'Provincia Novecento' divide la destra, Fdi prende le distanze da Empoli del fare
22-08-2026 08:34 - Politica
Oltre ad accendere una polemica politica ed a scatenare un dibattito fra tante persone la mostra Provincia Novecento ha avuto anche un altro effetto: ha diviso il centro-destra locale, in particolare Empoli del fare-Forza Italia che ha acceso la miccia e Fratelli d'Italia. Merito o colpa di una parola che il sindaco Alessio Mantellassi ha usato (chissà se volutamente….) nella sua replica a Claudia Ghezzi. “Ho letto in queste ore che la destra ci attacca perché non ha gradito la mostra Provincia 900, vuole far le pulci alla mostra dicono”. Quella parola, destra, è stata l'oggetto del contendere proprio a destra. Fra i tanti commenti spuntati sotto al post del primo cittadino ben tre esponenti di Fratelli d'Italia (il capogruppo Cosimo Carriero, la consigliera Francesca Peccianti ed il commissario empolese del partito, Federico Pavese) hanno specificato che loro, su Provincia Novecento, non hanno niente da chiedere. “Alessio, quando parli di destra dovresti specificare da quale gruppo consiliare è stata fatta l'interrogazione perché non risulta sia provenuta da Fratelli d'Italia. Questo semplicemente perché ogni gruppo dell'opposizione, seppur di cdx e pur con una visione unitaria di valori e di intenti, ha una sua specificità”. Questo un commento che racchiude il senso di tutti quanti e che segna, appunto, una linea fra le due forze di opposizione.
Sul fronte ‘azzurro', almeno pubblicamente, tutto tace dopo la replica al sindaco di Claudia Ghezzi, capogruppo di Empoli del fare e firmataria dell'interrogazione, ma dietro le quinte la cosa non è piaciuta agli esponenti di quell'area politica.
Sul punto Fratelli d'Italia ha poi diffuso anche un comunicato stampa:
«Ho letto in queste ore che la destra ci attacca perché non ha gradito la mostra “Provincia 900”». Così il sindaco Alessio Mantellassi ha commentato sui social l’interrogazione presentata dalla capogruppo di Empoli del Fare, Claudia Ghezzi. Un’affermazione che merita qualche precisazione, possibilmente senza scomodare fantasmi ideologici o presunte patenti di superiorità culturale.
Intanto, una notizia forse sorprendente per il sindaco: “la destra” non è un gruppo consiliare. L’interrogazione porta la firma di una consigliera e di una formazione politica ben identificabili. Parlare genericamente di un attacco della destra significa attribuire indistintamente ad altri soggetti posizioni che non hanno espresso, costruendo una contrapposizione tanto comoda quanto artificiosa.
Da un amministratore esperto e politicamente schierato nel centrosinistra è difficile considerarla una semplice distrazione lessicale. Più ragionevole è chiedersi se l’etichetta sia stata utilizzata per rispolverare un copione ormai consumato: da una parte la sinistra illuminata, custode naturale della cultura; dall’altra una destra immaginaria, presumibilmente allergica alle mostre, all’arte e perfino ai cataloghi.
Peccato che la realtà sia meno teatrale: “Provincia Novecento” ha ricevuto apprezzamenti anche a destra e nessuno ha bisogno dell’autorizzazione del centrosinistra per riconoscere il valore della cultura, degli artisti empolesi e della valorizzazione del nostro patrimonio.
Altra questione, completamente diversa, è il diritto di un gruppo consiliare di chiedere chiarimenti sui costi sostenuti, sui risultati raggiunti e sulle ricadute prodotte da un’iniziativa finanziata con risorse pubbliche. Si chiama controllo democratico. Il sindaco è tenuto a rispondere perché amministra denaro dei cittadini, non il proprio portafoglio. E domandare come siano stati spesi quei soldi non equivale a dichiarare guerra alla cultura.
Se poi Mantellassi intende contestare un’interrogazione, abbia almeno la correttezza istituzionale di indicarne l’autrice e il gruppo proponente, evitando generalizzazioni capziose che coinvolgono chi non ha presentato quell’atto. Alla buona fede di certe formule indistinte, francamente, fatichiamo a credere.
Comprendiamo comunque le difficoltà di una certa sinistra: quando si vedono fantasmi del passato perfino nei cappotti dei cantieri edili, può capitare di scambiare una richiesta di trasparenza per un assalto ideologico a una mostra.
Ma a Empoli basterebbe molto meno: meno suggestioni, più precisione. E, naturalmente, risposte puntuali. Perché anche la correttezza istituzionale, dopotutto, è cultura".
Sul fronte ‘azzurro', almeno pubblicamente, tutto tace dopo la replica al sindaco di Claudia Ghezzi, capogruppo di Empoli del fare e firmataria dell'interrogazione, ma dietro le quinte la cosa non è piaciuta agli esponenti di quell'area politica.
Sul punto Fratelli d'Italia ha poi diffuso anche un comunicato stampa:
«Ho letto in queste ore che la destra ci attacca perché non ha gradito la mostra “Provincia 900”». Così il sindaco Alessio Mantellassi ha commentato sui social l’interrogazione presentata dalla capogruppo di Empoli del Fare, Claudia Ghezzi. Un’affermazione che merita qualche precisazione, possibilmente senza scomodare fantasmi ideologici o presunte patenti di superiorità culturale.
Intanto, una notizia forse sorprendente per il sindaco: “la destra” non è un gruppo consiliare. L’interrogazione porta la firma di una consigliera e di una formazione politica ben identificabili. Parlare genericamente di un attacco della destra significa attribuire indistintamente ad altri soggetti posizioni che non hanno espresso, costruendo una contrapposizione tanto comoda quanto artificiosa.
Da un amministratore esperto e politicamente schierato nel centrosinistra è difficile considerarla una semplice distrazione lessicale. Più ragionevole è chiedersi se l’etichetta sia stata utilizzata per rispolverare un copione ormai consumato: da una parte la sinistra illuminata, custode naturale della cultura; dall’altra una destra immaginaria, presumibilmente allergica alle mostre, all’arte e perfino ai cataloghi.
Peccato che la realtà sia meno teatrale: “Provincia Novecento” ha ricevuto apprezzamenti anche a destra e nessuno ha bisogno dell’autorizzazione del centrosinistra per riconoscere il valore della cultura, degli artisti empolesi e della valorizzazione del nostro patrimonio.
Altra questione, completamente diversa, è il diritto di un gruppo consiliare di chiedere chiarimenti sui costi sostenuti, sui risultati raggiunti e sulle ricadute prodotte da un’iniziativa finanziata con risorse pubbliche. Si chiama controllo democratico. Il sindaco è tenuto a rispondere perché amministra denaro dei cittadini, non il proprio portafoglio. E domandare come siano stati spesi quei soldi non equivale a dichiarare guerra alla cultura.
Se poi Mantellassi intende contestare un’interrogazione, abbia almeno la correttezza istituzionale di indicarne l’autrice e il gruppo proponente, evitando generalizzazioni capziose che coinvolgono chi non ha presentato quell’atto. Alla buona fede di certe formule indistinte, francamente, fatichiamo a credere.
Comprendiamo comunque le difficoltà di una certa sinistra: quando si vedono fantasmi del passato perfino nei cappotti dei cantieri edili, può capitare di scambiare una richiesta di trasparenza per un assalto ideologico a una mostra.
Ma a Empoli basterebbe molto meno: meno suggestioni, più precisione. E, naturalmente, risposte puntuali. Perché anche la correttezza istituzionale, dopotutto, è cultura".






