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Muore in ospedale e spariscono gli anelli: denuncia della famiglia

29-04-2026 15:05 - Cronaca
Una vicenda dolorosa, che aggiunge amarezza al lutto. È quella denunciata da una famiglia empolese dopo la morte di Donato Spallone, avvenuta la mattina di domenica 26 aprile all’ospedale San Giuseppe di Empoli.

Il signor Spallone, 86 anni, ex carabiniere, aveva lavorato per anni come custode a Palazzo Pitti a Firenze, arrivando poi a ricoprire il ruolo di capo servizio dei custodi alla Villa Medicea di Cerreto Guidi. Residente nella zona di Santa Maria, era molto conosciuto in città.

Secondo quanto ricostruito dai familiari, tutto è iniziato nel pomeriggio di sabato 25 aprile, quando l’uomo si è sentito male nella sua abitazione. Sul posto sono intervenuti i soccorsi della Pubblica Assistenza di Limite sull’Arno con un' ambulanza insieme all’automedica, che nel giro di circa un’ora lo hanno trasportato al pronto soccorso del vicino ospedale San Giuseppe. Inizialmente cosciente, il signor Spallone era rimasto in contatto con i familiari, arrivando anche a effettuare una videochiamata da letto insieme a una delle figlie.

Nel corso della notte, però, le sue condizioni si sono aggravate. Intorno alle due un primo peggioramento, poi alle cinque del mattino una nuova comunicazione alla famiglia per valori clinici alterati. Alle 7.30 i familiari si sono recati in ospedale e poco dopo le 8 è stata comunicata la notizia del decesso, con un quadro che farebbe pensare a un evento cardiaco. È a quel punto che emerge il fatto più sconcertante. Il figlio Massimo, insieme alle sorella Laura, si è avvicinato al corpo del padre. Prima ancora, la moglie Grazia, a casa con l'altra figlia Silvia, avvisata telefonicamente, aveva raccomandato di recuperare gli oggetti personali: in particolare due anelli che il marito non aveva mai tolto in tutta la vita. Si trattava della fede nuziale in oro giallo, risalente al matrimonio del 1968, e di un anello di fidanzamento in oro bianco con pietra, datato 1964. I due orologi che l’uomo portava abitualmente ai polsi erano ancora presenti. Gli anelli, invece, erano scomparsi.

Immediata la richiesta di chiarimenti al personale sanitario presente in pronto soccorso. L’ipotesi iniziale era che gli oggetti fossero stati rimossi e custoditi tra gli effetti personali del paziente, insieme ad alcune chiavi. Ma, secondo quanto riferito dalla famiglia, non sono mai stati ritrovati. Lunedì mattina, al momento dell’apertura degli uffici, è stata formalizzata la denuncia presso il commissariato di polizia di Empoli. Nel frattempo, nel pomeriggio dello stesso giorno, si sono svolti i funerali nella chiesa di Santa Maria. La famiglia considera il gesto grave e profondamente irrispettoso. Al di là del valore economico, infatti, gli anelli rappresentavano un legame affettivo fortissimo, parte della storia personale e familiare di Donato Spallone e della moglie Grazia. “Non li aveva mai tolti”, raccontano i familiari. “Non è solo una questione materiale: è un gesto che ferisce la dignità di una persona e di una famiglia, in un momento già devastante”. Da qui anche un appello: chiunque sia responsabile o abbia informazioni utili potrebbe ancora rimediare, restituendo gli anelli anche in forma anonima, magari lasciandoli all’interno dell’ospedale o facendoli recapitare in altro modo. La speranza è che questa vicenda possa trovare una conclusione diversa, restituendo almeno in parte serenità a una famiglia colpita da un doppio dolore.


Alla famiglia Spallone vanno le condoglianze sentite della redazione.