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Pioggia intensa nella notte: i numeri raccontano il temporale

03-06-2026 16:06 - Opinioni
di Gordon Baldacci

Un temporale è per definizione una perturbazione atmosferica a livello locale. Si tratta di un fenomeno molto caotico, causato dal movimento verticale delle masse di aria e tipicamente accompagnato da fenomeni che sono ben visibili: forti rovesci, fulmini, raffiche di vento e grandine. I temporali si differenziano dai rovesci per la presenza di fulmini e per il forte aumento di intensità della pioggia sul breve periodo. Si parla di temporale dal momento in cui viene registrata la prima scarica elettrica, anche solo all’interno della nuvola. Le nubi temporalesche, i cumulonembi sono infatti caratterizzate da un marcato sviluppo verticale. Esse si distinguono dalle altre nuvole in quanto appunto accompagnate da fulmini e tuoni. Quando i fulmini sono percepiti solo visivamente e non sono accompagnati dal rumore del tuono, si parla di “lampi”. I temporali si possono formare anche a livello regionale e rivelarsi anche violenti. Spesso sono accompagnati da precipitazioni sotto forma di rovesci di pioggia, che per un breve periodo possono essere di forte intensità e portare anche grandine. Inoltre possono generare forti raffiche di vento.

Questa premessa, ci deve servire per collocare nei giusti confini, i fenomeni che si vengono a verificare e semmai differenziarli, nel confronto con i veri e propri fenomeni estremi. Su questo argomento la narrazione dominante, è quella di vedere in ogni nubifragio la “bomba d’acqua”; bastano a malapena dieci minuti di pioggia intensa per scatenare il delirio collettivo, anche e soprattutto se il territorio, non reagisce come ci aspetteremmo. Una pozzanghera più grande davanti casa, una grata che non riceve e subito si grida al fenomeno estremo.

Andiamo quindi ad osservare quali sono i confini che fanno la differenza fra il rovescio ed il nubifragio. L’indice che ci da il senso dell’intensità del fenomeno è il Rain Rate, ovvero quello che potremmo definire il tachimetro della nostra macchina, e che ci spiega appunto con che intensità la pioggia cade sul territorio.

Sappiamo che si tratta di pioviggine = 1mm/h, pioggia debole = 1-2mm/h, pioggia leggera = 2-4mm/h, pioggia moderata = 4-6mm/h, pioggia forte = 6-9mm/h, rovescio = 10-29mm/h, nubifragio = >30mm/h.

Andiamo quindi a fare una valutazione sulla pioggia che stanotte ha bagnato l’empolese più che la Valdelsa, accumulando in alcune zone valori ascrivibili al nubifragio, o se preferite al più volgare “bomba d’acqua”.

In cima a questa classifica troviamo, Castra con i suoi 38.6 mm, in meno di mezz’ora. Segue Avane con 38.1 mm, Montelupo zona Graziani con 34 mm sempre nell’arco di 25/35 minuti; veri e propri nubifragi.

C’è da dire che spesso proprio per la natura stessa del temporale, persino fra quartieri ed isolati confinanti, cambiano gli accumuli anche in maniera importante.

Se Empoli Lungarno raggiunge 32 mm, la zona attorno a Piazza della Vittoria ne cumula 24.2 e Ponzano 24.3, basta tornare in zona stazione ferroviaria per salire a 31 mm e scendere nuovamente a 25.7 attorno alla zona di Via Sanzio. Pontorme sempre più zona protetta in questi casi si ferma a 26.9, mentre Serravalle cumula 34.3, il secondo dato più alto di Empoli dopo Avane, distanziando di un solo millimetro Cortenuova.
Appare subito chiaro, che persino entro lo stesso comune, ci sono zone che si sono limitate a ricevere un rovescio, mentre altre salgono a pieno titolo nella categoria nubifragi. In entrambi i casi, minimizzare riconducendo il tutto al colorito modo di dire: ha fatto due gocce, può essere un modo simpatico per attirare l’attenzione sulle sedie del circolo di zona, ma ovviamente dati alla mano, una valutazione del tutto antiscientifica. Anche perchè fra quelle località che hanno avuto solo un “rovescio” c’è Limite sull’Arno Centro Storico, che alle 5 e 04 di stamani pur cumulando “solo” 23.3 mm, ha raggiunto il più alto rain rate della zona, 188.98 mm/h.
Ironizzando - per sdrammatizzare - quando si suol dire: breve ma intenso.