Nasce il Distretto biologico della Valdelsa: nove Comuni insieme per agricoltura, ambiente e sviluppo sostenibile
08-09-2026 14:24 - Circondiario
È stato firmato nella Sala consiliare del Comune di Certaldo il protocollo per la costituzione del Distretto biologico della Valdelsa, un progetto che mette insieme nove Comuni del territorio: Casole d'Elsa, Castelfiorentino, Certaldo, Colle di Val d'Elsa, Gambassi Terme, Montaione, Montespertoli, Poggibonsi e San Gimignano, Comune capofila, insieme all'associazione Biodistretto di San Gimignano. La firma ufficializza un percorso condiviso avviato nel 2025 e apre una nuova fase di collaborazione tra amministrazioni, imprese e realtà del territorio, con l'obiettivo di fare dell'agricoltura biologica una leva di sviluppo sostenibile, innovazione e tutela dell'ambiente. Il progetto, promosso e coordinato dall'associazione Biodistretto di San Gimignano, nasce infatti da un percorso partecipato che ha coinvolto amministrazioni comunali, aziende agricole, associazioni di categoria e operatori economici. Il Distretto biologico viene concepito come uno strumento di governance territoriale capace di superare i confini amministrativi e consentire ai diversi soggetti di lavorare insieme su temi strategici come sostenibilità, competitività, tutela del paesaggio rurale, biodiversità e valorizzazione delle produzioni locali, in linea con quanto previsto dalla legge regionale toscana 51/2019 sulla disciplina dei distretti biologici. La dimensione sovracomunale dovrebbe inoltre permettere di programmare azioni condivise, intercettare risorse regionali, nazionali ed europee e sviluppare progetti che difficilmente potrebbero essere realizzati da un singolo Comune o da una singola impresa. Tra gli obiettivi del nuovo Distretto ci sono il sostegno alla crescita della filiera biologica, l'accompagnamento delle aziende nei percorsi di conversione, la promozione di innovazione, formazione e ricerca, la creazione di nuove sinergie tra produttori, trasformatori e operatori economici e lo sviluppo di filiere corte. L'ambizione è quella di costruire un sistema territoriale in grado di mettere in relazione agricoltura, ambiente, turismo e cultura, rafforzando l'identità della Valdelsa, valorizzandone le produzioni di qualità e tutelandone il paesaggio e la biodiversità. Con la firma del protocollo prende ora ufficialmente il via la fase operativa del progetto. Il primo appuntamento riguarderà direttamente le imprese e i soggetti privati del territorio: a partire da lunedì 14 settembre sarà pubblicato sui siti istituzionali dei nove Comuni l'avviso pubblico per aderire al Distretto biologico della Valdelsa. L'avviso resterà aperto fino al 15 ottobre 2026 compreso e consentirà alle aziende interessate di conoscere il progetto e manifestare la propria volontà di partecipare al percorso. Successivamente è prevista la presentazione alla Regione Toscana della richiesta di riconoscimento ufficiale del Distretto. «La firma del protocollo rappresenta un punto di partenza importante, non un punto di arrivo», sottolineano i sindaci dei Comuni coinvolti. La scelta di unire nove amministrazioni, spiegano, nasce dalla convinzione che una dimensione territoriale più ampia possa rafforzare la capacità progettuale sui temi dell'agricoltura, della sostenibilità, dell'ambiente e della valorizzazione delle produzioni locali. Il passaggio decisivo sarà ora il riconoscimento ufficiale da parte della Regione Toscana, che permetterà di dare piena concretezza al percorso e di costruire nuove progettualità insieme alle imprese. Lo sguardo è già rivolto anche al 2027, anno nel quale è prevista una riforma della governance dei distretti biologici. L'obiettivo dei Comuni è arrivare a quella scadenza con un Distretto già strutturato, una rete consolidata di amministrazioni e imprese e una progettualità condivisa, così da poter cogliere le nuove opportunità che potranno aprirsi per il territorio della Valdelsa.






