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Masi e il confronto con Alia: "Nessuna risposta sui disservizi, ma una certezza c'è: la TARIC aumenterà"

17-07-2026 15:52 - Politica
di Leonardo Masi (*)

La seduta di ieri della Commissione consiliare "Controllo e Garanzia" del Comune di Empoli, che ha visto in audizione i vertici di Alia-Plures, avrebbe dovuto fare chiarezza su tre questioni: i gravi disservizi nella raccolta differenziata che da quasi due mesi interessano il territorio comunale, il possibile aumento della TARIC e il rapporto tra Alia-Plures e ATO Toscana Centro. Dalla commissione sono arrivate poche risposte e molte conferme delle nostre preoccupazioni.

Sul tema dei disservizi non è emersa alcuna reale assunzione di responsabilità. Il responsabile dell'organizzazione ha ricondotto le difficoltà agli scioperi e alla festività nazionale del mese di giugno: una spiegazione insufficiente a giustificare quasi cinquanta giorni di raccolta irregolare e disagi continui per la cittadinanza e per le attività. Scioperi e festività si programmano con mesi di anticipo e non spiegano una crisi di questa durata. A nostro avviso il problema è a monte: una riorganizzazione del servizio orientata a comprimere i costi operativi, che scarica sulla qualità del servizio e sul personale ciò che non regge sul piano industriale. Chiediamo che l'azienda porti in commissione i dati su organici, turni e mezzi impiegati sul territorio: se la nostra lettura è sbagliata, lo si dimostri con i numeri.

Ancora più significativa è stata la discussione sul contenzioso tra Alia-Plures e ATO Toscana Centro sui costi del servizio. La presidenza di Alia-Plures ha attribuito il problema a una lettura errata dei dati da parte dell'Autorità, riferendo che quest'ultima non avrebbe accettato un reale confronto. Su questo ricordiamo che si tratta di uno scontro documentato: negli orientamenti preliminari sulla validazione del Piano Economico Finanziario, la stessa ATO ha escluso dal riconoscimento tariffario voci di costo rilevanti e ha qualificato il comportamento del gestore come non collaborativo. Non è una questione di interpretazioni: è un giudizio agli atti.

Abbiamo fatto notare una contraddizione evidente: Alia-Plures è una società interamente partecipata dai Comuni delle province di Firenze, Prato e Pistoia; la stessa ATO Toscana Centro è un organismo costituito dagli stessi Comuni. Come è possibile che due soggetti espressione delle medesime amministrazioni arrivino a uno scontro così netto?

La risposta ricevuta è la parte più importante di tutta la seduta. I vertici di Alia-Plures hanno dichiarato che il loro compito è fare gli interessi della società e che non è corretto considerare Alia-Plures e ATO Toscana Centro come parti dello stesso soggetto pubblico. È esattamente ciò che sosteniamo dalla nascita di Alia-Plures, nel 2023 — quando contestammo quella scelta, e che su Empoli ha poi visto il dibattito proseguire con il referendum cittadino. La proprietà è pubblica, ma la gestione segue logiche societarie proprie, come qualsiasi società di diritto privato.

E qui non si tratta solo di smontare la narrazione delle amministrazioni PD, secondo cui Alia-Plures sarebbe una società pubblica "a tutti gli effetti". Il servizio è affidato ad Alia-Plures da ATO Toscana Centro, l'ente di governo che — in nome degli stessi Comuni — deve regolare e controllare il gestore attraverso il contratto di servizio e la validazione dei costi nel Piano Economico Finanziario. È lì che dovrebbe esercitarsi il controllo pubblico su una società che opera con logiche di mercato. Ebbene: quando i vertici dichiarano di perseguire l'interesse della società e di non identificarsi con l'ente di governo espressione degli stessi Comuni, ci stanno dicendo che considerano ATO una controparte, e non l'autorità chiamata a controllarli. Il contenzioso in atto sul PEF ne è la prova concreta. La proprietà pubblica, da sola, non garantisce nulla: il controllo si esercita attraverso ATO e il contratto di servizio, ed è esattamente quel controllo che oggi non funziona.

Perché di servizi essenziali stiamo parlando. Con la costituzione di Alia-Plures i Comuni hanno affidato la gestione di un servizio pubblico essenziale a una società che opera con logiche di mercato e dalla quale si attendono anche i dividendi: nel 2025 il Comune di Empoli ne ha incassati circa un milione di euro, risorse che derivano direttamente dalle tariffe pagate dalla cittadinanza. Va aggiunto un dettaglio che pesa: quei dividendi sono stati distribuiti attingendo alle riserve, in un anno in cui l'utile del gruppo è crollato di oltre la metà. Si distribuiscono cioè utili prelevati dalle bollette anche quando l'utile reale d'esercizio si è dimezzato.

Infine, la risposta più netta è arrivata sulla domanda che interessa di più famiglie e imprese: la TARIC aumenterà. Alla richiesta diretta se la tariffa subirà un incremento, la risposta dei vertici di Alia-Plures è stata un inequivocabile sì.

Dopo settimane di disservizi, nessuna responsabilità individuata e ora la prospettiva di un aumento della tariffa. La cittadinanza di Empoli merita molto di più: un servizio efficiente, trasparenza nelle scelte e amministratori capaci di esercitare un controllo reale — anche giuridico — su chi gestisce un servizio pubblico essenziale.

(*) Leonardo Masi è capogruppo di Buongiorno Empoli-SiAmo Empoli in consiglio comunale, la nota è anche a nome del Movimento Cinque stelle