politici, di altri personaggi invece sì. Poi i ragazzi vedono i social che sono stati importanti

Chiudiamo con la questione campo largo a livello locale: l'esperienza referendaria lo allargherà rispetto a quanto è stato per le Regionali del 2025 con la freddezza dei Cinque stelle e la sinistra rimasta fuori?


Per me è la sola strada. Nessun veto e cercare di starci tutti dentro senza litigare prima o far cadere il governo dopo due anni. Questo no ci riapre una speranza, una possibilità storica. Buttarla via dopo cinque anni di governo Meloni vorrebbe dire non tornare più alla guida del paese per anni. L'alternativa al campo largo è la destra destra, non una coalizione centrista. E lo scenario non mi piace affatto

Marco Mainardi