Ponte alla Steccaia, il 15 ottobre riapre l’Elsa: doppio senso e via libera ai mezzi pesanti
01-10-2026 19:25 - Circondiario
Il conto alla rovescia è iniziato. Giovedì 15 ottobre il ponte alla Steccaia sull’Elsa riaprirà al traffico, restituendo alla viabilità della Valdelsa un collegamento fondamentale tra Certaldo e il territorio senese.
La riapertura rappresenta uno dei passaggi più attesi di un intervento da 4,1 milioni di euro, finanziato interamente dalla Città Metropolitana di Firenze attraverso fondi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il ponte, lungo la strada provinciale 64, tornerà percorribile in entrambi i sensi di marcia e senza limitazioni per i mezzi pesanti. Sarà inoltre possibile attraversarlo a piedi su uno dei due nuovi marciapiedi.
Non si tratta soltanto della riapertura di un'infrastruttura. Il ponte alla Steccaia è infatti uno snodo viario utilizzato quotidianamente da residenti, lavoratori, studenti e imprese e mette in relazione territori appartenenti a comuni e province diverse. Per Certaldo, in particolare, il ritorno alla normale circolazione significa superare una fase di forti disagi iniziata con la chiusura del ponte nel marzo scorso.
Il progetto ha comportato un importante intervento di adeguamento dell'infrastruttura. L'impalcato è stato allargato e i due marciapiedi passano da 1,10 a 1,55 metri, mentre le due corsie di marcia vengono portate da 2,95 a 3,50 metri ciascuna.
L'intervento è stato articolato in tre fasi. La prima, realizzata tra maggio e novembre 2025 mantenendo il ponte aperto, ha riguardato gli interventi nell'alveo dell'Elsa e il consolidamento delle fondazioni e delle pile. La seconda fase, partita nel marzo 2026 con la chiusura dell'infrastruttura, ha interessato il rifacimento dell'impalcato e il miglioramento sismico.
Con la riapertura del 15 ottobre inizierà l'ultima parte del cantiere, dedicata soprattutto alle finiture e agli interventi sui sottoservizi. La conclusione complessiva dell'opera è prevista entro il 20 gennaio 2027.
Il sindaco di Certaldo Giovanni Campatelli ha seguito l'intervento fin dalle prime fasi, anche sul fronte delle conseguenze che la chiusura del ponte ha avuto sulla vita quotidiana della comunità.
La ristrutturazione del ponte, infatti, non è un progetto nato negli ultimi anni. L'idea di intervenire sull'infrastruttura risale a un percorso amministrativo iniziato nel 2003, mentre il primo progetto preliminare risale al 2006. Nel 2025, presentando l'avvio del maxi-cantiere, Campatelli, insieme ai sindaci di Gambassi Terme e San Gimignano, aveva sottolineato come si trattasse di un'opera attesa da circa vent'anni e legata soprattutto alle esigenze di sicurezza e qualità della vita delle comunità interessate.
Durante i mesi di chiusura, una delle questioni più delicate è stata quella della mobilità alternativa. La Città Metropolitana ha attivato una navetta gratuita tra Certaldo e le frazioni di Badia a Elmi e Badia a Cerreto, mentre il Comune di Certaldo ha raccolto anche le segnalazioni dei cittadini e, in particolare, degli studenti che utilizzavano il treno per raggiungere le scuole.
Lo stesso Campatelli, insieme ai sindaci di Gambassi Terme e San Gimignano, aveva chiesto di modificare gli orari della navetta per coprire la fascia tra le 14 e le 16, inizialmente scoperta e particolarmente problematica per gli studenti di rientro da Poggibonsi ed Empoli.
Ora, con la riapertura, una parte consistente di quei disagi è destinata a venire meno.
La data del 15 ottobre era stata fissata a settembre, quando l'approvazione di una variante progettuale aveva comportato uno slittamento di quindici giorni rispetto alla precedente previsione.
La novità più significativa riguarda però le modalità di riapertura. Inizialmente si era ipotizzato un ritorno alla circolazione con alcune limitazioni; il nuovo cronoprogramma prevede invece fin dal primo giorno il doppio senso di marcia, compreso il transito dei mezzi pesanti.
Resterà temporaneamente interdetto ai pedoni uno dei due marciapiedi, quello sul lato valle, in attesa della posa delle nuove condutture dell'acquedotto da parte di Acque Spa. L'intervento dovrebbe richiedere circa due o tre settimane, a cavallo tra novembre e dicembre.
In quella fase potrebbe rendersi necessario, durante alcune operazioni particolarmente delicate, restringere temporaneamente la carreggiata e istituire un senso unico. L'ipotesi indicata dalla Città Metropolitana è quella di privilegiare la direzione Certaldo, così da evitare la formazione di lunghe code davanti alla rotatoria sul lato certaldese.
Parallelamente al completamento del ponte, si prepara un'altra opera destinata ad avere un impatto significativo sulla viabilità locale: la nuova rotatoria sul lato di Badia a Elmi.
La particolarità è che, pur essendo strettamente legata al collegamento con Certaldo, la rotatoria ricade nel territorio comunale di San Gimignano. Il progetto ha un valore complessivo di 1,436 milioni di euro e vede la partecipazione finanziaria della Città Metropolitana di Firenze per il 26,67 per cento.
Dopo lo spostamento della linea elettrica interferente con il cantiere e le operazioni di bonifica dagli ordigni bellici, l'iter è entrato nella fase che porterà all'apertura vera e propria del cantiere. Il cronoprogramma prevede una durata contrattuale di 250 giorni, con ultimazione indicata, salvo imprevisti o proroghe, nel giugno 2027.
La progettazione è stata organizzata per fasi in modo da mantenere la possibilità di circolazione nelle tre direzioni interessate, compreso il collegamento da e verso Certaldo attraverso il ponte rinnovato.
Un'infrastruttura che guarda oltre il cantiereIl 15 ottobre, dunque, non segnerà la fine assoluta dei lavori, ma rappresenterà un passaggio decisivo. Il ponte tornerà a svolgere la propria funzione viaria mentre proseguiranno le ultime opere di completamento.
Per Certaldo e per le comunità di Badia a Elmi e Badia a Cerreto sarà soprattutto il ritorno di un collegamento quotidiano, dopo mesi nei quali attraversare l'Elsa ha richiesto percorsi alternativi e servizi sostitutivi.
E il progetto non si esaurisce con il ponte. L'obiettivo è completare il sistema viario con la nuova rotatoria sul lato senese, creando condizioni più funzionali per la circolazione e per il collegamento tra la Valdelsa fiorentina e quella senese.
Dopo un percorso progettuale durato anni, il ponte alla Steccaia si appresta così a tornare al centro della viabilità locale: più largo, adeguato dal punto di vista sismico e nuovamente percorribile a doppio senso, con il passaggio dei mezzi pesanti consentito.
La riapertura rappresenta uno dei passaggi più attesi di un intervento da 4,1 milioni di euro, finanziato interamente dalla Città Metropolitana di Firenze attraverso fondi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il ponte, lungo la strada provinciale 64, tornerà percorribile in entrambi i sensi di marcia e senza limitazioni per i mezzi pesanti. Sarà inoltre possibile attraversarlo a piedi su uno dei due nuovi marciapiedi.
Non si tratta soltanto della riapertura di un'infrastruttura. Il ponte alla Steccaia è infatti uno snodo viario utilizzato quotidianamente da residenti, lavoratori, studenti e imprese e mette in relazione territori appartenenti a comuni e province diverse. Per Certaldo, in particolare, il ritorno alla normale circolazione significa superare una fase di forti disagi iniziata con la chiusura del ponte nel marzo scorso.
Il progetto ha comportato un importante intervento di adeguamento dell'infrastruttura. L'impalcato è stato allargato e i due marciapiedi passano da 1,10 a 1,55 metri, mentre le due corsie di marcia vengono portate da 2,95 a 3,50 metri ciascuna.
L'intervento è stato articolato in tre fasi. La prima, realizzata tra maggio e novembre 2025 mantenendo il ponte aperto, ha riguardato gli interventi nell'alveo dell'Elsa e il consolidamento delle fondazioni e delle pile. La seconda fase, partita nel marzo 2026 con la chiusura dell'infrastruttura, ha interessato il rifacimento dell'impalcato e il miglioramento sismico.
Con la riapertura del 15 ottobre inizierà l'ultima parte del cantiere, dedicata soprattutto alle finiture e agli interventi sui sottoservizi. La conclusione complessiva dell'opera è prevista entro il 20 gennaio 2027.
Il sindaco di Certaldo Giovanni Campatelli ha seguito l'intervento fin dalle prime fasi, anche sul fronte delle conseguenze che la chiusura del ponte ha avuto sulla vita quotidiana della comunità.
La ristrutturazione del ponte, infatti, non è un progetto nato negli ultimi anni. L'idea di intervenire sull'infrastruttura risale a un percorso amministrativo iniziato nel 2003, mentre il primo progetto preliminare risale al 2006. Nel 2025, presentando l'avvio del maxi-cantiere, Campatelli, insieme ai sindaci di Gambassi Terme e San Gimignano, aveva sottolineato come si trattasse di un'opera attesa da circa vent'anni e legata soprattutto alle esigenze di sicurezza e qualità della vita delle comunità interessate.
Durante i mesi di chiusura, una delle questioni più delicate è stata quella della mobilità alternativa. La Città Metropolitana ha attivato una navetta gratuita tra Certaldo e le frazioni di Badia a Elmi e Badia a Cerreto, mentre il Comune di Certaldo ha raccolto anche le segnalazioni dei cittadini e, in particolare, degli studenti che utilizzavano il treno per raggiungere le scuole.
Lo stesso Campatelli, insieme ai sindaci di Gambassi Terme e San Gimignano, aveva chiesto di modificare gli orari della navetta per coprire la fascia tra le 14 e le 16, inizialmente scoperta e particolarmente problematica per gli studenti di rientro da Poggibonsi ed Empoli.
Ora, con la riapertura, una parte consistente di quei disagi è destinata a venire meno.
La data del 15 ottobre era stata fissata a settembre, quando l'approvazione di una variante progettuale aveva comportato uno slittamento di quindici giorni rispetto alla precedente previsione.
La novità più significativa riguarda però le modalità di riapertura. Inizialmente si era ipotizzato un ritorno alla circolazione con alcune limitazioni; il nuovo cronoprogramma prevede invece fin dal primo giorno il doppio senso di marcia, compreso il transito dei mezzi pesanti.
Resterà temporaneamente interdetto ai pedoni uno dei due marciapiedi, quello sul lato valle, in attesa della posa delle nuove condutture dell'acquedotto da parte di Acque Spa. L'intervento dovrebbe richiedere circa due o tre settimane, a cavallo tra novembre e dicembre.
In quella fase potrebbe rendersi necessario, durante alcune operazioni particolarmente delicate, restringere temporaneamente la carreggiata e istituire un senso unico. L'ipotesi indicata dalla Città Metropolitana è quella di privilegiare la direzione Certaldo, così da evitare la formazione di lunghe code davanti alla rotatoria sul lato certaldese.
Parallelamente al completamento del ponte, si prepara un'altra opera destinata ad avere un impatto significativo sulla viabilità locale: la nuova rotatoria sul lato di Badia a Elmi.
La particolarità è che, pur essendo strettamente legata al collegamento con Certaldo, la rotatoria ricade nel territorio comunale di San Gimignano. Il progetto ha un valore complessivo di 1,436 milioni di euro e vede la partecipazione finanziaria della Città Metropolitana di Firenze per il 26,67 per cento.
Dopo lo spostamento della linea elettrica interferente con il cantiere e le operazioni di bonifica dagli ordigni bellici, l'iter è entrato nella fase che porterà all'apertura vera e propria del cantiere. Il cronoprogramma prevede una durata contrattuale di 250 giorni, con ultimazione indicata, salvo imprevisti o proroghe, nel giugno 2027.
La progettazione è stata organizzata per fasi in modo da mantenere la possibilità di circolazione nelle tre direzioni interessate, compreso il collegamento da e verso Certaldo attraverso il ponte rinnovato.
Un'infrastruttura che guarda oltre il cantiereIl 15 ottobre, dunque, non segnerà la fine assoluta dei lavori, ma rappresenterà un passaggio decisivo. Il ponte tornerà a svolgere la propria funzione viaria mentre proseguiranno le ultime opere di completamento.
Per Certaldo e per le comunità di Badia a Elmi e Badia a Cerreto sarà soprattutto il ritorno di un collegamento quotidiano, dopo mesi nei quali attraversare l'Elsa ha richiesto percorsi alternativi e servizi sostitutivi.
E il progetto non si esaurisce con il ponte. L'obiettivo è completare il sistema viario con la nuova rotatoria sul lato senese, creando condizioni più funzionali per la circolazione e per il collegamento tra la Valdelsa fiorentina e quella senese.
Dopo un percorso progettuale durato anni, il ponte alla Steccaia si appresta così a tornare al centro della viabilità locale: più largo, adeguato dal punto di vista sismico e nuovamente percorribile a doppio senso, con il passaggio dei mezzi pesanti consentito.






