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Nubifragio a Empoli, Baldacci: «Oltre 100 millimetri in due ore. Il problema è la frequenza di questi fenomeni»

17-09-2026 15:25 - Le interviste di Clebs.it
Un nubifragio particolarmente intenso ha colpito oggi - giovedì 17 settembre - Empoli, provocando allagamenti e disagi alla viabilità. Secondo i primi dati diffusi dal Comune, in appena mezz’ora sono caduti 43 millimetri di pioggia. Ma il bilancio pluviometrico è poi ulteriormente cresciuto nelle ore successive, con differenze significative anche tra zone relativamente vicine della città.

Per capire meglio che cosa sia successo e quanto episodi di questo tipo siano oggi prevedibili, abbiamo intervistato Gordon Baldacci, esperto meteo, che ha seguito l’evoluzione del fenomeno. Dalla violenza delle precipitazioni alla rete di monitoraggio, passando per i limiti delle allerte e per la capacità delle infrastrutture di reggere eventi estremi, Baldacci mette in evidenza soprattutto un elemento: la difficoltà non è più soltanto quella di spiegare come si formano questi fenomeni, ma anche quella di gestirne la crescente frequenza e la loro estrema localizzazione.

Baldacci, partiamo dai numeri. Il Comune parla di 43 millimetri caduti in appena mezz’ora e definisce l’evento particolarmente raro. Quanto è effettivamente eccezionale un accumulo di questo tipo per Empoli e che cosa ci dice sulla violenza del fenomeno?
«Intanto aggiorniamo i dati. Dopo quei 43 millimetri registrati alla stazione CFR di Empoli Lungarno, ne sono arrivati altri 35 nell’ora successiva, arrivando a 78 millimetri come dato attuale. In alcune zone di Empoli, come il centro storico, abbiamo però registrato valori ancora più importanti: 87 millimetri cumulati tra le 12 e le 13.20, con un dato finale di oltre 100 millimetri in due ore. Leggermente migliore la situazione nella zona est, dove le punte massime si sono attestate attorno ai 50-55 millimetri. Per quanto questi fenomeni continuino a essere violenti, la loro frequenza non è più un elemento di eccezionalità. Con quello di oggi siamo già al quarto episodio dall’inizio dell’anno. Le condizioni atmosferiche di partenza, purtroppo, sono sempre o quasi le stesse: masse d’aria più fresca che interagiscono con situazioni anticicloniche spesso persistenti. Non è più un mistero il modo in cui questi fenomeni si sviluppano. Il problema è piuttosto il fatto che si verifichino così spesso e in maniera estremamente localizzata. Prendiamo proprio la giornata di oggi: Empoli ha subito un nubifragio violento e persistente, così come Capraia e Limite, dove abbiamo avuto punte di 55-60 millimetri. Cerreto Guidi o Montelupo Fiorentino, invece, non sono arrivati neppure alla metà dei cumulati registrati a Empoli».

In episodi così localizzati, quanto è importante la rete di monitoraggio meteorologico? Pluviometri e altri strumenti sono in grado di intercettare tempestivamente fenomeni così circoscritti?
«Siamo ormai organizzati nell’interazione fra reti istituzionali e private a livello previsionale. Sul territorio, però, la Protezione Civile è tenuta ufficialmente a seguire le stazioni della rete di monitoraggio regionale. Questo significa che molte zone non sono nemmeno monitorate. Stiamo aspettando che il sistema E-Dot, presentato in primavera dal Comune di Empoli, entri ufficialmente in funzione, ma al momento non abbiamo ancora notizie ufficiali in merito. In una giornata come quella di oggi, una rete di questo tipo sarebbe stata essenziale soprattutto dal punto di vista del nowcasting, cioè della capacità di monitorare in tempo quasi reale ciò che sta accadendo e di seguirne l'evoluzione minuto per minuto».

Un evento del genere può essere previsto con sufficiente anticipo? Oppure, quando le precipitazioni sono così intense e concentrate, il margine di previsione resta necessariamente limitato?

«Qui si entra in un terreno in cui la meteorologia deve entrare in conflitto con l’economia. Spesso si immagina che l’emissione di un codice giallo da parte delle autorità competenti rappresenti un'indicazione di fenomeni di minore violenza. In realtà non è così. Ce lo dimostra plasticamente anche il caso di oggi: quello che è accaduto a Empoli rientra pienamente nella dinamica descritta nelle allerte, ovvero fenomeni di difficile localizzazione che possono rivelarsi forti. La differenza sostanziale con il codice arancione è che, in quel caso, si apre un monitoraggio attivo fino alla conclusione dell’allerta. Apparirebbe quindi ovvio pensare che, proprio in un'epoca caratterizzata da nubifragi violenti, a ogni occasione si debba passare direttamente al codice arancione. Ma quest’ultimo cambia radicalmente l’accezione del rischio e comporta conseguenze concrete: i sindaci devono assumere decisioni su scuole, parchi, cimiteri e altre strutture. Senza contare, ed è inutile negarlo, che un monitoraggio h24 ha un costo. Il sistema deve quindi valutare di volta in volta se sia il caso di sostenerlo, sulla base delle condizioni di partenza e delle previsioni».

Il Comune ha invitato i cittadini a non mettersi in viaggio e ad attendere che l’acqua defluisse nella rete fognaria. Quanto conta, davanti a precipitazioni così intense, la capacità del territorio e delle infrastrutture di assorbire e smaltire l’acqua?
«Mesi fa avevo affrontato, con un articolo di natura teorica, proprio il tema della capacità dei sistemi di drenaggio. Anche ipotizzando che i tombini siano perfettamente puliti e sistemati, come il lavabo del nostro bagno, hanno comunque una loro capacità massima di raccolta e un determinato fattore di deflusso.Allo stesso tempo, i tombini non scaricano nel nulla: sono collegati a collettori e a un sistema che, in molti casi, è stato progettato per fenomeni meteorologici che non sono più gli stessi di quaranta o cinquant'anni fa.Per il resto, a Empoli ma non solo, si continua a costruire in zone a rischio idrogeologico e si procede ancora troppo lentamente con la depavimentazione delle aree asfaltate.
Sono state prese decisioni oggi e nei decenni passati sulla base dell'idea di un clima sostanzialmente immutabile. Per le scelte del passato possiamo anche considerare che non si conosceva, se non raramente, il rischio a cui saremmo andati incontro. Ma oggi? Senza fare le cassandre del momento, bisogna ricordare che l’autunno deve ancora iniziare. Le previsioni a lungo termine, anche sperando che possano essere smentite, ci propongono scenari nei quali questi fenomeni potrebbero diventare una caratteristica distintiva. Temperature per troppo tempo fuori dalla norma, energia presente in grande quantità e mari molto caldi: non è una favola. Sono i principi di base della termodinamica a metterci in guardia».