Montelupo lancia la Rigenerazione Naturale Assistita: un modello di forestazione urbana che si affida alla natura
28-09-2026 11:41 - Circondiario
Nel quadro delle azioni volte al contrasto delle isole di calore e al potenziamento del verde urbano, il Comune di Montelupo Fiorentino compie un passo avanti con un approccio totalmente innovativo per gli Enti locali. Dopo l'esperienza dello sfalcio ridotto, l'Amministrazione intende portare sul proprio territorio la rigenerazione naturale assistita, nota a livello scientifico come ANR (Assisted Natural Regeneration), declinandola nell'esperienza locale come Forestazione Spontanea Assistita.
Questa azione climatica nasce dalla consapevolezza dei limiti e dei costi della piantumazione tradizionale. Mettere a dimora nuovi alberi provenienti da vivaio comporta infatti investimenti economici elevati e un alto rischio di mancato attecchimento, spesso aggravato da scelte botaniche non idonee a resistere agli odierni eccessi climatici.
L'approccio dell'ANR ribalta questa prospettiva, riponendo fiducia nella straordinaria capacità di autoregolazione dell'ecosistema. Se osserviamo bene la natura sta già cercando di difendersi dal cambiamento climatico; l'essere umano, superando rigidi preconcetti estetici o di falso senso di ordine e pulizia, sceglie di stare un passo indietro e di agire come semplice facilitatore delle dinamiche naturali.
Il modello operativo prevede l'individuazione, il censimento e la tutela di alberi e piccoli boschi urbani nati in modo del tutto spontaneo sul suolo comunale. Si tratta di piante che hanno già superato una selezione naturale e che dimostrano una straordinaria adattività al contesto dove sono nate. L'intervento umano si limita a una fase di osservazione, di selezione dei germogli più forti, dalla rimozione della vegetazione competitiva circostante e dalla protezione mediante delimitazioni fisiche per evitare danneggiamenti. Attraverso potature strategiche volte a stimolare lo sviluppo verticale del tronco, i giovani alberi riescono in circa due anni a sviluppare una chioma sufficientemente folta da creare un microclima protettivo nei pressi dell'impianto radicale, rendendo le nuove piante autosufficienti e prive di ulteriori necessità manutentive.
A Montelupo quindi la messa a dimora di alberi acquisiti sul mercato, oggetto negli ultimi anni di investimenti importanti che proseguiranno, sarà affiancata dalla forestazione spontanea assistita e dal ritorno all'autovivaismo in sperimentazione già da alcuni anni.
Ad oggi sono già candidate ad entrare nel patrimonio arboreo comunale dalla Forestazione Spontanea Assistita una ventina di piante. Alloro, bagolari, platani, pioppi, ligustri giapponesi, alberi di giuda, alberi delle lanterne cinesi e aceri sembrano essere le specie selezionate dalla Natura per proteggersi e proteggerci dall'aumento delle temperature.
«Come già avvenuto con lo sfalcio ridotto, lanciamo oggi un modello di forestazione urbana innovativo, inedito e, nel suo piccolo, rivoluzionario», dichiara Lorenzo Nesi , Assessore alle politiche ambientali, di mitigazione e adattamento climatico. «Spesso al verde urbano applichiamo schemi progettuali e mantali, rigidi e costosi, prevedendo colture inadeguate al clima attuale o futuro. Se vogliamo difendere i nostri territori dobbiamo imparare a lasciare agire la natura, riponendo fiducia nelle sue capacità di autorigenerazione con piante che si sono già selezionate da sole dimostrando di saper resistere agli stress ambientali. Con questo progetto l'essere umano smette di imporre una falsa idea di ordine e si mette al servizio dell'ecosistema, in una vera logica One Health in cui la salute dell'ambiente e quella dei cittadini coincidono».
Lasciando spazio alla capacità di autosviluppo della natura, il Comune di Montelupo Fiorentino punta a creare un habitat urbano più forte, sano ed economico, confermandosi laboratorio d'innovazione e punto di riferimento per le politiche di mitigazione e adattamento climatico.
Fonte: Ufficio stampa
Questa azione climatica nasce dalla consapevolezza dei limiti e dei costi della piantumazione tradizionale. Mettere a dimora nuovi alberi provenienti da vivaio comporta infatti investimenti economici elevati e un alto rischio di mancato attecchimento, spesso aggravato da scelte botaniche non idonee a resistere agli odierni eccessi climatici.
L'approccio dell'ANR ribalta questa prospettiva, riponendo fiducia nella straordinaria capacità di autoregolazione dell'ecosistema. Se osserviamo bene la natura sta già cercando di difendersi dal cambiamento climatico; l'essere umano, superando rigidi preconcetti estetici o di falso senso di ordine e pulizia, sceglie di stare un passo indietro e di agire come semplice facilitatore delle dinamiche naturali.
Il modello operativo prevede l'individuazione, il censimento e la tutela di alberi e piccoli boschi urbani nati in modo del tutto spontaneo sul suolo comunale. Si tratta di piante che hanno già superato una selezione naturale e che dimostrano una straordinaria adattività al contesto dove sono nate. L'intervento umano si limita a una fase di osservazione, di selezione dei germogli più forti, dalla rimozione della vegetazione competitiva circostante e dalla protezione mediante delimitazioni fisiche per evitare danneggiamenti. Attraverso potature strategiche volte a stimolare lo sviluppo verticale del tronco, i giovani alberi riescono in circa due anni a sviluppare una chioma sufficientemente folta da creare un microclima protettivo nei pressi dell'impianto radicale, rendendo le nuove piante autosufficienti e prive di ulteriori necessità manutentive.
A Montelupo quindi la messa a dimora di alberi acquisiti sul mercato, oggetto negli ultimi anni di investimenti importanti che proseguiranno, sarà affiancata dalla forestazione spontanea assistita e dal ritorno all'autovivaismo in sperimentazione già da alcuni anni.
Ad oggi sono già candidate ad entrare nel patrimonio arboreo comunale dalla Forestazione Spontanea Assistita una ventina di piante. Alloro, bagolari, platani, pioppi, ligustri giapponesi, alberi di giuda, alberi delle lanterne cinesi e aceri sembrano essere le specie selezionate dalla Natura per proteggersi e proteggerci dall'aumento delle temperature.
«Come già avvenuto con lo sfalcio ridotto, lanciamo oggi un modello di forestazione urbana innovativo, inedito e, nel suo piccolo, rivoluzionario», dichiara Lorenzo Nesi , Assessore alle politiche ambientali, di mitigazione e adattamento climatico. «Spesso al verde urbano applichiamo schemi progettuali e mantali, rigidi e costosi, prevedendo colture inadeguate al clima attuale o futuro. Se vogliamo difendere i nostri territori dobbiamo imparare a lasciare agire la natura, riponendo fiducia nelle sue capacità di autorigenerazione con piante che si sono già selezionate da sole dimostrando di saper resistere agli stress ambientali. Con questo progetto l'essere umano smette di imporre una falsa idea di ordine e si mette al servizio dell'ecosistema, in una vera logica One Health in cui la salute dell'ambiente e quella dei cittadini coincidono».
Lasciando spazio alla capacità di autosviluppo della natura, il Comune di Montelupo Fiorentino punta a creare un habitat urbano più forte, sano ed economico, confermandosi laboratorio d'innovazione e punto di riferimento per le politiche di mitigazione e adattamento climatico.
Fonte: Ufficio stampa






