Ponte a Elsa fa muro per padre Tiziano: "Vescovo Paccosi, ci ripensi"
31-08-2026 19:30 - Primo piano
di Marco Mainardi
Una raccolta firme cartacea ed online per impedire il trasferimento del parroco. E' quanto accade a Ponte a Elsa dove i parrocchiani – e non solo – si sono mobilitati per il loro padre Tiziano una volta saputo che ad ottobre, dopo 45 anni di servizio, li lascerà. Il rapporto che lo lega a quel luogo e i tempi della decisione del Vescovo Giovanni Paccosi (Ponte a Elsa rientra infatti sotto la diocesi di San Miniato) sono al centro della discussione e della richiesta di confronto. L'obiettivo della raccolta è “una scelta condivisa sul futuro pastorale delle comunità – si legge - Eccellenza Reverendissima, noi, fedeli, parrocchiani e cittadini delle comunità interessate dagli avvicendamenti pastorali recentemente comunicati dalla Diocesi, ci rivolgiamo a Lei con rispetto, filiale affetto ma anche con la responsabilità e la libertà che derivano dall'essere parte viva delle comunità alle quali tali decisioni sono destinate”. Si chiede “che la situazione pastorale di Padre Tiziano Molteni e delle comunità coinvolte venga riesaminata attraverso un confronto diretto con una rappresentanza dei firmatari”.
A Ponte a Elsa dal 1981
Ma ricostruiamo la situazione. Era il 1981 quando un giovane padre Tiziano Molteni, allora ventinovenne ordinato presbitero da appena 4 anni (la data esatta è il 24 settembre del 1977) si unì alla comunità dei Betarramiti di Ponte a Elsa (il primo parroco betarramita designato per la frazione empolese fu padre Franco Cesana, affidato a quella parrocchia dal Vescovo Paolo Ghizzoni). Nel 1990 assunse ufficialmente il ruolo di parroco della frazione, incarico che, come detto, lascerà ad ottobre (con Ponte a Elsa anche Brusciana a Pianezzoli che erano sotto la sua cura) dopo 45 anni di servizio per diventare il nuovo parroco di San Donato Vescovo e Martire a Isola e di San Michele Arcangelo a Roffia, succedendo a padre Albino De Giobbi, altro betarramita. Al suo posto arriverà don Simone Meini, proveniente dalla Val d'Egola.
Perché alla vigilia del 50° anno di ordinazione sacerdotale?
Perché, 74enne ed alla vigilia del 50° anno di ordinazione sacerdotale che avrebbe potuto e voluto fare nella ‘sua' Ponte a Elsa, è arrivata questa decisione? E' questa la domanda che circola fra i parrocchiani dal momento dell'ufficializzazione della notizia. La risposta può darla solo il Vescovo Giovanni Paccosi e sta nelle spesso insondabili logiche della chiesa cattolica. Di sicuro, come testimonia la petizione, la notizia non è stata accolta bene dalla parrocchia di Ponte a Elsa che perde quello che per la frazione è stato più di un parroco, un vero e proprio punto di riferimento. Una questione che tocca personalmente anche il sindaco Alessio Mantellassi che frequenta da sempre quella chiesa, che con padre Tiziano ha un rapporto molto solido di amicizia e stima reciproca e che ora ha un ruolo importante nel gestire al meglio questa fase di transizione che ha creato dispiacere e malumore all'interno della comunità. “Andremo alla messa da Tiziano” è una delle frasi che si sentono dire fra i parrocchiani, parole magari dette ‘di pancia' ma che fanno capire come digerire questo trasferimento non sia sicuramente una cosa semplice.
Arriva don Simone Meini
Al suo posto arriva don Simone Meini. Sacerdote stimato, dinamico e da sempre vicinissimo al mondo dei giovani, raccoglierà questa lunga ed importante eredità spirituale e sociale. Originario di Lari, in provincia di Pisa, don Simone Meini ha maturato la propria vocazione all'interno del seminario diocesano, completando gli studi teologici e filosofici prima di essere ordinato presbitero il 20 settembre 2014 nella cattedrale di San Miniato, per l'imposizione delle mani dell'allora vescovo monsignor Fausto Tardelli. Sin dai primi anni del suo ministero, don Simone si è distinto per la sua forte propensione all'ascolto, all'accoglienza e alla pastorale di prossimità, diventando rapidamente un punto di riferimento per l'intera comunità diocesana.
Direttore della Pastorale giovanile della Diocesi
Il suo percorso pastorale è stato profondamente segnato dal lungo servizio svolto nell'unità pastorale della Val d'Egola, un territorio geograficamente vasto e frammentato che comprende le parrocchie di Cigoli, Corazzano, Isola, Roffia e Balconevisi. In questo contesto collinare, don Simone ha lavorato per favorire la collaborazione tra le diverse frazioni, guidando la comunità con piglio deciso ma sempre paterno. Parallelamente all'attività parrocchiale, ha ricoperto per anni il delicato e cruciale ruolo di direttore del servizio per la Pastorale giovanile della Diocesi di San Miniato. Con lui i giovani del territorio hanno trovato una guida sicura, capace di promuovere percorsi di formazione, campi estivi e iniziative di solidarietà che hanno unito ragazzi provenienti da ogni angolo della diocesi.
E ora che succede?
La data esatta della messa di saluto ufficiale per padre Tiziano non è ancora stata fissata o resa pubblica nei canali ufficiali della diocesi e della parrocchia, ma ora la domanda è d'obbligo: davanti alla ferma presa di posizione dei parrocchiani che decisione prenderà il Vescovo Paccosi?
Il testo della petizione
Ecco il link della petizione
Una raccolta firme cartacea ed online per impedire il trasferimento del parroco. E' quanto accade a Ponte a Elsa dove i parrocchiani – e non solo – si sono mobilitati per il loro padre Tiziano una volta saputo che ad ottobre, dopo 45 anni di servizio, li lascerà. Il rapporto che lo lega a quel luogo e i tempi della decisione del Vescovo Giovanni Paccosi (Ponte a Elsa rientra infatti sotto la diocesi di San Miniato) sono al centro della discussione e della richiesta di confronto. L'obiettivo della raccolta è “una scelta condivisa sul futuro pastorale delle comunità – si legge - Eccellenza Reverendissima, noi, fedeli, parrocchiani e cittadini delle comunità interessate dagli avvicendamenti pastorali recentemente comunicati dalla Diocesi, ci rivolgiamo a Lei con rispetto, filiale affetto ma anche con la responsabilità e la libertà che derivano dall'essere parte viva delle comunità alle quali tali decisioni sono destinate”. Si chiede “che la situazione pastorale di Padre Tiziano Molteni e delle comunità coinvolte venga riesaminata attraverso un confronto diretto con una rappresentanza dei firmatari”.
A Ponte a Elsa dal 1981
Ma ricostruiamo la situazione. Era il 1981 quando un giovane padre Tiziano Molteni, allora ventinovenne ordinato presbitero da appena 4 anni (la data esatta è il 24 settembre del 1977) si unì alla comunità dei Betarramiti di Ponte a Elsa (il primo parroco betarramita designato per la frazione empolese fu padre Franco Cesana, affidato a quella parrocchia dal Vescovo Paolo Ghizzoni). Nel 1990 assunse ufficialmente il ruolo di parroco della frazione, incarico che, come detto, lascerà ad ottobre (con Ponte a Elsa anche Brusciana a Pianezzoli che erano sotto la sua cura) dopo 45 anni di servizio per diventare il nuovo parroco di San Donato Vescovo e Martire a Isola e di San Michele Arcangelo a Roffia, succedendo a padre Albino De Giobbi, altro betarramita. Al suo posto arriverà don Simone Meini, proveniente dalla Val d'Egola.
Perché alla vigilia del 50° anno di ordinazione sacerdotale?
Perché, 74enne ed alla vigilia del 50° anno di ordinazione sacerdotale che avrebbe potuto e voluto fare nella ‘sua' Ponte a Elsa, è arrivata questa decisione? E' questa la domanda che circola fra i parrocchiani dal momento dell'ufficializzazione della notizia. La risposta può darla solo il Vescovo Giovanni Paccosi e sta nelle spesso insondabili logiche della chiesa cattolica. Di sicuro, come testimonia la petizione, la notizia non è stata accolta bene dalla parrocchia di Ponte a Elsa che perde quello che per la frazione è stato più di un parroco, un vero e proprio punto di riferimento. Una questione che tocca personalmente anche il sindaco Alessio Mantellassi che frequenta da sempre quella chiesa, che con padre Tiziano ha un rapporto molto solido di amicizia e stima reciproca e che ora ha un ruolo importante nel gestire al meglio questa fase di transizione che ha creato dispiacere e malumore all'interno della comunità. “Andremo alla messa da Tiziano” è una delle frasi che si sentono dire fra i parrocchiani, parole magari dette ‘di pancia' ma che fanno capire come digerire questo trasferimento non sia sicuramente una cosa semplice.
Arriva don Simone Meini
Al suo posto arriva don Simone Meini. Sacerdote stimato, dinamico e da sempre vicinissimo al mondo dei giovani, raccoglierà questa lunga ed importante eredità spirituale e sociale. Originario di Lari, in provincia di Pisa, don Simone Meini ha maturato la propria vocazione all'interno del seminario diocesano, completando gli studi teologici e filosofici prima di essere ordinato presbitero il 20 settembre 2014 nella cattedrale di San Miniato, per l'imposizione delle mani dell'allora vescovo monsignor Fausto Tardelli. Sin dai primi anni del suo ministero, don Simone si è distinto per la sua forte propensione all'ascolto, all'accoglienza e alla pastorale di prossimità, diventando rapidamente un punto di riferimento per l'intera comunità diocesana.
Direttore della Pastorale giovanile della Diocesi
Il suo percorso pastorale è stato profondamente segnato dal lungo servizio svolto nell'unità pastorale della Val d'Egola, un territorio geograficamente vasto e frammentato che comprende le parrocchie di Cigoli, Corazzano, Isola, Roffia e Balconevisi. In questo contesto collinare, don Simone ha lavorato per favorire la collaborazione tra le diverse frazioni, guidando la comunità con piglio deciso ma sempre paterno. Parallelamente all'attività parrocchiale, ha ricoperto per anni il delicato e cruciale ruolo di direttore del servizio per la Pastorale giovanile della Diocesi di San Miniato. Con lui i giovani del territorio hanno trovato una guida sicura, capace di promuovere percorsi di formazione, campi estivi e iniziative di solidarietà che hanno unito ragazzi provenienti da ogni angolo della diocesi.
E ora che succede?
La data esatta della messa di saluto ufficiale per padre Tiziano non è ancora stata fissata o resa pubblica nei canali ufficiali della diocesi e della parrocchia, ma ora la domanda è d'obbligo: davanti alla ferma presa di posizione dei parrocchiani che decisione prenderà il Vescovo Paccosi?
Il testo della petizione
Ecco il link della petizione






