News
percorso: Home > News > Opinioni

Peggioramento meteo senza eccessi: più colpito l’Empolese rispetto alla Valdelsa

29-01-2026 09:25 - Opinioni
di Gordon Baldacci

Era atteso un peggioramento del tempo sull’Empolese più che sulla Valdelsa; che sulle prime destava qualche attenzione in più, provenendo dopo neppure ventiquattro ore di pausa, dopo il fronte che ha interessato la zona lunedì scorso.

Arrivati alla fase conclusiva di questa perturbazione non resta che dare un’occhiata a quali sono le zone più colpite dalle precipitazioni. Inizialmente terremo conto solo degli accumuli odierni ovviamente, per scoprire che Castra sul Montalbano guida la classifica con i suoi 48.5 mm nell’arco delle ultime 24 ore, seguita da Empoli Pontorme con 40.9 mm. Più staccati e con cumulati pressochè medi, i dati di Limite sull’Arno e del Montalbano versante Vitolini 35.3 mm, Vinci 34.8 mm. Valori simili su Empoli Pozzale 34.5, Lazzeretto 34.3 mm, fino a Serravalle 31.7.

In mattinata sicuramente alimentando una maggiore preoccupazione, era presente un post sui social che parlava di accumuli vicinissimi ai 50 mm, potenziali responsabili del rialzo di alcuni rii e torrenti del reticolo minore nelle zone che dal Montalbano scendono verso Cerreto Guidi. Da una attenta valutazione di diverse reti di monitoraggio, (CFR Toscana, SIR, Reti Nazionali e Mondiali, con ovviamente stazioni omologate alle norme vigenti del World Meteorological organization) quel dato non è stato rilevato, ed anche ove il picco dei 40 mm è stato raggiunto, è in un arco temporale che supera le prime ore del pomeriggio (dopo le 14).

Fatte salve quindi le precipitazioni di oggi che se fossero intervenute dopo un maggiore periodo asciutto non avrebbero certo destato attenzioni particolari, se sommiamo invece i fenomeni odierni con quelli intercorsi da domenica fino a lunedì la situazione cambia.

Solo sul Montalbano si superano i 100 millimetri, 108.9 sempre su Castra, 70 netti su Vinci, oltre 83 su Empoli Pontorme, una cinquantina fra Stabbia e Lazzeretto. L’orografia poi dei due fronti non ha avuto comunque la stessa traiettoria. Per esempio la stessa Limite sull’Arno nel peggioramento di inizio settimana aveva cumulato solo 9 mm. Empoli fra le zone del lungarno ed il centro storico nel suo insieme, ha una media che non supera i 30 mm che ovviamente sommati a quelli di queste ore hanno raggiunto quota globale di 60 mm.

Al netto delle localizzate criticità registrate, risolte spesso con un po’ di vigilanza, certamente e per fortuna non siamo stati di fronte ad un doppio peggioramento del tempo dai connotati estremi. Nei prossimi giorni giungeranno le analisi del mese di gennaio, lecito attendersi sorprese, non solo dal punto di vista degli accumuli, probabilmente in leggero surplus ma anche e soprattutto in virtù delle temperature, che aldilà della settimana iniziale dell’anno, con la ripresa del flusso zonale atlantico, non ha certamente deposto a valori pienamente invernali, semmai tanta e tanta umidità. Quest’ultima essenziale nel far percepire valori più freddi che poi in realtà il termometro va a smentire palesemente.

Infine approfittiamo di questi giorni della Merla più simili a quelli di Sant’Andrea che ad un gennaio gelido, per tracciare una seppur breve tendenza previsionale.

La prossima domenica saremo già nel mese di febbraio, che per breve nella sua durata, a più riprese ha portato fasi fredde in lungo e largo per la Toscana. Al momento le informazioni potremmo dividerle in due tronconi. La prima quella legata alla tendenza a medio termine (7-15 giorni) vede ancora un periodo molto variabile, poche giornate di sole pieno, e poi nuvole e piogge; con temperature tutto sommato in media se non qualche grado in più. Per la seconda parte del mese e qui entriamo in quello che è il contesto delle proiezioni a lungo termine, inizieranno le prima manovre attorno al Polo Nord con la discesa di varie masse di aria fredda verso sud. Trattandosi quest’anno di un Vortice Polare spesso disturbato, nulla vieta che una di quelle masse in discesa libera possa scivolare verso l’Europa centrale e poi meridionale. Di certo ancora non vi è nulla, indici e valori sono ancora troppo instabili anche a tre settimane per dare certa una nuova fase invernale degna di tale nome.

Ci torneremo e come sempre monitorando, aggiorneremo.