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Questione vaso blu, Fdi fa eco alla Lega

01-05-2026 10:15 - Circondiario
Apprendiamo con sconcerto la risposta fornita dall’assessore all' interrogazione presentata dai colleghi della Lega sulla fontana ornamentale “Vaso Magico” di via Bovio, meglio conosciuta come Vaso Blu, realizzata nel 2006 e rivestita con mosaici provenienti da Venezia. Dopo essere costata ai cittadini 98 mila euro, l’opera risulta oggi accantonata presso l’autoparco comunale, senza alcun progetto di riutilizzo.

In qualità di consiglieri di Fratelli d’Italia, esprimiamo una ferma e totale indignazione. Come già denunciato dai colleghi della Lega, anche noi riteniamo questa vicenda l’ennesima dimostrazione di superficialità e incapacità nella gestione del patrimonio pubblico. Un epilogo già grave, che certifica uno spreco evidente di risorse dei cittadini, ma ciò che è emerso in aula supera ogni limite accettabile. Le parole dell’assessore Spina alla cultura — “se ci tiene tanto glielo potremmo anche regalare, procederei ad una donazione” — non sono solo inappropriate: sono istituzionalmente inaccettabili. Chi ricopre quel ruolo dovrebbe avere piena consapevolezza del valore, non solo economico ma anche simbolico, delle opere pubbliche. Invece assistiamo a dichiarazioni che banalizzano e sviliscono beni pagati dai cittadini, trattati come fossero proprietà privata.

Non siamo di fronte a un oggetto qualsiasi, ma a un’opera realizzata con denaro pubblico che rappresenta un investimento della collettività. E come tale deve essere rispettata, tutelata e valorizzata, non derubricata a oggetto di “regalie” o battute fuori luogo. A fronte di questa gestione approssimativa, riteniamo doveroso passare dalle parole ai fatti: esistono soluzioni concrete e immediatamente attuabili per restituire dignità all’opera, come la sua collocazione in una piazza del paese, su una rotonda o all’interno di un parco pubblico, rendendola finalmente fruibile alla cittadinanza. Di fronte a quanto accaduto, il problema non è più solo questa fontana. È legittimo — e necessario — chiedersi come siano stati gestiti finora gli altri beni pubblici: quanti casi analoghi esistono? Quante risorse sono state sprecate? E soprattutto, con quali criteri vengono prese decisioni su opere finanziate dai cittadini? Pretendiamo risposte immediate, trasparenti e documentate. Ma soprattutto pretendiamo un cambio di atteggiamento: perché amministrare non significa disporre a piacimento dei beni pubblici, ma custodirli e valorizzarli nell’interesse esclusivo della comunità.

Fonte: Ufficio stampa