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Meno gradi, stessa fatica: perché questa seconda ondata di caldo ci è sembrata la peggiore

18-07-2026 09:00 - Opinioni
L'ondata di calore che ha preso ampiamente campo nel mese di luglio ha oltrepassato il suo picco nelle ultime ventiquattro ore. Questo non significa che di punto in bianco perderemo i gradi che hanno gonfiato l'anomalia termica di questi ultimi dieci giorni, ma lentamente, molto lentamente, inizieremo a vedere scendere il termometro dai valori raggiunti in questi giorni pedissequamente.

Entro domani gradualmente avremo perso fra i 2 ed i 3 gradi, un po' pochi per alcune località che hanno sfiorato i 39 gradi per più giorni. Successivamente si aprirà una fase di discesa consistente, che riporterà a metà settimana, i termometri attorno alle medie dell'inizio della terza decade di luglio.

Possiamo quindi iniziare a delineare i tratti dirimenti di questa seconda, lunga ondata di calore, dell'estate 2026. Il confronto tanto per iniziare non può che partire da quella precedente. Nella seconda parte del mese di giugno infatti, abbiamo registrato una delle più lunghe fasi anomale dal punto di vista delle temperature. In alcuni casi oltre dodici gradi rispetto alle medie climatiche trentennali.

Per scendere nel dettaglio analitico non resta che snocciolare i dati di quest'ultima ondata, che ricordiamo andrà affievolendosi, ma regalerà ancora 24/48 ore di valori attorno se non superiori ai 35 C°.

Stavolta andremo a fare dei raffronti zonali, rapportando comune per comune il picco del dato di luglio, confrontandolo con quello raggiunto nel mese di giugno.

Iniziamo da Empoli Stazione, quella che bene o male è quasi sempre la zona più calda di Empoli. Stavolta il termometro si è fermato a 39.2 C° lo 0.8 in meno rispetto a giugno. Segue Capraia e Limite che seppur a pari rilevazione 39.2 C°, proveniva da un dato di giugno di 40.4 C° ben 1.2 C° gradi in meno rispetto al mese scorso. Segnaliamo in ordine “termico” Cerreto Guidi 38.6 contro i 39.1 di giugno, Certaldo che in controtendenza locale tocca anch'esso i 38.6 C contro i 37.6 quindi un grado in meno rispetto al mese scorso.

Un elemento che fa quasi il paio con Montaione 36.0 contro 35.9. Tutte le altre località, non hanno toccato i valori estremi di giugno. Castelfiorentino si è fermato a 37.6 C°, Montelupo a 37.4 C° Vinci 36.9. Addirittura Empoli Lungarno si è attestata a -1.7 C° con 36.7 C° contro i 38.4 C° di fine giugno. Le zone di media collina come il Montalbano e Montaione livellano anch'esse il dato di qualche decimale , quasi mezzo grado nel caso del Montalbano in meno.

A conferma di una minore intensità di questa seconda ondata di calore è il numero di giorni antecedenti al picco massimo, 12 per giugno, 9 per luglio.

Quindi va tutto bene? Certo che no!

Lo dimostra il fatto che le persone hanno percepito questa seconda fiammata africana in maniera peggiore rispetto a quella precedente. In primis perchè lo stacco per decomprimere lo stress termico accumulato dalla prima si è rivelato effimero, in alcuni casi neppure 72 ore. Senza contare che, salvo localizzati fenomeni, su buona parte del territorio non piove seriamente da inizio giugno. Di conseguenza quando la seconda ondata di calore si è manifestata, seppure in forma più lieve in diverse zone della Toscana, il calore immagazzinato dal terreno, dall'asfalto, dal cemento, era talmente esagerato, da impedire quel salvifico stacco termico per far raffreddare seppur in un contesto estivo, tutto il materiale ormai riscaldato dalla radiazione solare.

Senza contare che a conti fatti, su quarantotto giorni, (dal primo giugno ad oggi 18 luglio) ventuno hanno visto valori over 35 di media su tutto l'empolese valdelsa, esclusi Montaione, Gambassi ed il Montalbano.

A tutto questo vanno aggiunte le notti che di conseguenza non potevano che essere tropicali, con valori over 20 C°

Sempre rapportandosi allo stesso arco temporale, su quarantotto notti, abbiamo una media fra le 20 e le 22 nottate con valori tropicali.

Se come paiono proporre i modelli a medio termine, luglio si andrà a chiudere senza altre ondate di calore degne di rilevanza, e con valori comunque in media o leggermente sopra, gradualmente, molto gradualmente, andranno stemperando le case, le piazze senza alberi, le strade e di conseguenza anche il nostro organismo, che si trascina gradi su gradi, accumulati da settimane.

Se dal punto di vista delle temperature possiamo aprirci ad un cauto ottimismo per la parte finale del mese; resta da evidenziare il capitolo precipitazioni.

Ovviamente giugno e luglio non sono i mesi della pioggia per antonomasia, ma va messo in conto che gli accumuli di luglio in alcune zone dell'empolese sono pari a zero. Ipotizzando anche scenari che in realtà non si intravedono neppure nelle analisi a lungo termine, il rischio di un forte deficit pluviometrico è una concreta e reale possibilità.

La speranza è che prima della prossima ondata di calore, (che sicuramente non mancherà da qui a settembre di manifestarsi), si vengano a creare le condizioni per un perlomeno veloce break stagionale.

Un' evoluzione questa che però al momento non sembra palesarsi all'orizzonte, perlomeno a corto giro.

Caleranno certamente le temperature: non si escludono localizzati temporali che troveranno energia per dare purtroppo anche il peggio di sé, come è già accaduto sulle regioni settentrionali, ma si tratta pur sempre di fenomeni a macchia di leopardo, qua servirebbero precipitazioni il più possibile “democratiche”. Senza contare che l'estate 2026 ha ancora tante frecce infuocate al suo arco, pronte ad essere scoccate sul Mediterraneo, alla prima occasione utile, e su questo persino i modelli stagionali, nelle loro analisi probabilistiche, sbagliano raramente.

Gordon Baldacci